Sergio Pirozzi è il sindaco di Amatrice, comune laziale in provincia di Rieti, duramente colpito dal terremoto del 2016. Pirozzi è anche uno degli uomini simbolo del terremoto. Fin dai primi momenti è sempre stato molto vicino agli abitanti del suo comune e allo stesso tempo ha giustamente usato la sua carica di Sindaco per farsi portavoce dei problemi e delle richieste dei cittadini, tenendo alta l’attenzione per quel che riguarda la ricostruzione e i suoi fondi. Sabato 23 Settembre, durante la festa di Fratelli d’Italia, Atreju17, parlando col pubblico ha detto che «Non un euro donato dagli italiani è finito ad Amatrice», riferendosi ai 32 milioni di euro ricavati dalle donazioni per la ricostruzioni post terremoto.

Finito l’intervento, incalzato dai giornalisti, ha subito fatto una prima rettifica: «Fino a oggi sono arrivati i soldi della solidarietà degli italiani, per il resto la gestione degli sms è stata una cosa scandalosa perché ad Amatrice e Accumoli non è arrivato niente e questo è stato un grande sbaglio perché genera nelle persone la convinzione che nulla è vero».

Bisogna fare un po’ di chiarezza: dopo il terremoto in Centro Italia, è stato attivato un numero attraverso il quale si potevano donare 2€. A questo è stata aggiunta la possibilità di donare direttamente su un conto corrente bancario apposito aperto dal Dipartimento della Protezione Civile. La somma raccolta (circa 32 milioni) viene destinata a interventi in favore dei territori colpiti dal sisma. Tutti i territori. Far passare che i soldi raccolti sarebbero arrivati ai soli comuni di Amatrice o Arquata (quelli più nominati) è sbagliato.

Come dice la Protezione Civile, tutto il meccanismo è stato stabilito nel Protocollo d’intesa con gli operatori della comunicazione e della telefonia, nonché dalla legge 229 del 2016 che ne disciplina il funzionamento. Questa trafila burocratica – tipicamente italiana in quanto a passaggi e lungaggini – prevede che i fondi vengano trasferiti alle regioni colpite (Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo) dopo aver ricevuto il via libera dal Comitato dei Garanti (composto da otto membri scelti dai presidenti delle regioni Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria, dal Commissario straordinario per la ricostruzione e dalla Protezione Civile). Complicato, lungo, ma non illegale o scandaloso.

Pirozzi ha poi in parte smentito le sue dichiarazioni, spiegando che si riferiva alla gestione dei fondi che, secondo lui, vengono destinati anche ad opere di edilizia scolastica in comuni colpiti molto lievemente e che sarebbe più saggio realizzare un piano apposito per le scuole, magari nazionale. Su questo tema ha rilasciato una dichiarazione anche l’Ufficio Speciale Ricostruzione del Lazio: «Tutti i contributi degli sms solidali del numero della Protezione Civile sono destinati a opere danneggiate dal sisma e a beneficio delle comunità locali. Poiché ad Amatrice e Accumoli le spese per le scuole erano già coperte, come del resto per tutte le altre spese, le risorse degli sms solidali sono state destinate per garantire la piena sicurezza di altre scuole danneggiate dal sisma in altri comuni frequentate da ragazzi, bambini e insegnanti».

Faccenda conclusa? Non credo. Personalmente credo che sarebbe meglio si ricostruisse di più e si parlasse meno.
Quello che amareggia maggiormente è che viene il sospetto che Pirozzi abbia fatto quelle affermazioni per un mero interesse elettorale, in vista delle prossime elezioni regionali nel Lazio in cui potrebbe fare il candidato del centro-destra. E’ un sindaco ed è un politico e quindi nella logica politica cose del genere succedono spesso.

Peccato che, citando proprio Pirozzi, tutto questo sia “un grande sbaglio perché genera nelle persone la convinzione che nulla è vero”. In tutti i sensi.