3665516986_b109e62c9d_zQuesto è un appello disperato. Vi prego. Togliamo Facebook agli ultracinquantenni. Madri, padri, zii. Persino nonni. Anziani che hanno scoperto che oltre la bocciofila e i cantieri c’è un mondo caotico e incontrollato come le città sotto i bombardamenti da loro vissuti sulla loro pelle.

Zuckerberg, gli affari sono affari e d’accordo. Ma mettiti una mano sul cuore: revoca l’account a chi è nato prima degli anni Sessanta. Non è un egoistico capriccio o una pretesa per lasciare il campo e la scena a noi “gggiovani”, figuriamoci. E’ un sentito consiglio, bensì, per evitare che gli eroi della nostra vita vengano violati nell’innocenza digitale che da sempre, sotto sotto, ammiriamo ed invidiamo. Per impedire che smarriscano l’autorevolezza, il credito, la stima che hanno accumulato sin dall’adolescenza, quando sgobbavano duro in fabbrica o a casa per permetterci di avere il nostro primo Game Boy.

Succede che, mentre i ‘Millenials’ esordiscono ormai all’asilo nido con la custodia per notebook firmata Masha e Orso, frotte di neo pensionati (ebbene sì, esistono, non si sono ancora estinti come categoria) finalmente incamminati verso il meritato riposo hanno scoperto da un po’ di tempo che esiste un curioso social network chiamato Feisbuc. E l’hanno provato. (Piccola parentesi: persino Berlusconi ha recentemente rivelato di aver iniziato ad andare a scuola di internet. Con almeno dieci anni di ritardo, ma pazienza). 2696198607_804f72d5fc_z

Il problema è che, varcato l’ingresso dei social con l’eccitazione di un Salvini di fronte al caso Colonia, i nostri, sempre più meravigliati, si sono trovati di fronte una cascata, in apparenza irresistibile, di fotografie, battute, video, gif, inviti ad eventi. Per chi, fino ad ieri, come massimo contatto con i social, non certo per colpa loro, aveva il televoto di Miss Italia e la lettura dei sms in sovraimpressione durante il Capodanno di Carlo Conti, è l’alba di una nuova era. Come d’incanto, sono tornati come bambini di fronte ad un nuovo giocattolo. Proprio come è accaduto, ai tempi, ai nativi digitali (espressione tremenda, vi chiedo scusa). E’ quindi è iniziato l’utilizzo, sfrenato ed incontrollato, di un social network che ormai per i nati nei Novanta sembra già appartenere al Paleolitico.

I risultati di chi usa Fb da “vergine” o con poca esperienza del mezzo (in questo sono in buonissima compagnia, va detto), sono a volte buffi. Molte altre volte, però, sono semplicemente terrificanti. Pagine personali che diventano, in breve, un flusso interminabile ed inarrestabile di informazioni postate con la frequenza di un’apparizione di Santanché in tv. Perché gli ‘over’, ebbene sì, muoiono dal desiderio di farci sapere in quale animale si reincarnerebbero, quale bevanda li rappresenta di più, le loro 20 qualità, i loro 20 difetti, che cosa significa il loro nome, la loro data di nascita, il numero dei brufoli, in quale banca salvata dallo Stato vorrebbero lavorare. Dati che di certo farebbero la gioia dei programmi di sorveglianza del governo Usa e britannico. Untitled-1

Hanno poi l’urgenza impellente di mettere alla prova gli amichetti di social con gli immancabili test, tipo “copia ed incolla queste parole sulla tua bacheca per vedere se Rosa Capuozzo ti pensa ancora”. Senza dimenticare la sfida all’omertà imperante: “Se anche tu sei stato aggredito da un grizzly come Di Caprio e non te ne vergogni, condividi”. I video tutorial: “Come farsi i risvoltini ai pantaloni come Renzi”. Immancabile, l’impegno civile: “Urgente! Circola una foto di Simona Izzo senza botox. E’ un’immagine finta che contiene un virus, non cliccare’. E tralasciamo, per amor della pace, gli immancabili “Vergogna, fate girare” e le tonnellate di bufale pescate da fantomatiche testate web tali da far rimpiangere il Giornale e Libero, assunte a testi sacri.

In fondo, che male c’è?, direte voi: su Fb ci sono Gasparri e Grillo, che di danni ne fanno di ben peggiori. Vero. La questione è che fa male, Dio quanto fa male, scoprire che la foto profilo scattata durante la festa a tema ‘Cinquanta sfumature di grigio’ è proprio di tua zia Teresina, e la mano che spunta nel video in cui il cucciolo di labrador fa il bagnetto è quella del tuo maestro severissimo delle elementari.facebook

Amici ultracinquantenni, senza rancore. Ma i posti dove la deficienza viene esaltata, l’educazione civica spesso e volentieri muore ad ogni ‘like’ e si scatenano più liti che all’interno del Pd sul ddl Cirinnà, lasciateli a noi utenti incoscienti e non ancora maturi, i massimi esperti in cose futili. Garantito: ne guadagnerete in salute e in credibilità, quella che noi giovani abbiamo smarrito ormai da tempo. Per quanto mi riguarda, continuerò a lanciare il mio disperato appello, fino a quando avrò anch’io superato i 50. E guai a voi, allora, se mi toglierete Facebook.