Gli Amazon Studios – il centro di produzione di serie tv e film targato Amazon – hanno sfornato negli anni diverse serie molto ben fatte ma che, stranamente, non hanno ricevuto la grande attenzione del pubblico generalista, specialmente se paragonata a quella che puntualmente ottiene una produzione di Netflix o che, presumibilmente, otterranno le future opere Disney+.

Penso a produzioni seriali come “The Man in the High Castle”, “Jack Ryan”, “Too Old to Die Young” o “The Marvelous Mrs. Maisel” che hanno avuto plausi dalla critica, premi vinti meritatamente ma dal pubblico vengono considerate quasi di “nicchia” (Sottotitolo per polemici: di “nicchia” fate le dovute proporzioni con altre pari produzioni di punta).

Le cose sembrerebbero essere cambiate, però,a fine luglio con l’arrivo su Amazon Prime Video di una serie che di “nicchia” lo sarebbe potuta essere sul serio e a ragione. Sto parlando di “The Boys”, adattamento di uno dei fumetti supereroistici più folli di sempre.

La serie tv parla di un gruppo di persone, i The Boys, che lavorano più o meno ufficialmente per la Cia e che controllano, più o meno ufficialmente, l’operato dei “super”, esseri nati con immensi poteri e, spesso, un immenso ego. I super infatti sono la versione non edulcorata e assolutamente non per famiglie dei classici supereroi Marvel o Dc.

La squadra più potente dei super è quella dei “Sette” che, di fatto, è una citazione della Justice League dei fumetti cartacei. I personaggi hanno infatti più o meno gli stessi poteri (e costumi) dei più famosi Superman, Acquaman, Wonder Woman, ecc ma sono anche più “umani” e figli del nostro tempo. Non stupisce allora che il Patriota, la versione “theboysizzata” di Superman sia un gran bastardo affamato di potere e pubblico.

Il pubblico gioca un ruolo fondamentale nell’economia della trama: i Super sono sì supereroi che salvano vite ma, allo stesso tempo, sono una macchina da soldi per la Vought International, una multinazionale che gestisce ogni aspetto legato ai super: fumetti, film, merchandise, apparizioni tv e social media. Ogni mossa dei super è studiata e decisa a tavolino per aumentare il profitto e l’attrattiva sul pubblico. E quando i super fanno qualche casino, magari perché intervengono in modo svogliato e superficiale, sono sempre loro che si occupano di creare una storia alternativa di comodo.

Proprio a causa dei casini creati dai super è nata la squadra dei “ragazzi”, persone che hanno avuto i loro problemi (grandi o piccoli) con i supereroi. Soprattutto il capo, Billy Butcher, interpretato magnificamente da Karl Urban, ha un grosso conto in sospeso con i Sette e con il Patriota. La loro dualità emergerà solo nel finale ma sarà clamorosa. Allo stesso tempo la serie ci mostra l’entrata, più o meno forzata, di Hugh Campbell tra le fila dei The Boys e il suo processo di crescita o, più precisamente, la sua discesa in quell’inferno che è il “dietro le quinte” della vita patinata dei super. I tre rimanenti membri dei Boys, Latte Materno, Frenchie e la Femmina, pur risultando ottimamente caratterizzati, hanno un po’ poco tempo a video ed è un peccato (immagino che nella prossima stagione rimedieranno).

Come vi sarete accorti, della trama non ho praticamente detto nulla perché sarebbe impossibile farlo senza spoilerare i tanti colpi di scena o momenti “forti” di una seria che in soli 8 episodi da un’ora l’uno, sa colpire decisamente lo spettatore.

La serie, nel suo complesso, è davvero notevole con diverse trovate interessanti e tantissimi spunti di riflessione sul nostro tempo e la nostra società. In ogni puntata trovano spazio temi delicati come la religione, il sesso, la prostituzione, le forze militari ma anche argomenti scottanti come l’omosessualità, il femminismo e le molestie alle donne. Un mix potenzialmente letale che spesso riesce a far arrabbiare tutti ma che, almeno in questo caso e per la maggioranza delle persone che hanno visto la serie, riesce ad essere efficace e puntuale, non prendendosi troppo sul serio ma senza nemmeno essere troppo superficiale.

Merito sicuramente di un ritmo molto buono, una scrittura decisamente in forma e un cast davvero riuscito. Di Urban e del suo Butcher abbiamo già detto ma non possiamo non menzionare Antony Starr come Patriota, Erin Moriarty come Starlight,Chace Crawford come Abisso e Tomer Capon come Frenchie. Voglio anche citare l’ottima performance di Elisabeth Shue, già star di Ritorno al Futuro II e III e CSI, che in un ruolo non semplicissimo, riesce a risultare crudelmente efficace.

Un altro punto su cui discutere è sicuramente la fedeltà all’opera cartacea di Garth Ennis e Darick Robertson. Personalmente ho amato entrambe le produzioni ma non posso negare che mi sarebbe piaciuto un maggior coraggio nella serie tv. Per quanto sarebbe disonesto non considerare come un’ opera pubblicata su Prime Video (ma il discorso varrebbe anche per un’altra piattaforma streaming) debba rispettare alcuni paletti per poter essere prodotta, il fumetto è molto più feroce e ricco di episodi incredibili.

Capisco che fare un adattamento 1:1 sarebbe stato impossibile (immagino l’arco narrativo sugli “x-man” o quello sui “sidekick”) ma probabilmente si poteva rischiare qualcosa di più. I The Boys del fumetto sono molto più “cattivi” così come i super sono molto ma molto peggio di quelli che vediamo in video. Nel fumetto la storia si evolve più per gradi e ha diversi step intermedi. Nella serie, almeno in questa prima stagione, sono stati omessi tanti piccoli e grandi dettagli che avrebbero reso il mondo in cui si svolge la storia molto più articolato e peculiare.

Personalmente non ho particolarmente apprezzato alcune scelte sulla backstory dei Boys rispetto alla loro controparte cartacea in cui sono decisamente più credibili. C’è comunque da considerare come nel fumetto sia molto più facile avere un “cast” così ampio e variegato mentre in una serie tv bisogna dare il giusto tempo a tutti.

In conclusione possiamo assolutamente dire che la serie ha meritato tutta l’attenzione del pubblico e il sentore generale decisamente positivo. In un epoca in cui c’è assoluta sovrabbondanza di supereroi al cinema e in tv, The Boys è un po’ come uno schiaffo arrivato inaspettatamente sulla guancia dello spettatore che rischiava di addormentarsi. Allo stesso tempo è la prova che è possibile fare un buon prodotto seriale senza presentare personaggi derivativi e ancora troppo legati ai buoni sentimenti. Se ne avete l’occasione e la possibilità, guardatevela!