s-SCRUBS-large

Abbiamo cercato di evitarli in tutti i modi, per un momento, forse, abbiamo anche pensato che saremmo riusciti a sfuggirgli e invece sono arrivati, silenziosi e indisturbati: i 25 anni.

I 25 sono un’età in cui, inevitabilmente, prendi un attimo di respiro e ti fermi a pensare. E non solo perché tristemente realizzi che contemporaneamente alla tua nascita hanno preso il via le carriere di Ligabue e Biagio Antonacci, ma anche perché ti rendi conto di cosa puoi e cosa non puoi più fare.

Serate alcoliche

Il primo a lanciarti disperati segnali di cedimento è senza dubbio il tuo corpo: se una volta il mal di testa della domenica mattina era roba da dilettanti, con il passare del tempo cominci a renderti conto che la tua onorata carriera da alcolista sta lentamente giungendo al termine. “Abbi pietà per te stesso e cerca di recuperare la dignità che non hai mai avuto” ti suggerisce una vocina interiore. Forse è ora di appendere la bottiglia al chiodo.

Politica

A 18 anni il mondo si divideva in due categorie: da una parte gli ignoranti che inneggiavano a un ritorno del Duce, dall’altra quelli che, sventolando le bandiere di Diliberto, giocavano con il destino di un’intera nazione. E così, dopo anni passati a disegnare inutilmente crocette sui nomi di Bertinotti, Di Pietro e Pannella, contribuendo alla rovina del tuo stesso futuro, arriva il giorno in cui ti rassegni al fatto che alla fin fine anche tu, come tutti gli altri, morirai democristiano.

Cene con gli amici

Locale in cui si mangia bene, un vino decente, caffè e digestivo, mentre i camerieri ti mettono davanti agli occhi uno strano oggetto chiamato piatto. Che fine hanno fatto i kebabbari abusivi, le pizze d’asporto divorate senza ritegno sulle panchine al parco giochi e la pasta scotta cucinata tra una partita di PES e l’altra? Dove sono finite le quattro sere a settimana al McDonald’s, i pomeriggi a svaligiare il reparto merendine del Carrefour e la vinaccia da 20 centesimi al litro che al confronto lo pseudo Tavernello sottomarca del Lidl pareva una prelibatezza? Siamo diventati grandi, adulti e maturi. Siamo diventati dei dannati borghesi.party

Vacanze

Amsterdam, Ibiza, Lloret de Mar, Ios. Le grandi mete ambite negli anni post-maturità cedono il posto a Islanda, Tibet, deserto dei Gobi, Antartide: non importa il dove, basta che non ci sia nessuno a rompere i coglioni.

Rapporto con il mondo

Ma i 25 anni rappresentano anche quel momento in cui, guardando le immagini provenienti dall’est Europa, dove i neonati gattonano davanti a uomini in tenuta anti-sommossa e i bambini vengono respinti con i lacrimogeni, ti rendi conto che quello è anche un problema tuo. Così come è un problema tuo il fatto che in un paese democratico una persona non possa decidere chi amare indipendentemente dal genere, che una famiglia mafiosa sieda sul divano della televisione di Stato, che Berlusconi anziché finire in carcere sia andato a giocare a briscola negli ospizi, che esistano delle persone in grado di guardare tutte le 1162 puntate de Il Segreto. Si, questi sono anche problemi tuoi. Non è più il tempo di aspettare che gli “altri” cambino il mondo, perché forse si hanno tutte le carte in regola per far parte degli “altri” .

I 25 rappresentano quella tappa in cui diventi consapevole che tutte le scelte che farai, anche le più semplici e banali, influenzeranno in maniera significativa la tua vita e quella delle persone che ti stanno intorno. Come comportarsi? E chi lo sa. Forse basta tenere a mente le parole di quel saggio che aveva il vizio di pisciare nel mare: “Prima o poi, tutto quanto torna indietro”.