college6La mia avventura universitaria è iniziata lo scorso ottobre, eppure mi sembra (come si suol dire) una vita fa. I cambiamenti sono stati e saranno moltissimi, ma dopo un primo attimo di sgomento questo percorso mi sta dando immense soddisfazioni e grandi emozioni nuove. Ma bando alle ciance! Ecco quali sono i tratti che denotano, a mio parere, un vero universitario.

1. La fissa delle serie TV. Che tu sia un novellino (come la sottoscritta) o un veterano, la frase “giuro che questo è l’ultimo episodio” accompagna le tue nottate insonni. Perché puntualmente quello è l’episodio semi-chiave, nel senso che se guarderai quello dopo scoprirai sicuramente tutto; fidatevi, non è così. Ma intanto le notti si accorciano e i caffè raddoppiano e si allungano.

2. Il caffè. Puoi amarlo, apprezzarlo, odiarlo o anche solo non impazzire per lui. Ma lui farà di certo impazzire te. Da quando sei entrato per la prima volta in aula il caffè è diventato il tuo migliore amico. Al bar lo chiedi sempre un po’ più lungo, in modo che la quantità di caffeina sia maggiore. Non ti basterà mai comunque, ma tanto vale provarci. In ogni caso, oltre alla botta di vita, il caffè ti dona tante altre belle esperienze: incontri casuali, incontri programmati, sorrisi di sconosciuti che da dietro il bancone pensano “ho fatto un affare a mollare l’università e mettermi a fare il barista” vedendo per l’ennesima volta la tua faccia cinerea dietro la tazzina.

3. Le occhiaie. Appena riesci a prendere il giro dell’università ti trasformi in un panda. Non in quanto a fisico; intendo la magnifica cornicetta che circonda i tuoi occhietti cisposi, così simile a quella del caro orso appassionato di kung fu. Ah, ragazze, potete mettere addosso tutti i chili di correttore e fondotinta che volete: se siete universitarie, si vedrà comunque.

4. Gli orari impossibili. Perché alla fine è per colpa loro che abbiamo le occhiaie. “Oggi ho due ore, dalle quattro alle sei del mattino, poi tre ore buche, poi tutta la pausa pranzo occupata ma in tre posti diversi e infine una lezione che non posso assolutamente perdere alle dieci di stasera”: tipico orario di un povero studente universitario. E poi non dobbiamo dormire in biblioteca. Mettete dei letti nell’entrata, accidenti a voi!students-395568_640

5. Il cibo spazzatura. Con degli orari così mangiare sano diventa davvero impossibile. E se proprio dobbiamo mangiare sano evitate di mettere il panino con porchetta-lardo-strutto-bacon-cheddar a trenta centesimi! Dannazione, le tentazioni sono davvero tante e resistere è quasi impossibile. Tra l’altro, che ne dici di uno spuntino? Massì, ti porto io in un posticino sotto la Mole…

6. Le festacce. Ah, il divertimento poco sano ma molto divertimento! Si finisce a dormire a casa di un compagno conosciuto il giorno prima che vive con tre coinquilini in un bilocale minuscolo. Morale? Fai amicizia con tutti e quattro e dal giorno dopo cominciate a considerarvi fratelli. È il bello delle feste.

7. Le amicizie. Il primo giorno non conosci nessuno, ti aggiri solo e sperduto sperando che nessuno ti noti… una settimana dopo il nucleo di partenza è già saldo come i pilastri dell’università (vabbè, non quelli di palazzo nuovo). Un mese dopo hai comprato apposta una rubrica da Tiger (e stavolta è una cosa utile, lo giuro!) in cui segni i nuovi numeri di telefono e magari fai un disegno accanto ai doppioni, perché è impossibile che non ci siano due persone con lo stesso nome. Dopo la prima sessione di esame il legame è saldissimo, magari siete divisi nei soliti gruppetti, ma quando vi trovate tutti insieme è sempre figo. Alla fine fate quello che vi piace, ed è la stessa cosa per tutti. Come si fa a non andare d’accordo?