Il lavoro precario e la disoccupazione sono due grandi problemi (forse qualcosa di più) dei giovani e dei meno giovani. Ci sono però 3 piccoli problemi connessi con questo argomento di cui nessuno o quasi parla.

Il primo è la disoccupazione degli over 30 ma under 45/50. Se per i giovani e gli over 50 sono state cercate delle soluzioni – non sempre riuscite – questa categoria di persone se la sta passando molto male.Innanzitutto psicologicamente poiché nella quasi totalità dei casi si perde un lavoro che si svolgeva da anni e per motivi meramente economici: dal fallimento per inoculata gestione propria o di altri al trasferimento dell’attività in paesi meno tassati. Poi inizia il calvario della ricerca di un lavoro con le regole d’oggi in cui l’esperienza quasi mai viene considerata. Viste le difficoltà economiche si predilige sempre un candidato che porti benefici economici o che costi meno. Ciliegina sulla torta è il non essere considerati dalla politica, come se si fosse invisibili. Solo che le tasse continui a pagarle e magari stavi pure pagando un mutuo. Ma anche vivere in affitto diventa problematico e non tutti i padroni di casa vogliono un disoccupato. Se per sbaglio hai una famiglia diventa complicatissimo.

C’è anche chi però non trova lavoro ma è abbastanza benestante da non essere un problema. Si gode il tempo libero tra vacanze e shopping, cene al ristorante e viaggi nei weekend. Beati loro, essere ricchi non è certo una colpa ma in realtà ad essere ricca è la loro famiglia. E i soldi, soprattutto con uno stile di vita così dispendioso finiscono. Arriva per tutti il momento in cui i genitori muoiono e se si vive del loro lavoro e dei loro risparmi, iniziano i problemi. Oggi si godono il momento ma tra 5, 10 anni? Che ne sarà di gente che nella vita non ha mai combinato nulla perché non ne ha mai sentito l’esigenza? Certo, non è un problema che si verificherà nel breve periodo ma è destinato a portare complicazioni.

L’ultimo problema invece sta iniziando a fare capolino ed è quello di chi lavora ma si trova a dover aiutare un genitore malato o non autosufficiente. Se i nostri genitori godevano di una certa flessibilità per star vicino ai nostri nonni (o perlomeno permettersi qualcuno che lo facesse), la nostra generazione non è così fortunata. Tra lavoro precario e soldi che non ci sono, aiutare i propri genitori in caso di grave malattia è difficile e con ricadute molto serie. Per molti la sola soluzione è rimanere a casa: anche chiedendo part time o lavoro flessibile è molto più facile vedersi lasciare a casa che venire aiutati, non avendo nessuna garanzia contrattuale. Ironicamente quelli che ne patiranno di più sono quelli che oggi creano queste storture e domani verranno abbandonati a loro stessi perché i figli non possono saltare nemmeno mezz’ora al call-center.