vannoni-(1)Il cosiddetto metodo Stamina, di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi su giornali, televisioni e siti, viene “messo a punto” dal prof. Davide Vannoni, docente universitario laureato in Scienze della comunicazione. Gli studi di Vannoni sulle cellule staminali iniziano nel 2005, quando viene curato in Ucraina per una paralisi facciale proprio attraverso il trapianto di cellule staminali. Decide quindi di portare il metodo in Italia. Con l’aiuto di alcuni medici e biologi, Vannoni tenta di creare una metodologia che si proponga di curare diverse tipologie di malattie.

Ci sono molti lati oscuri comunque in questa vicenda. Infatti il team di Vannoni non è mai riuscita a mettere a punto un vero e proprio metodo, più volte sono stati respinte le richieste di brevetto, sia in Italia che negli Stati Uniti. Mai sono state fornite le informazioni necessarie per poter eventualmente convalidare Stamina. Anzi, tra le poche date alle autorità scientifiche alcune sono poi risultate essere state copiate da un articolo scientifico pubblicato da scienziati ucraini e che già era stato dichiarato non attendibile.

Nonostante questo, Vannoni ha iniziato la fase di sperimentazione sui malati, non gratuitamente, ma facendosi pagare fior di quattrini e promettendo cure miracolose che nemmeno Gesù. E sfruttando l’indubbio benficio di essere in Italia, Paese dove basta poco ad accendere la miccia del popolo quando si tratta di certi argomenti, basta far vedere due bambine malate che dopo “la cura” forse riuscivano a muovere leggerissimamente un piede e subito sono scattate le gare tra chi doveva solidarizzare a tutti i costi e chi gridava al complotto della case farmaceutiche. Naturalmente anche questa volta a pilotare la situazione è stata la televisione, dove Le Iene di Italia 1, forti di tre milioni di spettatori medi, ha fatto da principale cassa di risonanza. A questo punto sono, ahinoi, intervenuti i nostri politici, che hanno permesso la sperimentazione, alla ricerca di facili consensi. Non sono bastati i vari appelli degli esperti, per l’italiano medio è più credibile Giulio Golia.

Per fortuna, anche in questo sfortunato paese, c’è ancora chi usa la ragione. Il metodo verrà presto bloccato nonostante i vari ricorsi e controricorsi. Anche il buon giornalismo ha fatto la sua parte: consiglio la visione della puntata di Presa Diretta, programma di Rai3, che mette a fuoco tutti gli aspetti del metodo Stamina.

Si può e si deve ragionevolmente affermare che il metodo Stamina non esiste. Per il semplice fatto che non è un “metodo” scientifico. Più probabilmente è un modo come altri per far soldi, sfruttando però i malati, il che rende la condotta di Vannoni assolutamente discutibile e condannabile. La compassione e la pena, però, non possono essere criteri per valutare e validare un metodo scientifico. I sentimenti bisogna lasciarli un attimo da parte, appartengono ai malati e alle loro famiglie. Loro sì possono essere disperati e possono attaccarsi a tutto, anche a ciò che non esiste. Noi, però, no.