vinyl-1087794_960_720Trevor aprì la porta ed entrò nell’ ufficio del Boss, la stanza era avvolta da un oscuro velo di buio che uniformava quasi tutti i colori riconducendoli alla loro tonalità madre: il nero.

L’unica luce che rischiarava quell’ opaca scena era la fiamma rossastra emessa dal sigaro del suo superiore, Boda era da piú di vent’ anni il signore incontrastato di quella citta, il sindaco non era altro che un cane scodinzolante pronto a leccare la sua ricca mano per qualche privilegio, polizia non stiamo neanche a parlarne, molti erano nel suo libro paga, anche perchè non avevano molte alternative, o accettavano di essere pagati col suo sporco denaro o con il piombo dei suoi picciotti fino a diventare quel sangue che sporcava i suoi innumerevoli soldi.

“Cosa ti porta a venire da me?” lo interrogò Boda togliendogli l’ imbarazzo di doversi annunciare, per lui non era altro che l’ ennessimo picciotto, ma quello che doveva dirgli avrebbe potuto trasformarlo nell’ennessimo cadavere a cui far fare un tuffo nell’ oceano con indosso ingombranti scarpe di cemento armato. A causa della sua eccessiva passione per le scommesse aveva contratto un debito troppo ingente per le sue finanze, neanche ipotecando ogni squallido oggetto in suo possesso avrebbe potuto raggiungere quei ventimila dollari che lo sottomettevano al suo allibratore ed quest’ ultimo in fatto di capacità di persuasione non aveva nulla da invidiare al suo boss.

Una volta un suo amico, Frank, oddio amico sarebbe esagerato, ha più senso definirlo compagno di bevute, quel classico tipo di compagno sempre pronto ad offrire falsi sorrisi in cambio di una bevuta al banco, ma mai disposto ad offrire, si era indebitato con questo di una cifra sicuramente più modesta della sua ma pur sempre consistente.

Per rimanere  fedele alla sua sbruffoneria (l’unica cosa a cui non avrebbe mai rinunciato e che non avrebbe tradito, l’ esatto contrario dei suoi sentimenti verso sua moglie, o meglio dire la sua ex-moglie,ma questa è un’ altra storia) aveva tirato avanti due settimane ignorando i suoi tutt’altro che amichevoli avvertimenti,  le sue dita fratturate in storti segmenti raddrizzarono la sua mente, non essendo riuscito a recuperare abbastanza soldi cercò di aggiungere a quelle poche centinaie a sua disposizione, una buona parte di banconote false rimastegli da una sua vecchia collaborazione con dei falsari, pagò questo suo tentativo di evitare gli obblighi con cui questi vincolava le persone comuni con la paralisi.

L’ allibratore non gli aveva mandato il suo gorilla di fiducia, si era scomodato presentandosi di persona al suo appartamento neanche un giorno dopo l’ insoddisfacente pagamento, il fatto che non vivesse più con la moglie e la figlia spianò ulteriormente la strada a quest’ ultimo.

Si era introdotto furtivamente come aveva imparato in tanti anni di sporco lavoro e lo aveva aspettato con eremitica pazienza, all’ arrivo del suo cliente lo aveva accolto con beffarda cortesia, accarezzando tutt’ altro che dolcemente la mazza, gli  aveva chiesto di dargli i restanti seicentoottantacinque dollari che aveva rimpiazzato con banconote false di pessimo taglio, la pazienza che aveva nei confronti del suo debitore l’ aveva esaurita tutta nell’ attesa e non aveva intenzione di stare a sentire scuse, il tentativo della sua vittima di ingannarlo, fu ammazzato da una mazzata sulle ginocchia.

La paura di Boda restava, ma gli bastava l’immagine mentale di Frank ridotto su una sedia a rotelle con le gambe che penzolavano inerti per infondergli più coraggio di quanto glie ne avrebbero potuto dargli le occasionali strisce di speed che tirava prima di conoscere sua ex-moglie e che di tanto in tanto aveva continuato ad assumere in rare occasioni.

Boda mise sul giradischi un vinile,Trevor ne adocchiò rapidamente la copertina della custodia, la cover sembrava partorita dalle dita di Remembrandt, in primo piano sulla sua destra era raffigurato un teschio umano ed una pila di libri parzialmente coperta dall’ etichetta su cui vi era scritto a caratteri neri il nome dell’ artista, di quella che probabilmente doveva essere la sua crew e il titolo dell’album.

Sulla sinistra invece vi era dipinto un mazzo di rose di tutti i colori, comprese tonalità che non avrebbe mai sospettato poter tingere i petali di una rosa.  Dopo che ebbe acceso le luci cominciò a vedere meglio, Boda era seduto sulla sua sedia a poca distanza dall’ enorme scrivania in palissandro, “sono pronto a scommettere la cifra che mi rende schiavo del fato che, dentro a uno dei mille cassetti che si nascondono lá dietro ci tiene una pistola, anche se se ne sta apparentemente calmo e rilassato è pronto ad estrarla e fare fuoco su di me con una rapiditá invidiabile a willy the kid in persona, mi sa che mi conviene tenermi come ultima disperata opzione quella di risolvere la faccenda con la Glock che tengo nascosta nella  fondina ascellare, in quel caso sarà meglio che gli pianti il mio piombo nella schiena, me ne fotto della correttezza non voglio rischiare la vita contro gente del suo calibro.

Aveva sentito voci varie sul boss, non era certo un colossale intenditore di musica, ma pareva avere una vera predilezione verso quell’ album che a giudizio di molti non doveva essere facile da reperire, ma ora non era il momento adatto per estendere le proprie conoscenze musicali, doveva riuscire a convincere quell’ armadio minaccioso seduto davanti a lui che gli avevano rubato metá dei  proventi della partita di crack, ed a concedergli una seconda occasione per saldare il debito, anche a costo d’ interessi.

Per fortuna gli era rimasta ancora un’ abbondante metà del carico da vendere, o almeno questa era la versione con cui avrebbe cercato di tenerselo buono girandoci un po’ sopra,fattore che forse  avrebbe convinto Boda a dargli credito,  era risaputo che lui non ne aveva mai abusato, altro elemento che incideva a suo favore, trasse un respiro, quasi come se avesse anticipato le sue mosse il suo ricco aguzzino fece scorrere la puntina sul disco, giusto qualche secondo prima che cominciasse a parlare introducendo con un’ armonia di pianoforte e violini la sua richiesta, quasi come se l’ avesse fatto apposta si accorse di aver cominciato la sua richiesta con l’ entrata della drumtrack nel pezzo.

Mentre i clap accompagnavano la sua vitale apologia cominciò a spiegare il discorso studiato mentalmente alla perfezione, aveva cercato di prevedere anche le sue risposte per essere pronto.

Riassumendo definitivamente il discorso nella sua mente, cominciò a parlare scrutandolo in faccia “boss, so che è molto quello che le chiedo ma vorrei che lei mi concedesse una seconda possibilità per rimediare al mio errore e riscattare la fiducia che lei ha riposto in me”.

Dalla radura accanto spunta una strana figura/ e ne ho giâ paura della sua natura”

Seppur senza interrompere la musica, Boda apparse sorpreso da questa sua improvvisa ammisione, reazione che Trevor aveva previsto, o almeno vi aveva sperato, sapeva che il suo boss non amava le lunghe discussioni quindi il fatto di arrivare dritti al nocciolo del discorso senza vari giri di parole era senz’ altro un punto a suo favore.

Coprendo con la voce, la sua tanto amata musica, gli rispose: “e quale sarebbe il tuo errore” lasciando che quest’ ultima risuonasse minacciosamente alle orecchie di quel picciotto venuto a chiedere aiuto

“Uno scorpione sulla schiena come un tatuaggio/ Con l’ impressione fissa che sará l’ ultimo viaggio

Ci riflettè sopra ancora un attimo, decise di abbandonare i ripensamenti, non servivano, aveva più senso fare la figura del coglione ma sincero e magari perdere quel lavoro remunerativo che andare incontro a morte certa, c’ era un motivo se Boda era più da vent’ anni il boss della cittá, non era certo mantenuto il suo posto bevendosi le balle dei poveri cristi, se era probabile che avrebbe avuto qualche speranza di trattare con lui ammettendo la sua colpa, di certo non ne avrebbe avute provando a indorargli la pillola con mielate menzogne.

“Mi sono fatto derubare come un pivello meta dei soldi derivati dalla vendita di quella partita, le chiedo solo un occasione per ripagarle il danno, sono disposto ad accettare qualsiasi lavoro che mi permetta di saldare il mio debito verso di lei, dopodichè potra anche non ritermi degno di altre mansioni e lo accetteró senza problemi”.

Per un attimo il boss se ne stette in silenzio a riflettere lasciando che quell’ uomo davanti a lui si rosolasse nel fuoco della morbosa attesa,

Il primo passo poi una goccia di sudore gronda

non voleva darlo a vedere ma il suo nervosismo si era tramutato da immateriale a liquido ed  ora, sotto forma di piccola goccia, scivolava giù dalla fronte attraversando tutto il volto, sulla schiena invece era un po’ di più di una minuscola goccia, ma per sua fortuna quello non l’ avrebbe mai notato fino a che non si sarebbe alzato dalla sedia, in quanto alla puzza  non avrebbe dovuto sentirla, i litri di colonia che si era spruzzato addosso avrebbero dovuto coprirlo, e se non l’ avessero mascherato loro di certo l’ avrebbe fatto l’ acre aroma del toscano che si stava fumando Boda.

non vedo neanche quanto sia distante l’ altra sponda

Ignaro delle mille preoccupazioni di quel gracidante umano che gli stava davanti Boda continuava a pensare cosa farsene di quel fallito

Un’ onda sposta i nostri corpi in equilibrio tra

Poteva fargli credere che lo avrebbe perdonato per fargli abbassare la guardia ed eliminarlo in un posto tranquillo e privo di testimoni, ma poi avrebbe dovuto fare un casino della Madonna per recuperare il resto della refurtiva che poteva aver nascosto chissà dove.

Fiducia, vita, convinzioni e generosità

Sebbene fosse più rara c’ era anche l’ eventualitá che fosse onesto, era un ipotesi che doveva orendere con le pinze, si stava parlando di diecimila dollari, una cifra che indurrebbe in tentazione persino San Francesco d’ Assisi, però doveva ammettere che Trevor Johnson non lo aveva mai tradito, senza dubbio non ne aveva rubato una parte per uso personale, la sua faccia non era devastata dagli effetti del crack, certo aveva delle notevoli borse sotto gli occhi ed dei denti ingialliti dal fumo ma era pulito, doveva ammetterlo, cio che DOVEVA capire era se poteva fidarsi.

Sono sicuro che l’ audacia non mi basterá/ per arrivar di lá sono giá all’ aldilá

“sticazzi che allegria questa canzone, poetica quanto vuoi ma sembra una marcia funebre, poi cantata da sta voce impastata mi incute tutto tranne che allegria” pensò Trevor per allentare un po’ la tensione che quell’ atmosfera esercitava su di lui. Coprendo con la voce la sua amata musica, Boda cominciò a parlargli.

“Apprezzo la sincerità, ma, mettiti nei miei panni, capisci che mi diventa difficile darti una seconda opportunità per giá anche solo provare a saldare il tuo debito, potrei benissimo metterti sotto torchio e torturarti semplicemente per scoprire se questa versione che mi racconti è vera” si fermò in tempo prima di proseguire il “discorso”, miracolosamente trattenne il fatto che aveva bisogno che li recuperssse lui, se avesse incaricato di un tale lavoro anche uno dei duoi collaboratori piů fidati avrebbe ugualmente rischiato che venisse a mancare parte della cifra, con lui invece sarebbe stato diverso, sorrise fra se e se al pensiero, quell’ uomo era legato a lui dalle indissolubili catene del debito, tenendolo in vita avrebbe potuto obbligarlo a saldare il debito che lo rendeva prigioniero.

“Ogni emozione è come sabbia se in mano a me la tengo stretta fra le dita e mi scappa
La delusione si fa largo notando che la linea della vita dal palmo si strappa,
L’ aspettativa è un prezzo amaro e costa caro, e qui purtroppo non si parla di denaro, io mi riparo nel riflesso di un’ impressione, fiducia ed ossessione: la rana e lo scorpione

Interuppe il girare della puntina sul disco per permettere ai suoi pensieri di girargli liberamente in testa, dopo una rapida pausa riprese a parlare, “penso che potremmo raggiungere un accordo, innanzitutto per decidere devo conoscerti meglio, hai famiglia Trevor?”.

“Avevo, mia moglie ha chiesto il divorzio quattro anni fa e ha fatto imporre un ordine di  restrinzione da mio figlio”.
Ora la sua mente cominciava a schiarirsi dalla foschia dell’ incertezza, doveva tenere a mente il suo obiettivo principale: rifarsi economicamente parlando della perdita, quel lurido ranocchio era il suo caronte capace di trasportarlo dalla sponda della perdita a quella del profitto, avrebbe innanzitutto dovuto capire dove avesse nascosto il carico di crack, sicuramente ne sarebbe mancata una parte come ammetteva quell’ uomo ma di sicuro ne doveva essere rimasta una buona quantitá, in genere gli aveva sempre affidato carichi che non superavano il migliaio di dollari, con a disposizione un limite del genere era praticamente impossibile comprarsi la fiducia dei pesci grossi capaci di acquistargli partite da migliaia di dollari, così come lo era il fatto che fosse riuscito a piazzare un carico del genere in sole due settimane, in conclusione doveva essere sincero, difficilmente avrebbe trovato più di metá del carico, sopratutto ora che vi erano più suoi sottoposti in giro e lui non era il venditore esclusivo, quindi azzardando una rapida stima quell’ uomo era in debito con lui di almeno cinquemila dollari, meglio fare seimila, l’ esperienza gli aveva insegnato che andava sempre tenuto un margine per gli imprevisti.

Era più che sicuro che il suo uomo viveva in uno squallido appartamento, a parte i mobili, che non dovevano essere molto pregiati, non ne avrebbe ricavato cifre consistenti, doveva far leva sulla famiglia se voleva ripareggiare il debito, se questi avessero deciso di aiutare il marito prodigo sarebbe stato meglio per loro, se no non avrebbe avuto difficoltà alcune a farli sparire tutti e tre, ma in fondo non era un sanguinario, se possibile avrebbe evitato gli spaŕgimenti di sangue.

Si indusse da solo a pensare che non avrebbe assolutamente torto un capello per apparire più rassicurante alla sua vittima, se si fosse rilassato si sarebbe illuso di esser fuori pericolo e di conseguenza non avrebbe cercato di mantenere troppi segreti, giusto per dare in tocco in piú a quell’ atmosfera di calma fece ripartire la canzone dalla sua run preferita

Una goccia che cade da una foglia d’ abete turba la quiete, di uno specchio d’ acqua che pare di stoffa ne piega le sete, e io che mi fermo e contemplo due linee identiche, non posso avanzare d’ un metro lo stagno vibra di onde concetriche”

La voce bassa di quel bolognese riuscì ancora una volta ad infondergli una pace così rassicurante che gli pareva di essere oltre le nubi, al riparo da ogni problema, rilassato dalla voce di quel suo personale guru rappante riflette accuratamente sul da farsi, in quell’ insospettabile stato di calma era in grado di ordire piani architettati alla perfezione, come diceva un altro guru  “oltre le nuvole,dove I suoni sono originali, abilità infinite generano miracoli”.

Aprì le serrande per far entrare uno spiraglio di luce, la sua vista era abituata a quell’ oscuritá ma un pizzico in più di luminosità lo avrebbe senza dubbio facilitato

un raggio di sole riscalda la pace dell’ humus/ screzia le placche calde del mio carapace scuro /e io che non salto non volo non trapasso le onde/ sará una rana a farmi da Caronte qui fra sponde e sponde

Ora che aveva raggiunto un più che apparente stato di calma poteva permettersi qualche passo azzardato.

“Come mai la sua moglie ti ha imposto l’ ordine di restrinzione?”

“È importante?”

“Solamente una curiosità personale, mi piace conoscere meglio le persone con cui ho a che fare”.

Con una certa nota di amarezza nella voce gli rispose: “Relazioni extraconiugali, le è bastato questo per non fidarsi più di me” sicuramente questo non è un punto a mio favore, ma preferisco che si accontenti di questo frammento di verità piuttosto che vada a scavare in fondo nel pozzo di stronzate che ho fatto.

 “ammesso e concesso il dubbio che ha espresso adesso, non sa che non sono cattivo ma spesso il primo a temere me stesso,

Facciamo così”esordì Boda, “consegnami il carico rimanente e i ricavati, te li detrarrò dai diecimila dollari, il resto dei soldi li restituirai con vari lavori, capisci che non ti posso mandare in giro a piazzare, ormai sei bruciato”.
Ci aveva pensato, in città c’ era ancora un uomo di cui poteva ancora fidarsi ciecamente, astemio com’ era di sicuro non si sarebbe fatto nascere bizarre idee su quei panetti, ma sopratutto dopo che lo aveva salvato dale strade offrendogli lavori sin da quando questo era poco più che adolescente, non si sarebbe mai azzardato a tradirlo, ah no, quell francese di Gasparre era uno dei pochi su cui poteva mettere la mano sul fuoco per una faccenda del genere.

“Certamente”.

“Ovviamente dovrai dirmi dove li hai nascosto, capisci che per sicurezza tu dovrai restare qua, non posso correre il rischio di farti scappare dalla città, almeno non finché  uno dei miei uomini non torna con la tua roba.

perplessa mi carica la bestia che gracida/ siamo sicuri non conosca giá la fine tragica in pratica”

Se misurerà nel dettaglio la quantità di crack rimasto sono nella merda, per saldare quel minimo sufficiente da permettermi di arrivare a fine settimana con tutte le ossa intatte ho dovuto vendere piú di tre quarti della partita a clienti abituali, ma sopratutto a quell’ infame a cui devo troppi soldi per tenerlo buono, oltre che dar fondo ad ogni mio risparmio, se gli dico dov’è nascosto quel poco che è rimasto gli riveleranno l’ inganno e di me non resterá che polvere da gettare al fango, a quanto pare non mi resta che risolvere la faccenda nel sangue, l’ unica cosa sensata che mi resta da fare è prendere tempo e sviarlo con false informazioni su dove ho nascosto il carico, al minimo accenno di pericolo gli sparo e scappo.

Una vibrazione ruppe il silenzio che teneva in tensione quell’ atmosfera, Boda sblocco il display del suo cellulare e lo accosto all’ orecchio, dopo qualche istante lo porse in direzione del disperato Trevor.

“È uno dei miei uomini fra dieci minuti sará arrivato nella tua casa, devi dirgli ora dove troverá quello che cerca in modo tale da evitare perdite di tempo, se reputa che sia abbastanza da coprire il tuo debito con me ti lascerò andare, in caso contrario sai giá la fine che ti aspetta”

Nonostante un rapido tremito di residua insicurezza lo scosse rispose subito: “Quello che è rimasto è chiuso in una valigia di plastica nascosta nell’ intercapedine sotto il  pavimento, esattamente sotto la terza mattonella a sinistra a quattro file dalla porta.

“Direi che può bastare”, poi rivolgendosi al suo uomo con un tono quasi in maschera,” te chiamami appena trovi qualcosa”

Non so quanto posso fidarmi di questo Johnson, fino a chè Gasparre non trova ciò che ha nascosto, non posso farmi un idea di quanto ricavarci. Spero solo che abbia capito dal mio tono di voce di rispondermi per messaggio in modo tale che io possa essere informato senza che la vittima possa sentire nulla.

Il silenzioso messaggio luminoso interrupe quel cupo fragore  di tensione dei sentimenti, Boda poso con ben simulata noncuranza lo sguardo sullo schermo, l’ SMS che gli era appena arrivato era tutt’ altro che un’ amnistia.
“La farina che ha in dispensa non è neanche lontamente sufficiente per fare la pizza, con quella che ho trovato ci possiamo solo fare un trancio, ha più senso prendere in mano la gestione della pizzeria”.

Senza far assumere alla tela del suo viso alcuna sfumatura di emozione annunció al suo immobile Caronte la sua decisione: “anche se meno di quanto mi avevi promesso il mio uomo ha trovato la tua scorta, ce n’ è abbastanza da permettermi di coprire al pelo i costi senza andarci sotto, a questo giro sei salvo, sei libero di andare, ti manderò uno dei miei uomini quando avró di nuovo bisogno di te”.

Trevor tirò un sospirò di sollievo, gli pareva troppo bello di essete riuscito a scamparla, di sicuro tutto questo l’ avrebbe incatenato a lui per un bel po’ però intanto era vivo, sapeva che in questi casi era meglio non tirare troppo la corda, ma una domanda prima di andarsene la voleva fare.

“Quindi per ora non fare più nulla per lei, o la sua parola riguardo alla mia incolumità”.
“Ti prometto che ne io ne nessuno dei miei uomini di torcerá un capello”.

Canticchiando nella sua mente aggiunse: “Ma mentre nuota tesa qua e nell’acqua va..spingo regole e remore giù dalla pelle verde del rettile qui non valgono norme le leggi o etiche man le spingo veleno dal mio organo erettile nelle molecole”.

Dopodiché con insospettabile rapidità estrasse la pistola silenziata e sparò due volte centrando in pieno l’ ansimante anfibio che uscendo priva di sospetti gli dava le spalle, all’ impatto  delle pallottole sul suo corpo si accascio per terra, per quanto neanche lui riuscisse a capirlo ciò che lo faceva soffrire di più non era il dolore ma quella promessa infranta, stremato e sanguinante con le ultime forze gli disse:

“Che hai fatto, avevi giurato il contrario!”

La sua risposta fu ancora più brutale di quel liquidamento alle spalle

“Come hai fatto a fidarti di chi promette con la mano sul calcio, mentre soccombi sprofondi negli abissi, DI OGNI PROMESSA LEGGI  CONFINE DEL TUTTO SOPRATUTTO GLI OMISSIS.

Il grammofono riprese a suonare la sua canzone

“Ogni emozione è come sabbia se in mano a me la stringo forte e mi scappa
La delusione si fa largo notando che la linea della vita dal palmo si strappa,
L’ aspettativa è un prezzo amaro e costa caro, e qui purtroppo non di parla di denaro, io mi rifugio nel riflesso di un’ impressione, fiducia ed ossessione: LA RANA E LO SCORPIONE”

17/10/2015-28-3/2016