Tanto piovve che alla fine tuonò.

Ok, il proverbio era diverso ma in quest’epoca di post verità anche sticazzi.

Negli ultimi giorni l’Italia è stata flagellata dal maltempo, quello brutto, incazzato. Ha piovuto e anche tanto. Non ha risparmiato quasi nessuna regione italiana, si sono contati danni enormi da Nord a Sud, da Venezia alla Sicilia.

Si potrebbero fare tanti, tantissimi discorsi sui problemi idrogeologici del nostro paese, delle nostre regioni. Così come si potrebbero fare tanti bei papiri su quanto la prevenzione in Italia sia una roba così mal fatta da essere ai limiti della farsa.

Quello di cui si è discusso poco è invece il fatto che la grande quantità di pioggia, e i conseguenti danni provocati, hanno fatto emergere una cosa che sapevamo già tutti ma che negli ultimi anni si è fatto finta di non vedere più: tra nord e sud ci si detesta come e più di prima.

Sottotitolo per gli aventi bisogno: non sto dicendo che TUTTI si odiano, sto facendo un discorso generale.

Bastava leggere i commenti agli articoli sui disastri di Matera o di Venezia, giusto per citarne due, per vedere come l’Italia sia un paese sempre più profondamente diviso.

Il tenore generale dei commenti social, migliaia di commenti social e non tutti ascrivibili a soliti troll, era più o meno questo: “Al Sud piove mezz’ora e si allaga tutto, stanno sempre a piangere, vogliono solo i soldi del nord” e “Al Nord quando piove si dimenticano dell’indipendenza e si fanno dare i soldi dallo stato, noi non abbiamo le strade e dobbiamo pagargli San Marco”.

C’era anche di peggio, i soliti insulti campanilistici e auguri di morte tra regioni. Ma questo è talmente ovvio e prevedibile da non destarci più la minima preoccupazione o anche sensazione di fastidio. E attenzione, va ribadito con forza che non si tratta solo dei soliti “ignoranti” vomitatori di odio da tastiera. Persone insospettabili, anche attive nel sociale si sono unite alla bagarre tra zone d’Italia martoriate. Quando siamo toccati nel vivo, diventiamo tutti un po’ “razzisti”.

Nel calderone, però, ci metto anche chi, solitamente sempre pronto a farsi portavoce della difesa e della condivisione anche dei minimi problemi di questa o quella minoranza etnica lontana e dimenticata, questa volta ha preferito lasciar perdere una scomoda presa di posizione. A volte l’assenza di parole pesa come le parole stesse.

Un altro aspetto che questa volta è stato diverso, è che il politico che ha unito l’Italia all’insegna dell’odio verso gli stranieri, ha fatto visita solamente a Venezia e non si è cagato di striscio le zone colpite dal mal tempo al Sud. O meglio, la narrazione mediatica/social è stata tutta impostata in quel modo. Ed essendo Venezia e il Veneto un feudo leghista era difficile capitasse diversamente. Certo, lo scandalo del Mose e il fatto che la Lega governi da 30 anni il Veneto avrebbe dovuto consigliare parole un pelo più sottotono del solito “la colpa è di chi ha governato prima”, non fosse altro che è sembrata una gran bella presa per il culo ai veneti che giustamente non hanno gradito.

Di fronte a queste emergenze normalmente un Paese sano si unisce, collabora per affrontare le difficoltà. Il nostro si spacca, si divide e si odia.

Non potendo prendersela con qualcuno “di esterno”, con un colore della pelle che non ci piace e nonostante si potrebbe far fronte comune verso un tipo di politica cialtrona e incapace, retorica e vuota, bisogna trovare qualcuno su cui riversare il nostro disappunto. Ho utilizzato un eufemismo apposta 😉 😉 perché in realtà è la nostra rabbia sociale, la nostra intolleranza ormai fuori scala a parlare.

Non è più colpa dei migranti, della Boldrini, dei buonisti o delle Ong. Possiamo solo prendercela tra di noi, italiani sulla carta ma non nella realtà, noi siamo sempre prima Piemontesi, Veneti, Laziali, Siciliani, ecc. Caro Cavour hai toppato.

E mentre l’Italia affoga e viene economicamente e socialmente danneggiata, invece che prevenire o pensare di farlo, si perde tempo a disquisire se fa meglio il comune del nord a tenere le scuole aperte con il diluvio o la scuola del sud a chiuderla precauzionalmente.

E mi dispiace dire “ve l’avevo detto” ma ve l’avevo detto. A unirsi sotto la bandiera dell’odio si finisce con l’odiarsi anche tra vicini. E i danni del nord sono i costi del sud e viceversa, a prescindere da come la si pensi. La realtà dei fatti non la cambiano gli slogan di qualche politico wannabe influencer. La indirizzi ma non la cambi. Non subito.

Ma la realtà interessa davvero ancora a qualcuno? In una società che si identifica nel Joker dell’ultimo film alla moda ho i miei dubbi. Ma forse è giusto così, Joker alla fine è pur sempre un pagliaccio.