Ci sono serie tv belle, serie tv brutte e poi serie tv che nel corso del tempo risultano essere fondamentali per il genere. Watchmen è sia una serie bell(issim)a, sia una serie che verrà considerata fondamentale. Magari non subito, ma sarà così.

I meriti di questa produzione sono tanti, a partire dal fatto che fare un sequel televisivo di un fumetto molto importante ma anche morbosamente amato, non è facile. Se poi ci mettiamo che l’autore (o meglio creatore/sceneggiatore) del fumetto originale è Alan Moore, un pazzo furioso che odia qualsiasi cosa non sia sua e soprattutto detesta gli adattamenti delle sue opere, il livello di difficoltà aumenta. E infatti Moore stesso alla sola notizia che Watchmen sarebbe diventata una serie tv ha iniziato a maledire il progetto, tanto da non volere vedere il suo nome nei titoli di coda. In tanti, è giusto dirlo, inizialmente hanno storto il naso. L’opera di partenza è un fumettone complesso, stratificato, che parla di supereroi/vigilanti per parlare delle persone e dei loro difficili rapporti, della guerra (fredda e non), di letteratura, di morale, ecc. Nel 2009 era uscito un film, con alla regia Zack Snyder, che aveva diviso critica e pubblico. Nel film, infatti, alcuni elementi importanti erano stati rivisti e si eranoprese delle “libertà creative” che avevano molto cambiato il senso originale dell’opera e, in alcuni casi, anche quello dei personaggi.

La serie tv riesce magistralmente a prendere il meglio di entrambe le produzioni precedenti, considerando il fumetto come base per trama, personaggi e situazioni, e tenendo conto di alcune soluzioni visive proprie del film (come alcuni oggetti di scena importanti, una parte di fotografia e alcuni “effetti”).

Il creatore della serie, Damon Lindelof, vecchia volpe, ha intuito che si stava muovendo “sulle uova” e ha realizzato un sequel che è ambientato nella città di Tulsa, 34 anni dopo l’evento finale del fumetto (non del film, è bene precisarlo). I poliziotti sono costretti a portare delle maschere per non essere riconosciuti e i detective sono dei veri e propri vigilanti mascherati, con tanto di identità segreta. Per evitare spoiler non dico altro della trama ma sappiate che tutto viene spiegato e chiarito.

All’interno della trama principale (ma anche di quella secondaria) fanno il loro ritorno alcuni personaggi del fumetto, ovviamente invecchiati e parzialmente cambiati dal tempo trascorso. Le citazioni sono tante, così come i riferimenti ma tutti sapientemente dosati e, dove necessario, spiegati. La serie è infatti godibilissima sia dal fan più appassionato, sia da chi non ha mai visto ne sentito nulla di Watchmen (male!). E qua sta l’altro grande merito: una serie televisiva che possa piacere a tutti e che si presti a così tante chiavi di lettura è davvero merce rara.

La storia in sé è bella e appassionante, i personaggi principali e secondari ben caratterizzati, sorprendenti e interpretati magnificamente – un plauso speciale a Regina King e Jeremy Irons, bravi come non mai – i temi trattati si avvicinano a quelli del fumetto ma traslati al 2019 con molto focus sul razzismo e il crescente movimento “white power”.

Ci sono poi due puntate che sono già storia della tv: la puntata 6 e la 8 sono, forse, quanto di meglio visto in tv negli ultimi anni. Per motivi diversi e con elementi diversi ma accomunate da una scrittura sontuosa e incredibilmente efficace. Specialmente l’ottava riesce nel quasi impossibile intento di raccontare un personaggio mooolto particolare che SPOILER vive il tempo passato, presente e futuro, contemporaneamente FINE SPOILER. E’ una puntata talmente bella che quella dopo, il finale, risulta un po’ meno efficace di tutto il resto. Chiude tutte le trame e sottotrame ma lo fa in maniera un po’ semplicistica e a tratti banale. Peccato.

Watchmen è contemporaneamente un omaggio al fumetto originale e un’opera nuova, forse il miglior sequel mai fatto di un fumetto e sicuramente il migliore che si poteva fare di quel fumetto specifico. Non sappiamo se ci sarà una seconda stagione e, nel caso, quasi sicuramente sarà ambientata altrove, con nuove storie e nuovi personaggi. Ed è giusto così, questa serie non ha bisogno di essere forzata.

Se non l’avete ancora vista non perdete altro tempo, TIC-TOC TIC-TOC!!