ice-skating-705183_960_720Si sa, ogni stagione porta con sé impegni ed attività sportive che la caratterizzano. La pista di pattinaggio sul ghiaccio è indubbiamente un must invernale; ad impianti in località montane si affiancano anche numerose strutture in città. Uno dei più rilevanti è sicuramente il Palavela di Torino, dove nel 2006 si svolsero numerose competizioni in occasione delle Olimpiadi Invernali.  Durante la stagione invernale, l’edificio torna ad essere una pista di pattinaggio aperta al pubblico; il livello dei pattinatori non è però nemmeno lontanamente paragonabile a quello degli atleti olimpici. Andiamo con ordine.  Le categorie di persone che possiamo incontrare durante la nostra pattinata del sabato sera sono numerose e molto variegate; cerchiamo di descriverle e riassumerle in breve.

GLI SPLENDIDI Gruppetto di 2-3 amici con grandi capacità e molta sicurezza sul ghiaccio. Si divertono facendo rasette ai principianti. Come i pavoni fanno la ruota, gli splendidi fanno slalom tra la folla. Il risultato non sembra sempre essere quello desiderato, anche perché spesso consiste nel ricevere insulti. Pattini da hockey, senza eccezioni.

LE CAROLINA KOSTNER Ragazza generalmente sola, pattina tranquilla sul ghiaccio, su cui sembra galleggiare. Si diletta in salti e rotazioni sul posto, lasciando ai lati della pista decine di ammiratori increduli. Le capita di ricevere complimenti o applausi. Disdegna gli splendidi perché se la tirano, non rispettano la SUA pista da pattinaggio e le tolgono le attenzioni che vorrebbe dagli altri pattinatori. Alla fine lei si allena ore ed ore ogni giorno, quindi anche il suo spettacolo è pavoneggiarsi. (ti piace vincere facile?)

LE COPPIE Una coppia che pattina mano nella mano, leggiadra come se intorno a loro non ci fosse nessuno è decisamente un’esclusiva hollywoodiana. La realtà è molto diversa, beh eccezioni a parte, che ricadono però nelle categorie precedenti. Generalmente, se lui è bravino e se la cava cerca di insegnare a lei le basi, dimostrando calma e pazienza.  Nella situazione opposta, lei cerca di accompagnarlo nei movimenti, ma essendo lui generalmente 2 metri per 100kg rischia numerose volte di farsi male; prova a rassicurare il suo lui sull’assenza di pericoli per tranquillizzarlo, ma che in realtà quella sera sarebbe andata volentieri ad un dibattito sul referendum piuttosto che lì lo si legge nei suoi occhi.  Capita poi, che si verifichi l’eccezione: 2/2 pattinano egregiamente incantando la folla. C’è chi vorrebbe essere bravo come lui e chi come lei, perché il talento è democraticamente riconosciuto.

PATTINATORI OLD STYLE Arrivano pattini in spalla, pile Fila e pipa in mano. In pista mostrano tutto il loro talento, ma con umiltà. Se sfidati tendono ad umiliare il malcapitato con curve al limite della fisica e accelerazioni degne di Enrico Fabris a Torino 2006. (Magari le Olimpiadi le han fatte anche loro da giovani, chi può dirlo). Durante la serata svolgono anche funzioni di controllo del traffico in pista, ammonendo gli imprudenti.  Sono la categoria che gode del maggior rispetto sul ghiaccio.

RESTO DEL MONDO Un esercito di principianti affolla la banchina. Pian piano i più temerari abbandonando la presa e si lanciano, passo dopo passo, alla ricerca di un gesto atletico fluido. Molti di loro, entro pochi minuti prendono confidenza e iniziano a pattinare con sicurezza. Presi dalla tranquillità cadono, per ricordarsi che non sono capaci ed è meglio non fare i fenomeni.

BOOK FOTOGRAFICO  Gruppi di amici che passano ¾ della serata a fare foto di gruppo, selfie, dirette Facebook con cadute annesse, video co Boomerang e per chiudere una bella Instagram Story. Pattinano alla ricerca dell’angolazione perfetta e dello sfondo più adatto.  Alcuni di loro tentano di imitare i più bravi sotto la cinepresa, ma il più delle volte falliscono miseramente, venendo spesso derisi dai pattinatori old style. Che poi una foto ci sta anche eh, ma oltre no, è troppo.