smurfs-140212_640Stanno facendo discutere le recenti dichiarazioni del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, pronunciate durante un convegno a Firenze, sulla questione delle vacanze scolastiche: “Un mese di vacanza va bene, ma non c’è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione”.

Poletti non ha detto qualcosa di sbagliato. Di fatto, il periodo estivo – sì, tra i più lunghi del panorama europeo, ma globalmente appartenere ad un sistema vacanziero limitato e ridotto in favore di un maggiore periodo didattico rispetto allo stesso panorama – potrebbe eventualmente essere utilizzato a scopo professionalizzante che, nella realtà, è quanto già facciano molti istituti tecnici e licei tecnici (ove questi ultimi ancora riconosciuti) per mezzo degli strumenti dei tirocini e degli stage.

Forse, il reale progresso ed incremento qualitativo del POF (Piano dell’Offerta Formativa) anche in funzione del know-how pratico, e del traineeship, potrebbe passare da un’alternanza continuativa tra teoria e pratica anche durante il periodo didattico e non solo nel tempo dedicato alle vacanze, sistema che, a differenza di quanto sinora messo in campo, porterebbe ad reale raffronto tra le conoscenze nozionistiche e quelle acquisite sul campo.

Se il POF, il programma ed il calendario fossero strutturati meglio, si potrebbero integrare due distinti periodi vacanzieri di media durata e due periodi di tirocinio/stage in cui si creerebbe un confronto teoria-pratica continuativo e serio, permettendo così un confronto reale tra i due lembi dell’apprendimento.

Ovvio che, però, i canali lavorativi aperti debbano essere regolarizzati dal punto di vista contrattuale e, soprattutto, devono essere qualitativamente selezionati. Questo permetterebbe, inoltre, se applicato con radicali mutamenti e con precise volontà, distinguersi dal modello dualistico mittel-europeo.

Non basta, come ha fatto qualche giornalista che ha analizzato la questione, dire «sì, penso che Poletti abbia ragione» senza argomentare realmente: così facendo, non si fa altro che dimostrare quanto una riforma della scuola sia necessaria, una riforma che vada oltre il facile ‪#‎labuonascuola‬.