ll 2017 ci ha regalato molte serie televisive, alcune belle e altre meno riuscite. Vediamo quali sono i promossi e i bocciati di questa stagione. Mancano nomi illustri come la terza stagione di Mr.Robot (di cui ho rimandato la visione), The Handmaid’s Tale e Big Little Lies di cui si parla un gran bene. Non è che posso stare tutto il giorno a guardare serie tv, devo anche giocare a Call of Duty.

PROMOSSI

Better Call Saul (Stagione 3)
Lo spin off di Breaking Bad sta diventando più bello della serie originale. Le vicende di Jimmy e la sua lenta trasformazione in Saul Goodman è una poesia per gli occhi. La lentezza della serie non è un difetto, ma un punto di forza. La fotografia, la regia, il montaggio e la stesura dei personaggi sono perfette. Se esiste una pecca, Better Call Saul non ce l’ha.

Mindhunter (Stagione 1)
A proposito di lentezza. La prima stagione di Mindhunter ci porta piano piano dentro la mente dei più sadici serial killer della storia americana. La mano di David Fincher è evidente e ancora una volta non sbaglia. Il regista di Seven dimostra di essere sempre a suo agio a dirigere una storia di omicidi. Impegnativa e sicuramente non per tutti. Ma a dir poco sublime.

Narcos (Stagione 3).
È vero che Narcos è sempre stata pensata come una serie quasi antologica, ma tenere alto il livello dopo l’uscita di scena di Escobar non era banale.
Invece il ritmo continua ad essere quello di sempre e i vecchi personaggi vengono rimpiazzati da nuovi protagonisti altrettanto interessanti. Probabilmente non è una delle migliori serie dell’anno, ma gli sceneggiatori si meritano un applauso per essere stati in grado di superare un compito molto difficile.

Dark (stagione 1)
È la prima produzione tedesca Netflix e si vede che non si tratta di un prodotto americano (le serie europee sono molto più interessanti di quelle girate negli USA). Pur non essendo un tema originalissimo in quanto richiama molti prodotti precedenti ad esso, la storia va avanti con una tensione pazzesca. Un po’ Twin Peaks, un po’ Lost, la storia di una piccola comunità in cui succedono delle “Stranger Things” è sempre affascinante.

The Leftovers (stagione 3).
Dovremmo celebrare la giornata mondiale di Demon Lindelof come festeggiamo il Natale. Lindelof ci ha regalato Lost e tanto basta perchè l’umanità gli sia riconoscente nei secoli dei secoli.
Ma abbandonata l’isola lo sceneggiatore statunitense si è imbarcato in un’avventura rischiosissima che ha trovato riscontri positivi e negativi. Costretto a chiuderla alla terza stagione, Lindelof è riuscito a dare a The Leftovers la sua degna conclusione.
Non mancano delle pecche, come la penultima puntata che è una copia del nono episodio della stagione precedente (per inciso, la cosa più bella mai vista in tv) e qualche perplessità sul personaggio di Kevin. Ma The Leftovers ha un finale. Forse non risponde a tutte le domande, ma i personaggi raggiungono la loro conclusione e tanto basta.
Lindelof regala a The Leftovers un finale struggente, triste e lieto allo stesso tempo, emozionante e che non lascia sicuramente indifferenti. Una degna conclusione per una serie troppo sottovalutata.

BOCCIATI

Game of Thrones (stagione 7)
La settima stagione delle cronache del ghiaccio e del fuoco è decisamente la peggiore del kolossal HBO. Una commercialata per i fans, deus ex machina ogni due minuti, i personaggi sono diventati delle macchiete stereotipate. Quello che era un interessante thriller politico e famigliare ricco di colpi di scena è diventato un film degli Avengers. Se al posto di Jon Snow ci fosse un Transformer probabilmente sarebbe la stessa cosa. Uno spettacolo per gli occhi senza anima.

The Walking Dead (stagione 8 parte 1)
mancano ancora 8 episodi per terminare la stagione, ma già possiamo dare dei giudizi. La serie zombie campione di ascolti ha retto magistralmente fino alla terza stagione. Dalla quarta ha cominciato ad alternare momenti inutili a episodi di grande cinema. L’ultimo episodio veramente bello di The Walking Dead è stato il primo della settima stagione, dopodichè le seguenti 23 puntate sono state di un piattume indescrivibile.
Chiariamo, The Walking Dead non è brutto e, tolti alcuni momenti di questo inizio di stagione, è una serie che non ha mai tradito il suo spirito originario. È sempre stata coerente con sè stessa e questo è un punto a suo favore. Il problema non è neanche la lentezza perchè TWD è sempre stata estremamente lenta. Il problema è che dopo 8 stagioni i personaggi sono stati spremuti fino all’osso. Pare che ormai abbiano poco o nulla di nuovo da dire e, quando i protagonisti sono finiti, forse significa che è giunto il tempo di calare il sipario. Sarebbe davvero un peccato rovinare una serie bellissima e introspettiva come è stata in passato The Walking Dead

Fargo (Stagione 3)
Dopo due stagioni elettrizzanti Fargo stupisce con un terzo ciclo di puntate osceno. Manca tutto. Quello humor nero caratteristico della serie, quella unione di risate e violenza assume una forma troppo diversa dalle precedenti stagioni.
La trama è tremenda e Ewan McGregor non basta a salvare la serie. Peccato

Taboo (Stagione 1).
Prodotta e interpretata da Tom Hardy, Taboo era una delle serie più attese di quest’anno. Giustamente: lui è un mostro e tecnicamente la serie è perfetta. E allora cosa c’è che non funziona? La storia. Banalmente la storia non sta in piedi.

Twin Peaks (Stagione 3)
Sono pronto. Sputatemi addosso, caricatemi di insulti. Forse me lo merito dopo questa scelta. Ma permettetemi di dire che l’attesa terza stagione di Twin Peaks è stata una grandissima delusione. Onore a Lynch che non è caduto nella trappola del revival, andando avanti per la sua strada e fregandosene dell’efetto nostalgia. Tanto di cappello. Ma quello che abbiamo visto non è stato Twin Peaks, è stato qualcos’altro. Un unico film lungo 18 ore, lento e onirico in pieno stile Lynch. Ma Twin Peaks era diverso. Era una serie (e la tv e il cinema sono due cose totalmente diverse) e alla parte onirica affiancava il thriller, l’horror e il giallo, totalmente assenti in questa nuova versione. Credo che Twin Peaks avesse ancora tanto da dire, ma chissà per quale motivo Lynch ha deciso di abbandonare completamente quella strada per fare qualcos’altro.
Ripeto, abbiamo visto qualcosa di interessante, ma non abbiamo visto Twin Peaks.
Magari tra 30 anni mi guarderó indietro rendendomi conto di come Lynch sia stato ancora una volta un genio visionario e io un povero cretino. Cosa molto probabile.