The Mandalorian era una delle serie più attese del 2019/2020. E’ e sarà la serie di lancio della nuova piattaforma di streaming video Disney+ man mano che diventerà disponibile nei vari paesi. Ambientata nell’universo di Star Wars, doveva essere un successo e così è stato. Anzi, ha superato molte aspettative. Direi anche con merito ma è impossibile non pensare che parte del suo successo sia dovuto al fatto che l’ultimo film (e i due precedenti) uscito al cinema sia statoun po’ un passo falso. Allo stesso tempo la serie ha goduto del traino dell’uscita del film stesso, una sorta di antipasto di quello che sarebbe dovuto essere e non è invece stato.

La serie tv è ambientata dopo la caduta dell’Impero, avvenuta nella trilogia “classica” e prima dell’ascesa del Primo Ordine della trilogia più recente. Racconta delle avventure – a voler essere pignoli dell’avventura – di un Mandaloriano, un solitario cacciatore di taglie super addestrato e attrezzato. Nel corso di un incarico si ritrova a dover recuperare e consegnare un cucciolo di alieno, l’ormai famoso e “memato”, baby-Yoda (un esserino della stessa razza del celebre maestro Jedi Yoda). Da lì si svilupperanno diverse situazioni che porteranno questa strana coppia a formare un legame di amicizia molto particolare. Nel corso delle loro peripezie incontreranno altri personaggi che richiamano più o meno a gran voce diversi personaggi celebri del mondo di Star Wars, cartoni animati compresi.

La trama, nella sua semplicità, funziona molto bene. Inizia come un classico western, di cui porta in scena non solo il setting ma anche alcuni elementi tipici delle scene d’azione e trovate registiche. Poi si evolve, lascia maggior spazio ai personaggi, alcuni decisamente più intriganti di altri, e ad alcune ambientazioni. La mano della Disney e della Lucasfilm si vede, si percepisce, vuoi nei momenti più comici, vuoi nella realizzazione dei mondi “alieni ma non troppo” e soprattutto con il baby-Yoda che è palesemente una creatura creata dal loro reparto marketing. Vedremo se in futuro ci daranno qualche spiegazione in più sulle sue origini e peculiarità.

Il personaggio principale, il Mandaloriano, è, per dichiarazione degli autori e dell’attore (Pedro Pascal) che lo interpreta, una sorta di Clint Eastwood dello spazio, duro fuori come la sua armatura che non si toglie mai (casco compreso!) ma buono dentro. Le prende e le dà, sanguina e fa sanguinare.

Il ritmo è ottimo nelle prime puntate, cala un po’ in quelle dopo e si riprende nel finale. Merito anche di un minutaggio anomalo per una serie così importante: le puntate durano sempre intorno ai 30 minuti scarsi, ad eccezione dell’ultima che arriva a quasi 40. Soprattutto all’inizio si ha come l’impressione di assistere ad un film unico diviso in puntate, anche in modo abbastanza grezzo. Qualcosa poi cambia ma la qualità generale scema un pochino. Quello che rimane sempre di altissimo livello è la messa in scena, l’atmosfera che qualsiasi cosa ambientata nell’universo di Star Wars riesce a dare. La serie è insieme semplice e epica, così come i suoi personaggi.

Proprio questa semplicità di base è quello che è mancato agli ultimi film e che invece è il punto di forza della serie. La si guarda tutto d’un fiato (anche se in realtà è uscita con un episodio a settimana)e se ne vorrebbe di più.

Di buona fattura anche la colonna sonora: non aspettatevi l’epicità di quella dei film ma l’aver creato un proprio “tema” che viene utilizzato di puntata in puntata è apprezzabile. Potevano giocare “facile” ma non l’hanno fatto e questo si è dimostrato vincente.

Unica nota di demerito: far uscire una serie come questa in momenti diversi, tra paesi diversi è una mossa assolutamente folle. In Italia “ufficialmente” uscirà solo a Marzo ma l’hanno vista già praticamente tutti. L’uscita contemporanea sarebbe stata un buon metodo per combattere pirateria o complicati sistemi per avere un account USA.

The Mandalorian rispetta le aspettative ed esce vincente dallo scontro, tutto appannaggio del fandom, con i film. Che sia la strada principale delle prossime produzioni di Star Wars? Vedremo.