La serie tv “Game of Thrones” sta finendo, manca solo l’ultima puntata e le regole imporrebbero di aspettare il finale prima di parlarne. Ma le regole per me non esistono, o meglio: questo pezzo me lo sta tirando fuori a forza la dannata fandom di GoT.

Giuro che non volevo scriverlo ma non mi lasciate scelta, non ho mai visto così tante polemiche basate sulla percezione sbagliata di elementi oggettivi.

Seguono alcuni SPOILER, siete avvisati.
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Nella quinta puntata dell’ottava e ultima stagione, si vede lo scontro tra la regina Cersei, rintanata nella sua roccaforte ad Approdo del Re, e quello che rimane dell’esercito di Daenerys insieme a quello che rimane all’esercito del nord, capitanato dal sempre sveglio Jon “meme vivente” Snow. In realtà la battaglia si vede poco perché ci pensa direttamente Daenerys, insieme al suo ultimo drago rimasto, Drogon, a bruciare esercito, città, roccaforte, abitanti, bambini, mobilio, capre e cavoli (letteralmente!). Insomma, la bella bionda ha leggermente perso la ragione e ha sterminato, bruciandoli vivi, tutti.
Manco a dirlo, la puntata ha generato un odio totale sui social. Lamentele su lamentele su lamentele. La trama fa acqua (ironico in una puntata dominata dal fuoco), i personaggi cambiano di 180° nel giro di pochi minuti, anni di puntate buttate alle ortiche per via di scelte discutibili, ecc.

Ben svegliati fiocchi di neve!

La prima cosa a cui ho pensato dopo aver letto tutta l’indignazione social è stata: Dove c@##o eravate nelle ultime tre stagioni? Cosa c@##o avete guardato negli ultimi 27 episodi prima dell’ultima stagione? Shame & Dracarys per tutti voi!!

I difetti che tutti adesso sembrano improvvisamente riconoscere alla serie, non sono affatto nuovi. Ma manco per niente. Ad essere benevoli, si può candidamente dire che dalla quinta stagione in poi, la qualità generale sia scesa parecchio. Non quella tecnica, seppure con alcune sbavature, ma a livello di narrazione, trama, situazioni e personaggi si sono toccati punti davvero bassi. Faccio un esempio che vale per tutto: la barriera, gigantesco muro di ghiaccio costruito con la magia e che ci viene detto più volte non poter essere scalfita dalla magia stessa, viene distrutta letteralmente con la magia. In quell’occasione non ho sentito un fiato. Ma zero proprio. Anzi, io e chiunque altro abbia provato a sottolineare i vari problemi di GoT, è stato preso a male parole.

Solo che, paradossalmente, quest’ ultima ottava stagione è molto meglio delle tre precedenti. Rimangono alcuni problemi ai personaggi e alla trama con le classiche incredibili coincidenze (che ci sono anche nei libri ma sono spiegate generalmente meglio) ma abbiamo delle puntate visivamente incredibili. La seconda, terza e quinta puntata sono veramente belle da vedere, cinema allo stato puro per messa in scena, narrazione per immagini, richiami artistici, ecc. Peccato che il pubblico non abbia colto. Perle ai porci.

Il problema che secondo me è il centro di queste polemiche è che, per quest’ultima stagione, gli sceneggiatori si sono resi conto che avevano tralasciato a lungo uno degli elementi che avevano reso la serie così apprezzata nelle prime stagioni: i colpi allo stomaco dello spettatore. Dopo il fatidico episodio delle “nozze rosse”, si era un po’ perso quel gusto di dare allo spettatore quello che non si aspettava di vedere. Non necessariamente un colpo di scena, ma una scena che faceva colpo. In queste ultime puntata invece hanno rimesso dentro alcuni colpi d’effetto e morti notevoli. Il risultato è tra il buono e il molto buono ma il pubblico, a quanto pare, si è dimenticato che non è lui lo sceneggiatore. Poveri fiocchi di neve sciolti da fuoco della pazzia.

Ecco, fatemi fare alcune precisazioni su Daenerys. Nel corso delle varie puntate Daenerys è sempre stata tratteggiata come donna forte capace tanto di benevolenza quanto di tirannia. Non dimentichiamo che ha fatto morire il fratello con dell’oro fuso in testa. Dire che il personaggio sia cambiato radicalmente nel giro di una puntata è una fesserie cosmica. Tralasciando tutte le motivazioni che la spingono a fare quel gesto, sono otto stagioni che ci vengono dati indizi sul suo temperamento. Girano anche degli screen sottotitolati dei vari episodi in cui la “buona” madre dei draghi promette fuoco e fiamme e distruzione per Westeros. Infatti chiunque non avesse il prosciutto sugli occhi sapeva che sarebbe successo questo. E dopo la morte di Missandei nella quarta puntata, sui social era tutto un “purificali col fuoco”. Il pubblico non dovrebbe mai avere quello che vuole, evidentemente.

A me sorge anche un dubbio. Un terribile, enorme dubbio: ma non è che tutta sta rabbia sia uscita fuori perché Daenerys è sempre stata vista come simbolo femminile, femminista, popolare e di riscatto dal basso? Perchè come simbolo funziona ancora, nel senso che se era rischioso prima (e si sono spese vagonate di parole a riguardo) lo è uguale adesso. Come il buon Varys ha detto, ogni Targaryen è il lancio di una moneta ma Daenerys buona non lo è stata mai.

Manca ancora un’ultima puntata, quella conclusiva e che sicuramente lascerà diverse storie aperte. Potrebbe addirittura essere un finale non finale, un po’ come l’inizio che si apriva “in media res”, perché il mondo di GoT va avanti sempre, da millenni. Quello che i libri principali e la serie ci mostrano è un pezzetto di quella storia, ampliata da fumetti, racconti, libri e ulteriori serie tv che arriveranno. E’ un peccato che questa stagione conclusiva sia bistrattata dal grande pubblico per le inezie e non apprezzata per i grandi meriti oggettivi che ha. Soprattutto rispetto a tutto quello che c’è stato prima.

Shame & Dracarys, Shame & Dracarys!