94560Santiago.

Camminare… primo verbo che riassume poi in toto l’esperienza.

Camminare verso…

Tanti intraprendono il cammino di Santiago per cultura, sport o semplice curiosità. Eppure, durante il cammino, non ho potuto fare a meno di notare come tutti, più o meno consciamente, avessero sogni, speranze, sofferenze che li spronavano a trovarsi lì e non altrove.

Il cammino, per chi non lo sapesse, è un pellegrinaggio che i fedeli compiono dal Medioevo in onore di San Giacomo. Si può compiere a piedi, in bicicletta o, come ho potuto osservare con perplessità, qualcuno lo fa anche in pullman. Si cammina per monti, colline, terre aride e deserte, campagne sperdute e città frenetiche. La meta è per tutti la stessa: Santiago con la sua celebre cattedrale. La direzione è comune e, durante il percorso è bello condividere storie e motivazioni, dubbi di giovani, adulti, anziani, in gruppo o da soli, atei, religiosi… sicuramente, a mio umile parere, gente accomunata dalla speranza che si possa sempre ricominciare, sempre.

Camminare verso… il cammino ti dà il tempo di vivere la vita al cento per cento: riflettere, ridere, cantare, conoscere, dialogare, fare silenzio e, infine, e non per importanza, godere della compagnia della Natura, cosa non di poca importanza pensando a quanto poco tempo le dedichiamo.  Eppure solo questi generi di viaggi ti lasciano la sensazione di essere riconciliati, in pace con essa. Come dimenticare la sveglia al mattino presto, la torcia come unica luce e il silenzio attorno a sé imponente. Infine, queste esperienze hanno un ché di rigenerante non solo perché ti permettono di evadere dalla quotidianità, cosa di cui abbiamo assoluto bisogno, ma perché ti accorgi di non essere mai solo, le persone che hanno voglia di condividere ci sono, i sogni per il futuro non mancano.

Si, San Giacomo non ha più tutte le attenzioni di una volta, ma si sa i pellegrini, per i più variegati motivi, sanno che fare un viaggio come questo implica un cambiamento, il porsi in una direzione e farsi alcune domande durante i lunghi giorni di strada: per chi cammino? Dove vado? Sono questi i momenti in cui uno si mette in gioco, dialoga e si interroga. Sono questi i momenti in cui uno intraprende davvero un cammino e ci si sente uniti, si coglie  l’importanza di avere dei buoni compagni.

Un viaggio, insomma, che scuote, mette in movimento. Ti ricorda che non siamo chiamati a stare fermi, ma che è nostro compito camminare, meglio se con qualcuno e verso qualcosa.