La campagna elettorale che ci accompagnerà alle urne il prossimo quattro marzo sembra essere “un’arma di distrazione di massa” soprattutto quando non riesce ad affrontare di petto le questioni dell’Italia reale, quella che dello scontro fra neofascisti e centri sociali della sinistra più estrema che lotta solo contro i bersagli più facili non sa che farsene.

Il caso Embraco è lampante. Qualcuno inizialmente ci è passato,lá davanti ai cancelli, per opportunismo politico perché é sempre meglio solidarizzare ma il salto di qualità non si è fatto. Nessuna forza politica si è fatta carico delle istanze dei lavoratori caricandosi così di ogni responsabilità che si palesa nella impotenza del potere politico nei confronti di un’azienda multinazionale privata che grazie alla delocalizzazione formerà quel fenomeno di dumping sociale in una comunitá, quella europea che finanzia gli investimenti e non ne controlla la finalitá anche tramite il Governo e le istituzioni italiane.

Accendere i riflettori sugli scontri tra facinorosi misti a teppisti semidelinquenti è più facile e comodo che ascoltare la voce di quell’Italia che vorrebbe trovare risposte nelle istanze di una forza sociale e politica e non la solita beffa di un contentino che si concretizza nella proposta di un part time in ottica di licenziamento irreversibile salvo reali miracoli dell’ultimo minuto che il solo Ministro dello sviluppo economico Calenda tenterà prima di dichiarare il fallimento della Politica (con la p maiuscola), perché in questo caso la responsabilità è di chi, a tutti i livelli (locali, nazionali ed europei), ha creato le condizioni per questa catastrofe sociale che deriverà dai licenziamenti Embraco
Ritirate le bandiere ed i simboli perché in questa campagna elettorale si guarda la pagliuzza e non la trave che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni.

Prendere posizione è un dovere morale sotto ogni forma mentre l’indifferenza di chi non vota ha il puzzo di complicità con chi si ferma alla superficie ai limiti della legalità e non trova soluzioni alle grandi problematiche sociali create dalla politica nel pieno rispetto della legge.