womens-group-735907_640Come puoi pensare, uomo, di metterci le mani addosso? È davvero questa l’unica parola che conosci, la violenza? È l’unico modo per esprimerti? Noi non parliamo la tua stessa lingua, non ti capiamo, e per questo non ti rispondiamo, non ci difendiamo. Possiamo fuggire, se riusciamo. Dobbiamo essere psicologhe e sforzarci di essere un po’ egoiste, intuire chi abbiamo di fronte prima che sia troppo tardi, smettere di raccontarci bugie e imparare a voler bene prima di tutto a noi stesse, per evitare di rimetterci la pelle.

Donna, non sei il sesso debole, non lo sei mai stato, e l’uomo lo sa, per questo di te ha paura, di tutta quella forza che possiedi e usi senza dover alzare mani e tirare calci e pugni. E proprio per questo, oggi, ti dedico una poesia, un sincero augurio che tu possa comprendere quanto sia meravigliosa e preziosa la tua esistenza. Spero che un giorno lo capisca anche l’uomo che hai accanto, che tuttavia sembra troppo occupato a picchiarti per accorgersene.

Ritratto di donna

Deve essere a scelta.
Cambiare, purché niente cambi.
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, l’unica al mondo.

Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l’avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serva questa vite, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.

Tiene nelle mani un passero con l’ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.

Dove è che corre, non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama o si è intestardita.
Nel bene, nel male, e per l’amor del cielo!

Wislawa Szymborska