flag-1047969_640“Per me il terrorismo è eccitante. È eccitante. Penso che l’idea stessa di poter mettere una bomba in un mercato e uccidere centinaia di persone sia eccitante e stimolante e la vedo come una forma di spettacolo. Spettacolo, ecco cos’è!”.

Sono queste le parole con cui il comico statunitense George Carlin aprì un suo spettacolo negli ormai lontani anni novanta. Prima di commentarlo però ci terrei a riportare quale sia il vero compito del comico attraverso il pensiero di un altro grande comico, Ricky Gervais. “Il fatto è che le persone stupide trattano le battute sulle cose brutte con lo stesso timore e disgusto con cui le persone intelligenti trattalo le effettive cose brutte”.

Ritornando a Carlin, trovo che la sua sentenza sia di un’attualità feroce e preoccupante in questi giorni in cui abbiamo assistito ai fatti di Parigi e alla esplosione mediatica derivata. Tra gli hashtag e le foto della Tour Eiffel illuminata dei tre colori della bandiera francese, un ingente numero di persone hanno dato la loro opinione riguardo alla reazione che l’Occidente dovrebbe avere nei confronti dell’ISIS. Gli stati di morte e vendetta urlano tutta la rabbia europea e non si ha paura di inneggiare ad un’eventuale nuova guerra pur di distruggere il grande nemico islamico.
Una guerra, a mio modesto parere, desiderata da molti.index

Perché ci sono persone a cui la guerra, le morti, la cronaca nera piacciono da matti, e sfido chiunque di voi a dire che tra i vostri amici non ne avete uno così. La notte stessa dell’attentato a Parigi, moltissime persone hanno seguito i fatti in diretta con nell’animo la voglia di scoprire come sarebbe andato a finire piuttosto che con il ribrezzo o la vergogna. È ovvio che si tratta di persone che guerre non ne ha mai provate e che crede che il mondo fuori dalla sua porta sia pronto ad accoglierle come salvatori e paladini imbraccianti armi e fucili verso la gloria eterna. Sfortunatamente, le tre vite esistono solo nei vecchi videogiochi e non nella vita reale.

Un altro indizio di tutto ciò è l’immediato gran numero di notizie false che hanno seguito quelle dell’attentato.  Basta vedere gli idioti che ieri sera hanno pubblicato degli stati su Facebook inerenti alla scossa di terremoto in Piemonte pensando con eccitazione che si trattasse di un ordigno terroristico esploso.22579777907_a51b184601_b

A questo punto voi mi direte “Ma è tutta paura, la gente ha paura che la guerra arrivi anche qua”. Forse. O forse no. Come già detto prima, una buona branca di popolazione spera di ritrovarsi davanti alla loro becera e malformata idea di guerra. È uno show inaspettato, la possibilità di mostrare a tutti quanto si è diventati bravi con le armi dopo anni e anni di allenamento davanti alla PlayStation. È la stessa sensazione che si prova nel momento in cui fuori dalla finestra si sente lo schianto di due automobili, si ha quasi la certezza di vedere una scena di sangue ma una vocina nella testa ci spinge ad andare comunque a controllare con una nota vibrante di curiosa eccitazione nel petto. Inutile dire che un soggetto che in passato è stato vittima di un incidente non si sognerebbe mai di fare una cosa simile e rimarrebbe seduto dov’era mentre i brividi del ricordo gli farebbero tornare la paura.

Le immagini della guerra che abbiamo sono quelle dei film spesso idolatrati con i loro soldati eroici e muscolosi mentre le ultime vere testimonianze si stanno spegnendo negli ospizi.  Sono passati ben settant’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, e gli stolti hanno sempre più fame.