Manca meno di una settimana ad uno degli eventi più attesi del 2019: l’inizio della stagione finale della serie tv “Game of Thrones”. Sarà l’ottava e sarà quella con il minor numero di puntate nonostante il successo clamoroso che ha avuto in tutti questi anni.

Per far capire a chi non conosce la serie – difficilmente, però, non ne ha mai sentito parlare – quanto sia popolare, basti pensare alla quantità immensa di merchandising in circolazione, all’uso smodato (e spesso fuoriluogo) di tutte le citazioni prese dai dialoghi – da “L’inverno sta arrivando” a “Valar Morghulis” (traducibile con “tutti gli uomini devono morire”) – per finire col fatto che la grande maggioranza del cast è passata da semi-sconosciuta ad attori di primissimo livello, anche se spesso, fuori dal contesto di Game of Thrones, faticano molto ad a trovare una loro dimensione attoriale soddisfacente.

Andando velocemente a memoria non credo di ricordare una serie che ha fatto diventare così tanto famosi degli attori, anche quelli di parti molto minori. Penso, ad esempio, a Pedro Pascal che dopo una parte bella e amatissima ma piccola in Game of Thrones è letteralmente ovunque tra serie Tv e film. Oppure a Jason Momoa, il nuovo Aquaman del DC Universe che tante donne (ma non solo) fa sospirare. A tal proposito io esprimo un desiderio: Iain Glen in un qualunque cosa di western, magari un adattamento di Tex!

Il successo di questa serie, proprio perché così globale, mi ha sempre colpito molto. La prima stagione arrivò abbastanza in sordina e si può dire che divenne un fenomeno vero solo dalla seconda, vuoi anche per un semplice motivo di “tempistiche” distributive.
La prima stagione però aveva già tutti gli elementi diventati poi “tipici” di questa produzione: discreta dose di violenza, nudi femminili e maschili a secchiate, personaggi che muoiono inaspettatamente, parti di trama successe “fuoricampo” e raccontate dai personaggi invece che fatte vedere, un buon numero di misteri e un accento abbastanza spietato sulla politica e le relazioni di potere. Soprattutto aveva tanti, tanti colpi di scena e scene particolarmente “forti” come relazioni sessuali incestuose, mutilazioni, umiliazioni,ecc.

Nonostante tutto questo, la serie acquisì sempre maggiore popolarità e divenne il mito che è oggi. Anche se, almeno secondo me, un po’ troppo generosamente.

Intendiamoci, le prime quattro – cinque stagioni sono realmente eccezionali e con davvero pochi episodi di medio livello. Quelle dopo, invece, sono obbiettivamente davvero poca cosa e anzi, la settima stagione ha dei momenti davvero fuori fuoco, soprattutto a livello di trama e sceneggiatura con i soliti problemi che si riscontrano in tante serie contemporanee: buchi clamorosi di trama, elementi che contraddicono fatti capitati nelle stagioni prima, scelte idiote, personaggi che cambiano completamente carattere, ideali, ecc nel giro di una puntata per ragioni sconosciute.

L’elenco è lungo. Questo è dovuto sicuramente dal fatto che intorno alla quinta stagione sia venuto a mancare il materiale originale dal quale la stagione è tratta. Infatti Game of Thrones, prima di essere una serie tv, era (ed è) una serie di romanzi molto belli e molto famosi scritti da George R. R. Martin (soprannominato dai fan italiani “cicciomartin” per via della sua corporatura rotonda e “paciosa”). I romanzi sono molto più complessi e stratificati ma l’adattamento delle prime stagioni è di assoluto rispetto. Certo, cambiano un po’ i personaggi e la loro estetica e alcune vicende sono molto semplificate ma la tv ha regole sue e che deve seguire. Lo scrittore, però, ha un difetto riconosciuto a livello mondiale: è lentissimo a scrivere. Così lento che la serie tv in pochi anni ha fagocitato tutti i suoi libri (che comunque non sono pochi) e li ha sorpassati, dovendo così aggiungere sceneggiature totalmente nuove e inventate ad hoc.

Questo stacco, però, si è visto davvero tanto e la qualità globale è decisamente crollata, nonostante vengano investiti sempre più soldi. Nonostante tutto ciò, la serie è sempre cresciuta in termini di fama e popolarità, meno di ascolti che rimangono comunque alti. Il perché lo si deve principalmente al suo essere diventata “di moda”, a tal punto che se non guardi Game of Thrones sei un marziano. Quando penso a tutte quelle persone che schifavano la serie agli inizi – non per vantarmi ma io vidi la prima stagione quando in pochissimi la seguivano al di fuori degli Usa – perché di genere fantasy (cosa molto impopolare prima di allora)e adesso hanno il logo di una casata dietro la foto profilo, mi viene un po’ da ridere. Ma anche da riflettere su quanto le persone si facciano condizionare a tal punto dalla massa e dalle sue manie del momento.

La serie tv è anche stata spesso “costruita” di stagione in stagione per diventare di moda, magari facendo uscire qualche spoiler o leak per infiammare i social o sfruttando il gossip dei vari attori. Ogni stagione segue spesso uno schema di puntate più cariche di avvenimenti e altre più lente con, di solito ma non sempre, una pen’ultima puntata carica di morti eccellenti. Questo, per esempio, ha dato il via alla moda dei video “reaction” della puntata: in pratica ci si filma mentre si sta guardando una puntata particolarmente carica di avvenimenti per riprendere le proprie reazioni facciali totalmente GENUINE e in nessun modo PREPARATE PRIMA. Il problema è che la questione delle reaction video ha un po’ trasceso i confini della teatralità concepibile e quindi si possono trovare delle perle di vero trash casalingo.

In ogni caso tutto quanto ha portato a questi ultimi giorni di attesa prima del gran finale. Un finale di serie che tutti si attendono memorabile ma per il quale io non ci metterei la mano sul fuoco. Ho come il forte sospetto che finirà in maniera molto telefonata e che potrebbe scontentare tante persone. Sicuramente creerà un dibattito molto intenso per il quale in tanti di noi di Idealmentre NON VEDIAMO L’ORA!

Il brand però non finirà qua: per non scontentare i milioni di fans di tutto il mondo, saranno prodotte diverse nuove serie ambientate nello stesso mondo e che andranno ad esplorare altri periodi storici presenti nei libri e in racconti sparsi. Se siete affamati di Games of Thrones non abbiate timore, vi daranno da mangiare ancora per un po’.

P.S: una riflessione amara per gli amanti della serie di romanzi: mettetevi il cuore in pace, la fine dei romanzi non uscirà mai. A Martin non conviene scriverla, ai produttori televisivi non conviene che esca, ai fan della serie idem. Nessuno – tranne noi, ovviamente – vuole fare paragoni tra i due finali, nessuno vuole essere messo di fronte all’evidenza che un finale è meglio dell’altro. Quindi continuiamo con i meme sullo scrittore americano che fa di tutto pur di non scrivere, facciamoci qualche risata e abituiamoci all’idea di non vedere mai la fine della storia. Anche per i libri Valar Morghulis.

PH: Netflics