Salvo sorprese clamorose tra il 23 e il 24 settembre Luigi Di Maio sarà nominato candidato del Movimento 5 Stelle alla Presidenza del Consiglio alle prossime elezioni. Fino a qualche giorno fa era anche l’unico che aveva proposto la sua candidatura. Ne sono arrivate altre 7 ma da persone praticamente sconosciute, se non a livello locale, e di cui il più pericoloso è un fruttariano che crede nel signoraggio bancario.

La figura di Di Maio è da sempre stata derisa dai suoi detrattori – e non solo, alcuni del suo stesso partito non lo amano – a tal punto che la sua probabile candidatura ufficiale è stata accompagnata da sospiri di sollievo da parte di alcuni politici di altri schieramenti. Secondo me molto prematuri. Leggendo il suo curriculum e sentendolo parlare, in molti lo vedono debole. Peccato che lui sia la rappresentazione di una intera generazione abbandonata dalla politica tradizionale.

Prima di entrare nel movimento era un disoccupato a reddito praticamente zero che ogni tanto faceva qualche lavoretto. Fuori corso all’università non si è mai laureato. Spesso e volentieri fa gaffe ed errori (grammaticali e non). Per molti è inadatto a far politica, per altri è addirittura dannoso. Cambia idea spesso, nei confronti con giornalisti o politici non brilla particolarmente. Lo si accusa anche di pressapochismo e paraculismo verso alcuni temi. Le ultime foto lo ritraggono che bacia l’urna del sangue di San Gennaro. Fondamentalmente Di Maio è il giovane medio italiano. Non è il migliore ma non è nemmeno il peggiore.

E’ quello sottovalutato, che però è stato il più giovane vicepresidente della Camera di sempre. E’ quello sottostimato che però ha portato il PD a fare il decreto Minniti colpendo duro sui migranti. Soprattutto è il sogno dell’uomo qualunque che prende il potere e da il giro alla vecchia politica. Certo, deve ancora vincere – cosa non semplice – e nel caso dovrà dimostrare di non essere il manichino nelle mani di Grillo e Casaleggio – cosa di nuovo non semplice – ma ha molte possibilità di farlo. Ne ha talmente tante che forse il suo nemico più grande è il suo stesso movimento. Non dico gli attivisti, che per lui stravedono e sono disposti a mandare giù tutte le modifiche del caso ai loro regolamenti su indagati, laureati e quant’altro. Parlo dei suoi compagni politici, di partito che potrebbero avere qualcosa da dire. Infatti se lui è un uomo qualunque, si sentono tali pure gli altri.

Non bisogna dimenticare però che la società Casaleggio, si occupa di comunicazione e Di Maio è perfetto per loro. Lo sarà anche per noi? Difficile a dirsi. Di sicuro non va sottovalutato perché è la dimostrazione in persona di come non vada fatto. Senza tralasciare il fatto che può contare, oltre alla succitata Casaleggio Associati, su una bocca da fuoco come Beppe Grillo, forse il migliore oratore politico di oggi, e sulla sua fidanzata, la misteriosa ma preparata Silvia Virgulti, una quasi divinità laica per il movimento. Inoltre negli ultimi 5 anni ha avuto modo di conoscere e parlare con molte altre figure importanti e potenti. Se pensiamo che sia il classico grillino incazzato e antisistema, sbagliamo. Li rappresenta, certo, ma non lo è anche lui, non solo quello almeno.

Se volete approfondire, vi consiglio il recente articolo de L’Inkiesta, fonte autorevole che condivide alcuni miei pensieri.