Arrivati agli sgoccioli di questo 2018 è doveroso fare un bilancio sulle cose importanti accadute quest’anno. Vediamo quindi quali sono, secondo noi, le serie tv che hanno segnato in positivo e in negativo questa stagione. E’ probabile che manchino alcuni titoli importanti e la motivazione è molto semplice: non le abbiamo viste.

PROMOSSI

BOJACK HORSEMAN (stagione 5)
La quinta stagione di Bojack Horsman è un dannato capolavoro che raggiunge livelli altissimi con l’episodio “Churro Gratis”, una delle puntate più belle nella storia della televisione. Bojack Horseman è scritta benissimo, ogni singolo avvenimento è incastrato alla perfezione nella storyline ed è utile a raccontare la crescita e l’evoluzione di ogni singolo personaggio. La storia di Bojack è una delle storie più belle, intime ed emozionanti che si siano viste in questi tempi

BETTER CALL SAUL (stagione 4)
Oltre a Bojack c’è un altro personaggio la cui evoluzione è qualcosa di meraviglioso: Saul Goodman. La quarta stagione di Better Call Saul è molto importante perché di fatto porta a compimento quella trasformazione che abbiamo atteso per quattro anni. Vince Gilligan si è preso tutto il tempo necessario, dilatando il più possibile l’arco narrativo senza tuttavia risultare mai noioso o inutile. La lentezza di Better Call Saul è la sua forza, e la perfezione della messa in scena è la ciliegina sulla torta . La quarta stagione è bellissima e proprio questa scelta di arrivare lentamente e in modo naturale alla trasformazione di Jimmy in Saul ha fatto si che noi spettatori fossimo in grado non solo di accettare questa metamorfosi, ma anche di condividerla. Better Call Saul è più bello di Breaking Bad? Può essere.

NARCOS MEXICO (Stagione 1)
Parte un po’ sottotono questa nuova stagione di Narcos. Non perché sia brutta, ma perché deve fare i conti con l’altissimo livello delle prime tre stagioni. Ma verso la fine la serie si riprende regalandoci, negli episodi finali, alcuni momenti di puro cinema e gettando delle basi molto interessanti per il futuro. Narcos continua ad essere una serie fatta benissimo e seppure i personaggi di questo ciclo di episodi non siano belli come i precedenti, gli sceneggiatori dimostrano ancora una volta di avere ben chiaro in testa cosa vogliono fare. Dietro Narcos non c’è solo il successo commerciale o la voglia di realizzare una serie di genere, dietro Narcos c’è una visione ben chiara e definita. Una cosa non scontata.

THE MAN IN THE HIGH CASTLE (stagione 3)
The Man in the High Castle è la serie di punta di Amazon Video ed è, a mio avviso, una serie di cui si parla troppo poco. Dopo una seconda stagione sottotono la serie distopica ambientata in una realtà dove la seconda guerra mondiale è stata vinta dai nazisti torna con un terzo ciclo di episodi davvero notevole e ricco di potenti e inaspettati colpi di scena. Più spietata e fantascientifica delle stagioni precedenti, la serie tratta dal romanzo di Philiph K. Dick, trova la sua forza nei personaggi. Il grande merito dello showrunner è stato quello di ricordarci come i nazisti non siano dei mostri, ma degli esseri umani. Un’operazione molto rischiosa, ma decisamente vittoriosa. È proprio questa umanizzazione dei nazisti che risulta inquietante e che ci dovrebbe far pensare.

KIDDING (stagione 1)
14 anni dopo “Se mi lasci ti cancello” Jim Carrey e Michel Gondry tornano a lavorare insieme. Il risultato è esattamente quello che ci si aspetta: commedia e dramma, con qualche piccola dose di surreale, si mischiano insieme nel pieno stile del regista francese. Kidding è bella, non c’è nulla da dire.

SHARP OBJECTS (Stagione 1)
Io ho un debole per Amy Adams, lo ammetto, ma la serie diretta da Jean Marc Vallè è un prodotto davvero interessante. Forse non per tutti, ma gli appassionati o gli addetti ai lavori non possono non apprezzare la regia e il montaggio di questa serie. Un thriller, un dramma in cui fino all’ultimo non si capisce bene dove si vuole andare a parare. E il finale è davvero potente.

THE END OF THE F***ING WORLD (stagione 1)
Anche The End of the Fucking World è una serie che potrebbe non piacere. A meno che uno non sia appassionato di quello humor nero e violento. In quel caso è sicuramente un prodotto che merita di essere visto.

WHO IS AMERICA (Stagione 1)
La serie ideata e interpretata da Sacha Baron Cohen è cattiva a amara. E’ uno schiaffo in faccia, in cui la commedia da vita a un inquietante ritratto della reale America di questi anni. Geniale.

BOCCIATI

LA CASA DI CARTA (stagione 1)
La serie spagnola comprata da Netflix è stato forse uno dei maggiori successi di quest’anno, tanto che attualmente è in produzione una nuova stagione di cui non si sentiva minimamente il bisogno. Una trama interessante che diventa esagerata, love stories che hanno i tratti di soap opere sudamericane e uno scopiazzamento (sia nello stile che nella trama) di film e serie tv di secoli fa (Prison Break e Inside man per citarne due). La casa di carta è un buon prodotto di intrattenimento che si lascia vedere piacevolmente, ma nulla di più. Per dirla in altri termini, la Casa di Carta è un prodotto che può piacerti se non hai mai visto nient’altro.

HILL HOUSE (stagione 1)
Da molti è considerata una delle cose più terrificanti mai viste. A me, personalmente, non ha fatto per niente paura, e io sono uno che l’ultimo episodio del vecchio Twin Peaks lo vide con la luce accesa. Ma il punto non è questo, perché paura a parte, Hill House è fatta davvero bene. E’ una storia di fantasmi fighissima, strutturata benissimo in ogni dettaglio in cui la suspance e la ricerca di una risposta sono onnipresenti. E’ uno spettacolo per gli occhi, in particolare la sesta puntata in cui quei due pianosequenza di oltre 15 minuti sono un vero e proprio capolavoro registico. Hill House è una bomba per 9 episodi. Il problema è che Hill House di episodi ne ha 10. Il finale di per sé non è brutto, ma non è per niente in linea con tutto quello che c’è prima: se per 9 episodi mi fai vedere un horror bello spinto, non puoi finirlo come se fosse un romanzo rosa di Nicholas Sparks. Hill House è una serie davvero bella per gli amanti del genere, ma se sbagli il finale, crolla tutto quanto.

WESTWORLD (Stagione 2)
L’unico aggettivo per definire la prima stagione di Westoworld era: Capolavoro. L’unico aggettivo per definire la seconda stagione di Westeorld è: ….. Non lo so, non trovo alcun aggettivo. Questo secondo ciclo di episodi della serie HBO si distacca totalmente dalla prima stagione e l’atmosfera per la quale ci eravamo innamorati di Westworld svanisce cedendo il posto alla fantascienza più estrema. Insomma, la serie ha praticamente cambiato genere e direzione. A tutto ciò si aggiungono alcuni episodi inutili (quelli nel parco samurai) e un finale in cui succedono tante, troppe cose. Infine fatta eccezione per il personaggio di William che è scritto molto bene, tutti gli altri personaggi compresi Bernard e Dolores perdono ogni spessore. Paradossalmente erano molto più interessanti quando erano puri androidi senza anima

THE WALKING DEAD (Stagione 9)
Ho iniziato a seguire The Walking Dead quando AMC mandò in onda l’episodio pilota. Da allora, nonostante I tanti momenti difficili, è una di quelle serie che non ho mai voluto abbandonare. Per me The Walking Dead è sempre stata la parabola del suo protagonista, Rick Grimes, uno dei personaggi più fighi della storia della serialità televisiva e adesso che Rick Grimes non c’è più è ora, per me, di appendere gli zombie al chiodo. La questione su The Walking Dead è sempre la stessa: deve concludersi. La serie è scritta bene, i personaggi sono delineati benissimo e la loro evoluzione è sempre in linea con gli avvenimenti circostanti. The Walking Dead è sempre stata coerente e questa è una caratteristica che poche serie, soprattutto così lunghe, non sono state in grado di mantenere. Ma se vuoi tenere alto il livello di uno show deve arrivare il momento in cui decidi di metterci un punto e dare un ultimo colpo di Lucille sulla testa dell’ultimo zombie. Mi sono fermato al quinto episodio di questa stagione quando, dopo l’addio di Rick c’è quel cliffhanger che ti fa capire bene una cosa: questa serie non finirà mai.

MANIAC (stagione 1)
La serie Neflix diretta da Cary Fuckunaga con protagonisti Emma Stone e Jonah Hill era uno degli eventi più attesi della stagione. Il risultato è un: Meh. Esageratamente strana, forse l’umanità non è ancora pronta per un prodotto di questo tipo. O forse non lo sono io.

HOUSE OF CARDS (Stagione 6) / TREDICI(stagione 2)
Ho visto i primi due episodi di entrambe le stagioni e non sono riuscito a finirli. La prima probabilmente paga la mancanza di Frank underwood e la seconda era qualcosa di cui oggettivamente si poteva fare a meno. Raramente abbandono una stagione a metà o addirittura al primo episodio. Però oggi non ho nemmeno più voglia di buttare via venti ore di vita