G8Avevamo bisogno che fosse qualcun altro a dircelo.

Avevamo bisogno che arrivasse da Strasburgo la notizia per poterla credere plausibile.

Ci sono voluti quattordici anni per scoprire una verità che già sapevamo ma che il nostro paese ha sempre avuto il terrore di pronunciare: alla Diaz fu tortura (e a Bolzaneto pure, aggiungerei).

82 furono i feriti, 93 gli arresti e 17 i funzionari della polizia che vennero condannati per calunnia (calunnia?), tutte le altre condanne per maltrattamenti sono cadute manco a dirlo in prescrizione.

Ecco, noi siamo il paese della “prescrizione” e non della “tortura”, dei “ricorsi” e non dei “ricordi” ( perchè la memoria a noi, non è che piaccia così tanto), del rimandare, del passare la patata bollente a qualcun altro basta non averla intorno. Ecco la patata bollente che non volevamo vedere perchè riguardava solo degli squatter fannulloni che lamentavano qualche pugno è arrivata fino alla Corte Europea dei Diritti Umani e lì, dove non hanno i problemi che abbiamo noi, ci hanno messo un attimo a dare il nome giusto a quella notte di follia omicida dello Stato.g8genova-genova-diaz-111014121253_big

Questa (ennesima) sentenza riapre le ferite di chi crede che quei giorni del 2001 siano stati il punto più basso a livello umano e civile che il nostro paese abbia mai avuto dal 2000 ad oggi. Il giorno dopo ci sono le reazioni, i commenti dei politici e del sindacato di polizia. Le due reazioni mi provocano rabbia e paura.

I politici, specie quelli di sinistra (leggi Boldrini), riaprono magicamente gli occhi e tentano un patetico scatto nella discussione (?) del reato di tortura nel nostro paese e dicono “Boia deh, da giovedì cascasse il mondo ci siamo eh, lo famo davvero il ddl giuro, è che ci stavamo lavorando, sai come sono… i tempi… ma ora siamo pronti!”. Giovedì? Giovedì 9 aprile 2015?

Invece secondo il Sap, il Sindacato autonomo di polizia, “Diaz non è stata sicuramente una bella parentesi, ma parlare di tortura mi sembra eccessivo”. Il segretario nazionale del Sap, Gianni Tonelli, ha poi aggiunto: “In Italia si cerca di far passare un manifesto ideologico contro le forze dell’ordine”.11150242_10206605552683358_5561593628186090571_n

Queste sono le dichiarazioni di coloro che noi paghiamo per proteggerci. A me tutto questo fa ribrezzo e paura. Mi terrorizza perchè questi individui che siamo abituati a vedere dietro caschi tutti uguali e sui quali non è affisso alcun numero identificativo non si sentono la coscienza sporca e se non se la sentono ora, dopo una sentenza così importante e così definitiva che viene dall’Europa, quando se la sentiranno?stefano-cucchi-come-e-morto-300x225

Oggi, grazie a Strasburgo e non alle nostre istituzioni, è stata riconsegnata un pezzettino di giustizia a quelle 93 persone di quella maledetta notte genovese.

Chissà se ci sarà mai qualche briciola di dignità per Carlo Giuliani, Stefano Cucchi o Federico Aldovrandi, forse per loro e per tutti gli altri reati di stato ancora impuniti dovremo aspettare che qualcuno da qualche parte del mondo, con più umanità e fegato di noi ce lo faccia notare.