Quando venne annunciato da Netflix che avrebbe prodotto una serie sulla saga letteraria “The Witcher”, sobbalzai dalla sedia. Non solo è la mia saga letteraria preferita ma è anche la mia ambientazione fantasy preferita, scusami Costa della Spada.

Insieme alla felicità arrivarono diversi dubbi legati al fatto che il mondo creato da Andrzej Sapkowski è davvero tanto complesso, con una storia editoriale travagliata, una qualità generale non sempre altissima. Inoltre il successo mediatico e di vendite di questo prodotto è dovuto quasi esclusivamente dalla serie di videogiochi che hanno creato un immaginario molto vivido e molto diffuso. Tra i libri e i videogiochi ci sono molte differenze, alcune sostanziali e allo stesso tempo gli uni hanno influenzato gli altri nella mente dei fan. L’aspetto del Witcher Geralt, di Triss Merigold, di Yennefer e di Ciri sono ormai molto iconici grazie ai videogiochi, così come i tanti mostri che popolano il mondo in cui si svolge la vicenda.

Insomma, farne una serie tv poteva essere rischioso. Quando è uscito il cast ne sono scaturite le prime polemiche, soprattutto per quello che riguardava Triss, completamente diversa dall’immaginario pubblico, e il protagonista Geralt di Rivia. Per quest’ultimo è stato scelto Henry Cavill, il superman della DC, un belloccio con un fisico invidiabile ma non propriamente un attore troppo espressivo. Quello che non sapevamo è che Cavill è un super fan della saga, sia cartacea che videoludica, e che ha fatto di tutto per avere il ruolo. Questo nella serie si vede. Nonostante tutto riesce ad essere credibile praticamente sempre, soprattutto nelle tante scene d’azione, spada alla mano.

Il mondo fantasy è stato ricreato con la dovuta accortezza ma ci sono anche palesi limiti, probabilmente legati al budget. I mostri ci sono ma non sono così abbondanti, le ambientazioni mantengono le loro peculiarità ma si somigliano un po’ tutte. I personaggi sono tanti, a volte troppi e mantengono i nomi originali che non sono sempre facilissimi da ricordare.

La trama segue i libri ma ha un problema principale non da poco: è troppo poco coerente e a volte risulta ostica da seguire. Mi spiego meglio: nei libri (soprattutto i primi) c’è una sorta di formula episodica, ogni capitolo racconta di una avventura di Geralt e contemporaneamente porta avanti una specie di trama globale molto vaga. Ogni episodio però si prende il giusto tempo per raccontare elementi chiave del mondo (regnanti, mostri, dicerie, folklore,ecc) e di cosa succede al suo interno (guerre, fazioni, morti,ecc).

Nella serie tv invece no. Mantiene la formula episodica, seppur stringendo molto (troppo) i vari racconti, ma inserisce tre storie principali (inizialmente parallele) di altrettanti personaggi (Geralt, Yennefer e Ciri) che si svolgono in posti e tempi diversi. Il tutto è di difficile comprensione per chi conosce libri e videogiochi, figurarsi per chi non ne ha mai sentito parlare. Ed è un gran peccato.

Così come tutte le tematiche nei libri (pregiudizio, razzismo, crudeltà, pragmaticità, morale, ecc) sono trattate molto velocemente e superficialmente dalla serie Netflix.

Il comparto sonoro è buono ma non raggiunge lo splendore di quello del terzo capitolo del videogioco; non è un problema per chi non l’ha giocato ma per chi ha passato 100 ore sul capolavoro dei CD-Projekt, ci sono dei momenti in cui alcuni temi sarebbero stati perfetti.

E’ altrettanto vero che questa prima stagione nasce per essere una sorta di “spiegazione” del mondo in cui si svolgerà il proseguo della trama (sono state previste 6 stagioni totali) e forse anche una sorta di test di gradimento del pubblico, cosa che tutto sommato è riuscita (e non era scontato).

Al netto di questi innegabili difetti, The Witcher è una serie godibile, uscita sotto Natale e quindi in un periodo dove si ha maggior tempo libero, perfetto per provare qualcosa di nuovo e diverso. Poteva essere qualcosa di più e forse lo doveva essere ma almeno non prova ad essere il nuovo Trono di Spade, anzi. I creatori e gli autori sembrano aver compreso però quali sono stati i maggiori difetti (almeno stando alle loro dichiarazioni) e si dicono pronti ad un maggior chiarezza narrativa nelle prossime stagioni.

Nell’attesa della prossima stagione, quindi, prendete in considerazione di lasciare una moneta al vostro Witcher!