Beppe GrilloPer me fare un articolo in cui prendo le difese del movimento 5 Stelle era fantascienza fino a qualche giorno fa. Io li ho sempre criticati – ho i testimoni –  dal primo “Vaffaday”, da quando hanno trasformato i meetup da momento di condivisione di idee e soluzioni ai problemi a sedute di psicoterapia incattiventi. Non per vantarmi, ma sono stato risucchiato in delle gran belle litigate e ho perso delle amicizie. *me_dabbing.gif*

Ogni volta però l’ho fatto nel merito di singoli episodi, documentandomi. Cosa che a quanto pare  hanno smesso di fare molti giornalisti o presunti tali. In questi giorni è scoppiato il caso “messaggi di Di Maio”. Solo che non c’è nessun caso – anzi Di Maio ne esce come meglio non poteva – se non del pessimo giornalismo e forse qualche fonte che sta facendo giochi strani. Probabilmente non sarebbe nemmeno finito sui giornali se settimana scorsa Di Maio stesso non avesse proclamato l’intenzione di fare denunce a destra e a manca per un altro caso, quello delle indiscrezioni dell’assessore di Roma Berdini nei confronti del sindaco Raggi. A questo possiamo aggiungere la bassissima polemica sullo spettacolo di Grillo su Netflix e le presunte affermazioni omofobe nei confronti dei transgender. Ho visto lo spettacolo e posso dire che si sta perdendo un’occasione per fare e dire cose più furbe. Lo dico da tempo, è una deriva pericolosa, in entrambi i sensi.

Su questo argomento mi sento di dare il primo consiglio non richiesto: basta accusare la stampa.

So che sembra contraddittorio e che non è facile visti i tempi ma è necessario. Il movimento si è sviluppato sul web ed è composto da persone che sul web ci passano molto tempo. Sono altresì molto attenti a cosa si dice su di loro e sono anche molto permalosi. I giornali lo sanno e se ne approfittano. Alcuni ne parlano santificandoli, altri al contrario li discreditano appena gli viene data l’occasione. Nel gioco delle visualizzazioni per la sopravvivenza – perché di sopravvivenza stiamo parlando – ogni mezzo è lecito. Si fotta l’obbiettività, la notizia o la verità. Detto ciò, se il M5S passa più tempo a denunciare giornali e giornalisti che a proporre idee, non è una mossa tanto furba. Continua ad alimentare un meccanismo malato, un dissing continuo tra movimento e media. Dovrebbe concentrarsi sul lavoro, sul migliorarsi e smetteterla di accusare gli altri di dare notizie false. Soprattutto quando sono poi i primi a darle attraverso i loro canali.

Arriviamo così al mio secondo consiglio: basta con le vostre fake news.

Quando il movimento è nato aveva bisogno di aggregare persone. Non poteva farlo con un ideale politico comune perché voleva essere la summa del meglio di tutti gli ideali e doveva ancora “crearlo”. Ha scelto – secondo me discutibilmente – di usare la controinformazione, col blog di Grillo e affini. Dovevano essere strumenti per risvegliare le coscienze ma ben presto sono diventati gli unici luoghi sul web in cui trovare la verità. TUTTA. Con le visualizzazioni arrivarono i soldi della pubblicità e i siti si moltiplicarono e iniziarono a creare notizie virali. Il problema è che nei luoghi dell’internet in cui si leggeva la verità in senso assoluto, venivano proposte le peggio stronzate acchiappa click. Capite che il giochino diventò presto pericoloso ma molto remunerativo. Adesso però è il momento di dare l’esempio e tagliare i ponti con tutto lo schifo che molti del movimento condividono acriticamente. Se possiamo farci una risata su scie chimiche e sirene, non possiamo assolutamente permettere che venga mistificata la verità su vaccini e malattie. Solo perché una cosa viene condivisa tante volte non modifica la realtà e si finisce col fare figure di palta.raggi 2

Terzo consiglio: basta essere arroganti.

Io posso capire la voglia di porsi come realtà nuova e diversa da quello che c’è già. Capisco anche che quello che c’è già è spesso uno schifo, corrotto e intrallazzone. Però non ci si può porre come unici depositari della purezza d’animo e delle verità assolute. Riprendendo il consiglio due, quello che molti attivisti dicono essere la verità, spesso ne è una visione distorta da qualche webmaster per far scaldare gli animi di chi legge. Voglio dare questo consiglio soprattutto perché vedo che la base, i duri e puri si stanno incartando, iniziano a perdere pezzi. Continuare a fare il discorso “con noi o contro di noi” non va bene per Scientology, figurarsi per un movimento politico italiano. Se ci si pone sempre in modo arrogante con tutti, pur usando toni bassi e voce calma, al minimo errore si avrà tutti contro. Se invece, non solo ci si pone in modo arrogante ma si usano anche toni sprezzanti, insulti e infamate varie, si avrà tutti contro a prescindere. Non per le proprie idee, condivisibili o meno, ma per la persona in se. “Molti nemici, tanto onore” è un motto che, per quanto altisonante, non vuol dire nulla ed è smentito nella realtà dei fatti.

Passo al quarto consiglio non richiesto: le differenze sono un punto di forza non una debolezza.

Tagliate le mele marce e inglobate i migliori anche se non sono sempre d’accordo con voi. Ai tempi dei meetup era così. Ed era meraviglioso. C’erano discussioni e visioni diverse ma c’era apertura mentale. Dal Vaffaday le cose sono cambiate in peggio. Non so perché e non so dire quanto e come centra in questo cambiamento l’accentramento di potere nelle mani della Casaleggio Associati, però è un problema che va risolto. Il fatto che dei deputati in Parlamento o al Senato del movimento alle domande dei giornalisti rispondano con “non ho il permesso di parlare” è vergognoso. Se all’interno del movimento stesso viene limitata la libertà personale d’opinione, arrivando addirittura a mettere delle penali economiche, cosa succederà nel caso il movimento vinca le elezioni? Sapendo oltretutto che lo sport preferito dagli italiani dopo il calcio è il criticare chi governa. Sport del quale voi siete il portavoce massimo, tra l’altro.

Un ultimo consiglio che mi sento di dare è essere più trasparenti.

di maio e di battistaFare le comunarie sul vostro sito non è sinonimo di trasparenza. Specialmente se non vengono comunicati i dati reali del numero degli accessi, non viene detto quanto fruttano le pubblicità sul blog di Grillo,ecc. Il M5S ha richiesto lo streaming pubblico per anni e poi ha smesso per primo di farlo. Perchè? Chi c’è a capo del M5S? Grillo, Di Maio, Di Battista? Non si capisce nulla, da fuori sembra che non lo sappiano nemmeno loro. Io capisco la voglia di mostrarsi come movimento popolare ma, siccome siete rappresentanti di un 30% di chi va a votare, avere un leader a cui fare riferimento aiuterebbe a dare un messaggio di maggiore organizzazione.

Sia ben chiaro, io ho dato questi consigli in maniera spassionata, da chi vorrebbe vedere facce nuove e competenti, non mi importa in quale partito o movimento. Vedo buttare via con troppa facilità esperienze positive e persone in gamba. E questo mi preoccupa un po’. Ho come il sentore che alcune persone del movimento – ma non solo – non vogliano l’abbattimento dell’idea di classe politica corrotta e stagnate, ma vogliano solo l’eliminazione di questi politici, per sostituirli con persone nuove e provenienti dal basso che, guarda caso, sono loro. Non perché ne hanno le capacità ma perché fino ad adesso ne sono stati esclusi. L’importante è non essere di quelli che c’erano prima. Se quelli nuovi, quelli come loro, intrallazzano e ci guadagnano è quasi meglio, gli da la speranza di potercela fare pure loro. Gli altri rubano tanto? Bene, ora tocca a noi e ai nostri amici. Gli altri han fatto male? Bene, a noi basta fare meno peggio di loro. Questa però non è assolutamente politica dal basso ma politica al ribasso. E non credo sia quello che il movimento cercava di fare.