RenziShowSono passati quindici anni da quando un fiorentino doc non si impadroniva della scena nazionale. Alle porte del millennio la nostra Loren incoronava il grande “Robbberto” grazie a “La vita è bella”. Dal momento in cui ha preso il posto di Guglielmo Epifani al Nazareno, non passa un solo giorno in cui il nome di Matteo Renzi non venga citato dalle principali fonti di comunicazione.

E’ riduttivo pensare che questo successo mediatico sia il frutto delle spinte dei vari De Benedetti, l’ormai Presidente del Consiglio ci sa fare. O meglio, si trova decisamente a suo agio al centro del circo mediatico. E’ uno showman d’altri tempi, i suoi discorsi pubblici sono studiati in modo machiavellico (a proposito di fiorentini). Un esempio? La conferenza stampa a fine Consiglio dei Ministri del 12 marzo scorso, presentata attraverso lo split-screen: da una parte Renzi e dall’altra delle slides, con tanto d’immagine di carrello della spesa e pesciolini rossi. E’ questa la strategia, ridurre la discussione ad un’immagine significativa che racchiude tutto quanto. Una slide con un carrello della spesa pieno di uva, uova e banane, colpisce molto di più una casalinga di Voghera che non un elenco di coperture economiche.

Un parallelismo con il maestro del settore è doveroso. La comunicazione di Renzi non ha nulla da invidiare al campione dei pesi massimi in materia, Silvio Berlusconi. Entrambi puntano a rassicurare il grande pubblico attraverso annunci shock, riduzioni fiscali, tagli sostanziali della spesa pubblica, etc. Leader indiscusso delle televendite, il numero uno di Fininvest riesce sempre ad ottenere ottimi risultati alle elezioni. Ma, si sa, il consenso è il peggior nemico di sempre della sinistra, la quale ha storicamente osteggiato la leadership carismatica del Cavaliere in favore di batoste colossali alle elezioni. Il rapporto con la fiducia popolare sembra poter tornare senza dover smacchiare il giaguaro, occorre semplicemente imitarlo, e a Renzi sembra riuscire piuttosto bene.