hqdefaultArrivi solo questo 4 dicembre. Mai Natale è stato più atteso, mai Ferragosto tanto agognato, mai Pasqua più temuta. Sono stati due mesi lunghi, estenuanti e saturi di trasmissioni, e interviste, e approfondimenti, e spot, e quant’altro sul referendum costituzionale. E ben venga, ma a certe condizioni.

Ho un’idea ben chiara su cosa voterò, ma cercherò di essere imparziale e soprattutto cercherò di non far trasparire il mio giudizio su questa riforma, soprattutto perché non voglio parlare del “merito” ma della “forma”, in special modo la “forma” con la quale si è fatta campagna elettorale.

Già perché, che lo si ammetta o no, siamo stati vittime di una vera e propria campagna elettorale, dove forse l’unica finestra bella e competente sull’argomento l’hanno offerta Mentana con i suoi ospiti. Loro piacevolmente avvezzi a buttarla su un piano politico, lui sempre vigile nel riportare il tutto sui binari del “merito”.voto

Ciò che è stato fatto, a mio modo di vedere, è aberrante. Innanzitutto entrambi gli schieramenti hanno cercato in ogni modo di giustificare il proprio voto colorandolo con la politica. In una sfida dove da un lato ci sono Renzi, Alfano e Verdini, e dall’altra D’Alema, Bersani, Salvini, Berlusconi, Zagrebelsky e De Mita, che colore politico si può dare? L’arcobaleno forse, e anche così non si rappresenterebbero tutti, che diamine! Ma questo credo che sia un bene. Si parla di costituzione, signori, che è una cosa che trascende la politica, le passa sopra guardandola anche con un’aria un po’ altezzosa. Ma lo sfogo di cui ho più bisogno, verte su altro. Verte sui metodi e gli slogan, anch’essi bipartisan.

Da un lato abbiamo il NO. Ci dicono che se dovesse vincere la proposta del Governo si arriverebbe ad una svolta autoritaria, che uccideremmo il nostro futuro, che sarebbe la benedizione definitiva al governo Renzi, che tutta la strada democratica che abbiamo fatto da settant’anni ad oggi verrebbe cancellata o, ancor peggio, rinnegata. E per farcelo sapere hanno creato comitati, hanno appeso locandine ovunque, hanno anche imbrattato qualche muro. Hanno, sinceramente, esagerato.renz

Dall’altro lato, però, abbiamo il SI. Un giudizio di parte mi sia concesso, perché se si parla di slogan e di “esagerazione” credo che tutti sappiano dove trovare il re della retorica. Che sia un bene o un male, una qualità o un difetto (e notare, in alcuni casi sono convinto anche io che sia una cosa positiva), il campanello da suonare è quello di Renzi e del suo entourage. Già perché il SI ha messo in piedi una macchina comunicativa da far impallidire ogni campagna della Nike o della Lorèal. Locandine e pagine di giornale ne hanno usate, ma con moderazione. Il vero sforzo è stato fatto sul web, probabilmente per convincere la fascia 18-35 anni che pare la più indecisa o comunque più rivolta al NO. È ormai un mese che ogni 15 post sulla mia bacheca di Facebook ne trovo uno sponsorizzato in favore del SI. Ogni video che guardo su Youtube ha prima lo spot del Governo. Ho sentito gente che la sera è tornata a leggere un libro, onde evitare di incappare in altri video per il SI (e poi dicono che il Governo non stimoli la cultura!).images

Quello che voglio dire è questo: è una riforma certamente importante. Se vince il sì, ci saranno diverse modifiche, anche profonde, nel nostro paese. Potranno essere fatte bene o fatte male, ma ciò che è certo è che ci sarà un cambiamento (in meglio? Chi lo sa). Se dovesse vincere il no, al contrario, lo scossone sarebbe a livello politico. Sinceramente non credo che il Governo si dimetterebbe, e anche fosse confido nella saggezza di Mattarella per un rinnovo del mandato. Però certamente il Governo avrebbe meno peso politico, Renzi dovrebbe obbligatoriamente ridare dignità e un po’ di potere alla minoranza PD, e magari cercare degli accordi.a_coloured_voting_box_no_bg-svg

Il grosso rammarico è che sono stati spesi tanti soldi e tanto tempo per fare propaganda referendaria. E come ogni propaganda, sono stati usati toni accusatori, offensivi, semplicisti e approssimativi, aumentando ancora di più l’ignoranza in materia. Solo che prima l’ignoranza era consapevole, ora invece ci sentiamo tutti dei giuristi affermati e quindi non abbiamo neanche più la modestia di sentire, per l’ultima volta, una campana che non sia la nostra, agitata dal nostro ego.

Le riforme costituzionali non andrebbero decise dal popolo, dovrebbero farle ed approvarle coloro che sono pagati per saperne di più del popolo, in termini istituzionali. Così non è stato, non hanno trovato un modo per superare la maggioranza dei due terzi alle camere, ed allora ecco che hanno chiesto legittimazione popolare. Una volta posto il quesito? Ci si è prodigati non per “spiegare” ma per “convincere”.refe

Io ho provato a non farmi convincere da nessuno, ma a sentire tutte le versioni che ho potuto, tappandomi il naso all’idea di votare “come dice quello o quell’altro” (in entrambi gli schieramenti ci sono dei personaggi che non presenterei mai ad una cena). Non so se ci sono riuscito, spero che voi siate stati più attenti.

Buon 4 dicembre a tutti.

(ps: ci sarà sicuramente anche un 5 dicembre, un 6 e così via. Sia che vinca il SI, sia che vinca il NO).