La notizia della settimana – perlomeno in ambito sportivo e fino alla finale del Mondiale di domenica – è il passaggio del giocatore di calcio più forte del mondo alla Juventus. CR7 vestirà il bianconero per la gioia di tanti. Pure troppi.
In queste ore infatti sembrano tutti (o quasi) felici che la Juventus abbia acquistato per oltre 105 milioni di Euro l’asso portoghese. I tifosi bianconeri, ovviamente, sono quelli che ne hanno più motivi: prestigio, forza e grandi possibilità di vincere la Champions League. L’arrivo di Ronaldo farà anche sicuramente digerire meglio il rincaro degli abbonamenti e dei biglietti che tante polemiche aveva causato.

Poi c’è la società Juventus. Io sono molto più vicino all’altra sponda della città, quella granata, ma mi sento di poter dire tranquillamente che società come la Juventus dovrebbero essercene molte di più nel nostro campionato. Umanamente alcuni loro dirigenti possono non essere molto simpatici (alcuni per nulla) ma giudicandoli per il loro lavoro non c’è nulla da dire. Negli anni hanno saputo affrontare periodi duri e ricostruire, incrementando ogni anno il valore della società e vincendo 7 campionati consecutivi. Con poca concorrenza diranno alcuni, ma è un demerito degli altri, non loro. L’acquisto di Cristiano Ronaldo ben si inserisce in questo discorso: cartellino e stipendio pagati coi soldi loro e di sponsor ben sapendo che col merchandising e la pubblicità – per non parlare del titolo in borsa – sarebbero rientrati dell’investimento. A conti fatti una operazione che potevano permettersi (forse?) anche altre società che hanno fatturati alti (o forse…).

Gode anche la nostra Federcalcio, che spera di rilanciare il calcio italiano, il suo campionato e soprattutto la sua immagine. Ecco, qua iniziano le previsioni un po’ ottimiste. Tutti lo sperano ma la certezza non c’è. Ad oggi gli unici che ne guadagnano sono la Juve e i suoi tifosi. Stop. Dire che adesso tutto cambia e ne guadagnano anche gli altri è molto avventato.

Dobbiamo ricordarci che parliamo di un campionato in cui negli ultimi 7 anni la squadra favorita ha sempre vinto. Un campionato che finiva virtualmente molto presto (seppur non così presto come quello francese) e che negli ultimi anni ha perso di interesse da parte dei tifosi. Ci sono poi dei tifosi di molteplici squadre che sono onesti e il passaggio di Ronaldo ai bianconeri fa rosicare parecchio. Non potrebbe essere diverso ma parliamoci chiaro, i soli tifosi juventini non bastano e non è detto che gli altri siano così vogliosi di seguire i bianconeri “perchè gioca Ronaldo”. Soprattutto non è detto che vogliano seguire un campionato dove la loro squadra non ha possibilità di vincere e ci si deve accontentare di qualificarsi alla Champions o Europa League.

Discorso che si lega ai diritti televisivi che quest’anno hanno segnato una notevole diminuzione di offerta economica (non a caso Sky e Mediaset hanno prima perso alle buste e poi fatto ricorso) e per i quali al momento c’è ancora massima confusione. Per dire, la Serie B il prossimo campionato rischia di non essere visto da quasi nessuno e la Rai potrebbe non avere nemmeno gli highlights delle partite di serie A. Per il mercato estero la situazione è simile: Juve, Milan (e anche qua ci sarebbe da parlarne), Inter hanno uno spazio, mentre gli altri no.

Sarebbe bello, e forse anche corretto e auspicabile, che le altre squadre rispondessero a tono alla Juve con colpi di quasi pari livello. Invece la situazione è un po’ deludente e il rischio di un campionato già deciso a luglio è forte. Di nuovo per demerito degli altri, vedi la surreale situazione societaria del Milan o l’impossibilità di fare uno stadio di proprietà per la Roma.

Sapendo di attirarmi delle critiche chiudo esprimendo una piccola preoccupazione: Cristiano Ronaldo è già diventato il simbolo della Juventus (e non potrebbe essere diversamente) e diventerà anche il simbolo della città di Torino. Città che però ha due squadre e che in passato ha visto tentativi più o meno espliciti di eliminarne una per averne una sola. Tentativi acclarati (non mi invento niente) dietro i quali c’erano politica e industria e che hanno portato a momenti di forte tensione. Ecco, se CR7 deve essere una risorsa, che lo sia per tutti o quantomeno che lo sia in senso positivo. Bem-vindo Cristiano e bom campeonato.