Invecchiamo tutti. E’ un dato di fatto. Siamo invecchiati noi, sono invecchiati i nostri genitori, i nostri amici. E’ invecchiato il nostro cane. E’ invecchiata la Lega che l’altro giorno urlava Roma ladrona, è invecchiato il Salvini del “senti che puzza arrivano i napoletani”.

E invecchieremo ancora. Invecchieranno le nostre auto, invecchieranno le nostre felpe. Invecchieranno i leader del Movimento che Grillo piazzerà negli anni al posto di Di Maio. Invecchierà Berlusconi. Invecchieranno i migranti (no, di questo passo forse loro no).

Invecchiano ovviamente i nostri idoli. E qualcuno invecchia con noi. Qualcuno invecchia bene, qualcuno male. Ecco, nel secondo gruppo possiamo sicuramente piazzare Ronaldo Luis Nazario da Lima. Ribattezzato il Fenomeno, e chi come me lo ha visto giocare non potrà che essere d’accordo. Di un anno più giovane di David Beckham, ma non si può dire che il tempo, con il Dentone, sia stato clemente come con lo Spice Boy recentemente ammirato alle nozze di Meghan e Harry. Ieri Ronaldo terrorizzava le difese con gol come quello realizzato in Milan-Inter 0-3, oggi terrorizza la bilancia (ma i problemi di peso, bisogna dirlo, sono causati anche da una disfunzione della tiroide).

Inevitabili e scontate le battute: oggi, di fenomenale, Ronie ha solo la pancia eccetera eccetera. Lo stesso brasiliano ha ammesso di non andare al mare per non dover esporre i tanti chili di troppo. In ogni caso, l’ironia sembra non mancargli. Nell’ultimo, fenomenale spot della Nike pre-Mondiale con protagonista il Brasile (un capolavoro, recuperatelo subito), l’ex Inter e Milan fa un cameo che non passa inosservato. E che scalda il cuore dei nostalgici, perché è il remake del finale del celebre spot pre-Mondiale 1998: quello, per intenderci, con i giocatori della Selecao che si scambiavano palla con tocchi magici e acrobazie all’aeroporto, sulle note di ‘Mas Que Nada’. Noi disgraziati nati negli anni 80 quello spot lo abbiamo rifatto ovunque, quell’estate: in soggiorno, in cortile, al campetto, in spiaggia. In un attimo ci tramutavamo per magia in Roberto Carlos, Denilson, Romario. Con buona pace dei vicini di casa e di ombrellone.

Tra i protagonisti di quello spot, ovviamente, spiccava un Ronaldo al massimo del suo splendore. Ecco, rivedere l’invecchiato Fenomeno ripetere la sequenza (con lo stesso, divertente epilogo) vent’anni dopo, non solo ha un che di profondamente consolatorio per le nostre esistenze scandite al suon di ‘si stava meglio quando si stava peggio’ come nemmeno il Trio Solenghi-Lopez-Marchesini nel celebre sketch del funerale, ma rappresenta quasi una sfida ad una società che viaggiando a velocità supersonica non accetta i segni del tempo e si affida costantemente a testimonial giovani, nuovi, o come si dice sempre, ‘freschi’. E la stra-abusata ricerca del ‘bello’, qui, non c’entra una mazza.

E’ giusto, più che positivo, che esistano eroi che non rimangono, Guccini ci perdonerà, sempre giovani e belli. Eroi che continuano ad avere stili di vita e conti in banca che ovviamente noi ci sogniamo, ovvio. Però la loro imperfezione, quei difetti impossibilitati a tenere nascosti, quei doppi e tripli menti li restituiscono ad una dimensione terrena e quindi li rendono più vicini a noi, che da ragazzini li vedevamo come alieni da un altro pianeta. La pancia di Ronaldo è la nostra pancia, quella che nascondiamo trattenendo il fiato sperando che i presenti ci caschino.

Altro che il Ronaldo portoghese, che tra vent’anni avrà lo stesso fisico e la stessa agilità di oggi, ed anzi ringiovanirà in stile Benjamin Button a suon di crioterapie e camere iperbariche. Buon per lui, ovviamente. Noi ci teniamo stretti il nostro Luis Nazario da Lima. Anche perché, particolare non certo secondario, è stato semplicemente il giocatore più forte di tutti i tempi.