È fine luglio e come l’estate richiede tra un tormentone latino-americano e una hit di Baby K, c’è anche la super web-hit “Verità per Bibbiano”, conosciuta anche nei più famosi remix “e allora Bibbiano?” e “parlateci di Bibbiano”. Hit scritte e dirette da Giorgia Meloni aka “non ho argomenti quindi cavalco quelli degli altri”, il super Matteo Salvini aka “muovi la mano in alto, solo il capitano rublo” e, infine, con la magistrale interpretazione di Mario Giordano nella soap «vogliono distruggere la cosa più importante, le famiglie! Lo volete capire?».

Tutto questo è la vicenda di marketing politico di Bibbiano, tema di cui già avevamo parlato tra le nostre righe di Idealmentre, ma che qui si proverà a trattare esclusivamente sotto l’aspetto comunicativo. Un aspetto significativo e che l’ha trasformato nel caso mediatico estivo. Un caso che ha completamente distolto l’attenzione da qualsiasi altra notizia (perlomeno, fino alla triste vicenda del carabiniere ucciso).

Bibbiano aveva raggiunto le prime pagine verso la fine di Giugno, in contemporanea ad altre due notizie che tenevano banco sul panorama informativo nazionale: i 49,00 milioni di euro derubati dalla Lega e i fondi russi.

LEGA LADRONA
Per chi non lo sapesse, circa un decennio fa la Lega si è intascata illegalmente 49 milioni di euro di fondi pubblici ai partiti. Dopo la vicenda dei diamanti della Tanzania, la Lega è tornata a derubare il popolo italiano. Soldi pubblici che, dopo due anni di indagini e di omertà salviniana, la magistratura non è riuscita a scovare. La Lega in ogni caso è stata condannata alla restituzione, ma da due anni continua a non farlo. Il tribunale di Genova, dopo anni di attesa è giunto al patteggiamento con i dirigenti leghisti: i giudici sono disposti ad accontentarsi di soli 18 milioni di euro pur di aver qualcosa restituito agli italiani. Questo ci insegna che rubare e aizzare il popolo contro gli ultimi è cosa buona e giusta: paga elettoralmente e si riesce pure a passare quasi incolumi davanti alla legge. Il tanto sbandierato giustizialismo preteso dai soliti fascisti va bene solo quando tocca gli altri, non sé stessi.

#RUSSIAGATE
Uscito a metà giugno riguarda la possibile ingerenza russa nella politica italiana tramite fondi illegali erogati alla Lega, ove Savoini, dirigente leghista, pare abbia fatto da intermediario con il governo russo. La Lega pare abbia ricevuto fondi pirata dal governo russo per sostenere costi di campagna elettorale e copertura superiori agli avversari. In cambio, la Lega avrebbe concesso interventi e acquisizioni nell’economia italiana ai russi. La Magistratura indaga sul caso da circa un anno e attualmente sta raccogliendo prove. Il caso è tornato alla ribalta dopo la pubblicazione da parte di Buzzfeed di intercettazioni ambientali.

LA STRATEGIA COMUNICATIVA
Di fronte alla difficoltà dei due casi la Lega nei consensi non stava calando e tuttora è stabile intorno al 30,00% circa, ma la dirigenza leghista e Salvini hanno comunque vissuto settimane di difficoltà poiché i media incalzavano con le domande e chiedevano quanto meno verità, insomma, stavano facendo il loro lavoro. Serviva qualcosa che distogliesse l’attenzione mediatica. Quale miglior espediente in tal senso di un caso concernente dei bambini e con al centro anche le case-famiglia e un sindaco del Pd? Nessuno.

La superiore capacità dei social media manager leghisti consiste, nella maggioranza dei casi, nell’individuare un tema con un gran potenziale di attenzione di massa e trasformarlo in una fake news. Nel caso di Bibbiano questo si è potuto vedere con alcuni fatti:
– È l’unico tema di cui si sta parlando;
– Le indagini sono in corso e le prove raccolte sono sufficienti a costruire dei capi di accusa, ma nulla di più
– Il sindaco del Pd non è coinvolto.
Queste tre informazioni sono state ribaltate in una verità diametralmente opposta. I media vogliono tenere nascosta la vicenda, il Pd è coinvolto nella tratta dei bambini e per questo non ci sono condannati. Una narrazione ben costruita e volta a far passare uno specifico messaggio: nelle vicende in cui è coinvolto il Pd i media si silenziano perché favoreggiano il Pd che è contro il popolo, popolo che ovviamente è rappresentato dalla Lega e dalle forze fascisti affini. È la solita narrazione, rodata, solida e fondata sulle realtà percepite del “noi contro di voi”.
La verità, però, è che come tutti i governi, anche quello giallo-verde ha messo i propri membri nelle dirigenze Rai, e che giornali come il Fatto Quotidiano, Libero e il Giornale siano politicamente schierati rispettivamente con il M5S e Lega /destre. Questo senza considerare Mediaset, notoriamente della famiglia Berlusconi. Di Bibbiano, da Mario Giordano, alle pagine dei vari leader delle forze di destra, sino alle pagine di satira politica del web, tutti ne parlano da circa tre settimane. La passerella elettorale di Salvini a Bibbiano, con frasi del tipo “giustizia e verità per i bambini”, “pene più severe per i colpevoli” è fatta proprio per mantenere l’attenzione alta e concentrata sul tema. Questo poiché da qualche giorno la satira, specie del web aveva iniziato una vera e propria campagna di informazione, iniziando a far sorgere qualche dubbio o comunque iniziando a sciogliere parte della confusione messa in piedi grazie ai meme. Paradossalmente questo è uno dei tanti casi in cui è la satira a raccontare la verità al posto dei media.

LA COMUNICAZIONE DELLE DESTRE
Generalmente è costruita intorno alla strumentalizzazione, alla semplificazione, alla dicotomia “noi contro loro” così da infondere confusione e inesattezze giocando su precise narrazioni che spingano la maggioranza popolare e media in una sola direzione: quella indicata dalla macchina del consenso leghista. È così che si costruisce una fake news.

Un altro caso in tal senso è quello, già citato, del carabiniere ucciso a Roma: nella narrazione di destra non è importante che un carabiniere sia morto tutelando la sicurezza pubblica con spirito di sacrificio che contraddistingue l’arma, ma chi fossero i colpevoli, con il dito subito puntato contro lo straniero, per poi essere smentiti e scoprire che fossero americani. Anche in questo caso era fondamentale aizzare l’odio di massa.

Chi mai potrebbe fare una cosa del genere? Una merda. Una merda senza argomenti, senza morale e senza onestà intellettuale, pubblicamente e politicamente irresponsabile, orientato alla smania di potere fine a sé stesso, costruito esclusivamente attorno alla comunicazione e non ai fatti. La verità è pericolosa e porta a doversi qualificare. Di solito dalla verità scappano i codardi, e di solito questi sono sempre neri o verdi, in termini di bandiera.