Renee-zellweger-prima-dopoParliamoci chiaro: sei bella se sei magra e i tuoi glutei sono sodi.

Si, ce l’hanno ficcato bene in testa e siamo tutti d’accordo. Siamo d’accordo perché quando vai a fare shopping nel tuo negozio preferito e le taglie dei jeans arrivano fino alla 44 e tu porti la 46 ti disperi, quando provi quella maglia trendy tanto aderente da mettere in evidenza la tua pancia ti rimproveri di non avere il ventre piatto e quando anche il vestito che hanno tutte le tue amiche ti segna troppo i fianchi capisci che non sei abbastanza bella da poterti permettere quei capi e allora, rassegnata, esci dal negozio.

Inizia ad assalirti quel filo di tristezza e cominci a dirti che entro la fine del mese devi perdere, almeno, quei chili necessari per poter indossare la 44. Lo sai benissimo che non ce la farai mai ma ti piace pensarlo e ti convinci anche del fatto che se dimagrisci spariscono pure cellulite e smagliature.

Tutti i giorni, settimane e mesi la stessa storia. E più diventi grande più i tuoi complessi mentali aumentano. Ma prima o poi dovrai digerire il fatto che  la tua pancia non sarà mai piatta come quella di Belen, che le tue smagliature faranno per sempre parte di te e che nessun macchinario potrà mai limare i tuoi fianchi. Ti senti costretta, allora, ad accettare il fatto che dovrai indossare per sempre strati di vestiti che ti fanno sentire al sicuro per nasconderti dalla vergogna e che al mare il costume troppo sottile, tu, non te lo puoi permettere.

Ma perché vivere così tormentate? Perche troppe poche donne si accettano così come sono?

Ci siamo fatte convincere troppo facilmente del fatto che per essere guardate, desiderate e ammirate non dobbiamo avere difetti fisici. Ma altrettanto facilmente abbiamo dimenticato che le nostre smagliature sono i segni della nostra vita, dell’amore, di quello che ci è capitato e ci ha fatto diventare quelle che siamo. Troppo spesso la donna con le smagliature sulla pancia dimentica che esse sono li a ricordarle che per nove mesi ha portato in grembo e protetto la propria creatura. Troppo spesso la giovane adolescente coi “salamotti” sulla pancia dimentica che è bella e accettata così com’è, con le proprie forme e che la vita è troppo emozionante per disperarsi sul proprio fisico.

Si, difficile crederci da quando Photoshop è diventato il pane quotidiano di troppe persone e tutte le campagne pubblicitarie rappresentano donne esageratamente perfette. Cammini per le vie della tua città e ogni angolo ti ricorda che “devi” essere così, come quella modella interamente photoshoppata su quel cartello pubblicitario.

Ma non è forse ora di dire basta a tutto ciò, a questa irrealtà? Diciamo basta ai media, al mondo dello spettacolo e soprattutto alla pubblicità che propongono modelli fisici difficili(ssimi) da raggiungere e che imputano il calo progressivo della soddisfazione delle donne per il proprio corpo. I modelli sui quali ci siamo soffermati fanno tendenza, si,  ma ci illuminano solo su un aspetto della nostra vita, quello più visibile e superficiale e io credo che la donna, nobile creatura, sia fatta anche d’altro, soprattutto d’altro. Prendiamo esempio da ciò che diceva il buon Oscar Wilde e facciamone tesoro: amare se stessi è l‘inizio di un idillio che dura una vita.

E tu, Renèe Zellweger, sei davvero diventata il prodotto della tua felicità o le tue guance un pò in carne ti avevano resa vittima di un sistema che ti ha impedito di accettarti?