In un periodo storico in cui si cerca di attrarre sempre di più il pubblico degli anni passati con prodotti che strizzano l’occhio più o meno evidentemente ai fan che cominciano a rimpiangere quello che caratterizzava la loro infanzia, ecco sbucare (quasi) dal nulla il reboot della serie animata DuckTales. Avete presente, no? Quella che vi faceva alzare dal letto la mattina per accendere il televisore a tubo catodico su Rai Uno.

Come accennato prima, ultimamente si punta molto a riproporre vecchie serie e film modernizzati per piacere sia ai veterani che ai novellini. Sfortunatamente non tutte queste ciambelle riescono col buco, come nel caso dell’ultimo film della saga dei Ghostbusters o per l’ennesimo scempio cinematografico di Micheal Bay basato sulle leggendarie Tartarughe Ninja.

Ma DuckTales no. Le serie protagonista dell’estate 2017 prodotta da mamma Disney non fallisce, colpisce anzi dritta nel segno. Fin dalle prime immagini promozionali molti fan nostalgici avevano storto il naso riguardo allo stile grafico, molto più minimale rispetto alla serie originale a giustificare un rinnovo sotto tutti gli aspetti. È bastato però mostrare l’episodio pilota da quaranta minuti per zittire tutti gli scettici, lo stile grafico sembra cucito su misura sui personaggi e rappresenta una vera e propria ventata di aria fresca senza però sfociare nel classico effetto “Mr. Burns che crede che basti un cappellino figo col teschio per piacere ai giovani”.

Senza evitare spoiler per chi non l’avesse ancora vista, DuckTales 2017 si allaccia molto alla storia originale nella quale Zio Paperone gira il mondo alla ricerca di avventure con Qui, Quo, Qua e Gaia, insieme alla miriade di personaggi secondari sparsi per tutte le stagioni. La grande differenza è che ormai il papero più ricco del mondo si ritrova escluso da tutte quelle avventure, rammollito nella noia della gestione del suo patrimonio e nostalgico del passato. Elemento nuovo nella serie ma non per i fan in tutto il mondo, in questo reboot compare anche Paperino come personaggio fisso, caratterizzato dalla sua solita e incomprensibile parlantina e da una vena più matura di come lo ricordavamo, al pari di uno zio iperprotettivo nei confronti dei tre nipotini, anch’essi più moderni e meno bambini senza rinunciare allo spirito fanciullesco usato per attrarre i più piccini.

Ogni personaggio è costruito magistralmente, con cambiamenti anche importanti rispetto alla serie originale di fine anni ‘90 che però faranno sorridere anziché storcere il naso. Tuttavia, nonostante questi aspetti ovviamente positivi, come ben si poteva immaginare il palcoscenico è tutto per lui: Scrooge McDuck, conosciuto da noi italiani con il nome di Zio Paperone. Il risultato di mesi e mesi di studio sul personaggio da parte della Disney ha avuto un risultato letteralmente straordinario. Ogni sua azione, ogni suo dettaglio, ogni sua parola non possono che far venire i brividi a chiunque abbia mai voluto vedere una degna rappresentazione fedele dello scozzese piumato più conosciuto e amato al mondo. Complice del suo successo è sicuramente David Tennant, conosciuto principalmente per aver interpretato il decimo dottore nella serie BBC “Doctor Who”: l’attore è stato scelto come doppiatore dello Zione, condividendo entrambi un accento scozzese molto marcato che difficilmente dimenticherete.

Dulcis in fundo, le citazioni alla leggendaria Saga di Zio Paperone scritta da Don Rosa. La Disney ha voluto usare questo come asso nella manica per conquistare i fan più incalliti sull’argomento, e dannazione a lei se ci è riuscita. In molte inquadrature e dialoghi sono presenti easter egg, citazioni e riferimenti alla vera storia di Zio Paperone e a tutti i personaggi che l’hanno accompagnato nella sua scalata verso la vetta del papero più ricco al mondo, miniera d’oro per gli assidui studiosi di Don Rosa.

Sarà invece proprio negli ultimi secondi dell’episodio pilota che i creatori di DuckTales hanno voluto piazzare non una bomba, ma la bomba. Non entrerò nei dettagli per evitare commenti infuriati di villici con torce e forconi che inneggiano al reato di spoiler, ma nelle prossime puntate di questa nuova serie verremo sicuramente a conoscenza della storia di un personaggio mai affrontato in nessuna epoca sia del fumetto che dell’animazione, un personaggio che in fin dei conti abbiamo sempre saputo che esistesse ma mai visto né mai anche solo accennato. Un’esca squisita per attirare ogni tipo di fan verso il proseguimento di questa nuova avventura, riuscendo grandiosamente nell’impresa.

Che dire, dunque? DuckTales e l’equipe addetta alla sua produzione hanno dimostrato al mondo intero che è possibile far brillare una seconda volta una perla ormai opaca per gli anni, perla che abbiamo amato da bambini senza però distruggerla con stereotipi giovanili o rimanere troppo attaccati al passato.

Il nuovo DuckTales è un prodotto curato ed eccellente sotto ogni punto di vista, sia per gli amanti del mondo dei paperi sia per i rari casi che non sanno nulla di Zio Paperone e tutta la sua famiglia piumata. La prossima puntata è prevista per il 23 settembre 2017 e il sottoscritto vi consiglia caldamente di rimediare in qualche modo l’episodio pilota uscito il 12 agosto, certo del fatto che vi ritroverete anche voi a ridere e a vedervi i brividi di nostalgia prendervi alla sprovvista, cullati da un accento scozzese e da una bellezza che solo mamma Disney poteva partorire.