Qualcuno sostiene che le pagine social personali siano la perfetta rappresentazione di noi stessi. Lo dicono psicologi, social media manager e anche Cambridge Analytica, arrivando a sostenere che con 300 “like” loro riescono a conoscerti meglio di quanto tu conosca te stesso.

Se sia vero, non lo so. Quello che so è che ho iniziato a prestare maggiore attenzione a chi pubblica cosa e/o mette mi piace a determinati contenuti. Sarà che ho sempre visto Facebook con estrema leggerezza, un modo veloce per condividere meme e poco altro, e tenuto in considerazione Instagram per le modelle mezze nude, ma mi sono accorto di quante contraddizioni le persone mostrino attraverso i post.

Due casi hanno attirato la mia attenzione: Roberto Fico e le donne curvy.

Nel primo caso mi ha fatto “sorridere” – ma dovrei dire vomitare bile – vedere quanti miei contatti abbiano ironizzato sulla laurea del neo presidente della Camera e soprattutto sui suoi lavori precedenti: umili e precari. Da qualcuno me lo aspettavo pure, da persone snob e con alta considerazione di sè non può uscire altro (specialmente se hanno vissuto fino ad adesso grazie a delle gran botte di culo). Da altri me lo aspettavo decisamente meno. Sia chiaro, ironizzare sui politici a me sta benissimo, le battute ci stanno sempre. Però non so quanto siano sempre battute e quanto siano pensieri reali non filtrati da qualche maschera. Certo è che leggere i paladini dei lavoratori precari che sbeffeggiano uno perchè ha lavorato in un call-center non è una bella cosa. Mi è sembrato molto ipocrita.

La questione si è fatta più spinosa (e complessa) riguardo alcuni articoli sulle donne curvy. Nello specifico gli autori scrivevano di come “l’orgoglio curvy” sia dannoso e falso e di come le donne curvy in realtà siano delle cozze obese che usano il termine “curvy” per darsi coraggio ma in realtà sia solo una giustificazione del loro essere cozze obese. L’argomento curvy è da sempre molto dibattuto, con sfumature più o meno sentite e, perchè no, corrette. Il problema è che i toni di alcuni articoli erano abbastanza sgradevoli e sessisti. Immaginate il mio stupore – ma dovrei riferirmi nuovamente alla bile di prima – nel vedere chi ha condiviso o commentato quella roba.

Di nuovo, da alcune persone me lo aspettavo, ma da utenti strettamente legati a movimenti per i diritti delle coppie, sull’accettazione di tutte le sessualità, femministi, pro-tutto, utilizzatori di asterischi, ecc. assolutamente no. E onestamente ci sono rimasto molto male. Certa acredine l’ho trovata in completo contrasto con tutto quello che ho sempre “visto” di loro. Davvero, leggere persone impegnate nella lotta dei diritti degli omosessuali usare le stesse parole d’odio contro cui lottano quotidianamente, mi ha fatto uno spiacevole effetto. Perchè poi si mette dubbio tutto di quella persona e probabilmente a ragion veduta.

E se loro per primi si abbassano a quel livello, facendo certi commentini un po’ del cazzo, siamo spacciati. Siamo tutti delle orribili persone e ci meritiamo tutto l’odio che c’è al mondo.

(Immagine tratta da articolo su portale The Vision)