papa-avnt1Ad un certo bel momento del Vangelo, Gesù si presenta al tempio di Gerusalemme e, vedendolo invaso dai mercanti, perde il controllo e rovescia loro le mercanzie, ricordando loro che quella è la casa del Signore, non un mercato. Mi piace immaginare gli apostoli, che vedendo il Messia inalberato, gli intimano di calmarsi, di darsi un contegno, mentre lui, il fumo alle narici, risponde “State al vostro posto, ci penso io”, stile lite alle giostre.

Così, il successore di Pietro, per la precisione Francesco, ha deciso, qualche giorno fa, in viaggio verso Manila, di concedere un saggio della propria personalità ai giornalisti presenti sul volo, dicendo che se qualcuno (ha nominato Gasbarri, l’organizzatore dei suoi viaggi) avesse insultato la sua mamma, gli avrebbe dato un pugno.

Ora, partiamo da monte. Personalmente, credo che Bergoglio sia un feticcio, buttato sullo scranno dalla Curia per compiacere i desiderosi di una Chiesa differente, in linea coi tempi, difficili e bizzarri. Ma quello che viene da chiedersi è: qualcuno si aspettava che Papa Francesco fosse così prorompente nella sua santa semplicità, nella perorazione della propria idea di pace tanto da fare la guerra, pur di imporsi? Non rischia, questo Pinocchio della Pampa (che si è trasformato in Rocky davanti agli occhi di certi giornalisti increduli) di diventare scomodo in Vaticano?

Nel frattempo gli avvocati della Bibbia, i curatori d’immagine di Gesù (neanche fosse Mick Jagger) si sono interpellati sulla dicotomia tra le asserzioni del Santo Padre e la lezione del vangelo, riguardante il perdono e la misericordia (il “porgi l’altra guancia” che tanto piace ai catechisti), l’adesione alla visione classica del messaggio di Gesù e una rivisitazione più umana, che ammette un’alternativa tanto scottante, oggigiorno, come quella della vendetta. Non ne sono venuti fuori. Almeno, non finora. Ma il punto fondamentale non è comunque questo.

Ciò che viene da chiedersi, è se il concetto di religione, in un mondo in cui le sfumature antropomorfe vanno sempre più perdendo un netto contorno, in cui l’identificazione individuale attraverso l’auto-scoperta e il cosmopolitismo hanno annientato la risposta religiosa alla domanda “Chi siamo?” (almeno per quanto riguarda i paesi industrializzati occidentali), ha ancora senso nascondere l’istituzione “Chiesa” dietro l’immagine di Dio? Sono questi, forse, i primi passi verso lo smantellamento dei dogmi cristiani a favore di una Chiesa laica che vorrà manifestarsi soltanto attraverso le originali intenzioni politiche ed economiche, proclamandosi lobby massonica (finalmente) dopo due millenni di malcelate intenzioni spirituali? Ai posteri l’ardua sentenza.