Amici tutti, finalmente ci si ritrova. La mancanza di ispirazione dovuta alla quasi conclusione del “Campionato della Sensibilità” che vede la Juventus aggiudicarsi (mancano ormai pochissimi punti) il 147° scudetto non ha avuto vita lunga, perché il bello del calcio italiano è che se non è il campo a far parlare di sé ci pensano le vicende che gli stanno attorno.

Anche se nessuno se ne è accorto infatti, dopo la sconfitta con la Svezia e la conseguente mancata qualificazione ai mondiali di Russia, il calcio italiano è di fatto sotto commissariamento e da quel giorno l’immobilismo è regnato sovrano. Anche la sostituzione del Commissario Tecnico, che dovrà succedere alla gestione di Giampiero Ventura, è rimasta (e lo è tuttora) sospesa per mesi, e dopo il rifiuto di Ancelotti sembra vicino l’arrivo di Roberto Mancini anche se gli eventi degli ultimi giorni potrebbero mandare nuovamente tutto all’aria.

Si perché in questi giorni si sta discutendo sulla candidatura del nuovo Presidente della Figc., un uomo che possa riprendere in mano una Federazione immobile e messa in ginocchio da interessi incrociati, e gestioni fallimentari. Era necessaria una ventata di aria nuova, un gesto che rendesse evidente la voglia di cambiamento, di rivoluzione, far vedere al mondo insomma che il calcio italiano reagiva con nuove idee e nuovi uomini competenti, ed ambiziosi.

Ed in linea con questi buoni propositi, le quattro componenti federali (Lega Dilettanti, Lega Pro, Aic e Aia) hanno scelto come candidato unico il nome di Giancarlo Abete. Se lo avete già sentito nominare, se vi sembra di averlo già visto alla guida del calcio italiano, sappiate che non avete esagerato con la grappa, non è una visione dovuta all’assunzione di funghi allucinogeni, e nemmeno un caso di omonimia.

A cambiare le sorti del nostro povero e rattoppato calcio, è stato proposto Giancarlo Abete l’uomo che è stato alla guida della Figc per 7 anni, dimessosi nel 2014 assieme a Cesare Prandelli all’indomani dell’eliminazione dai mondiali del Brasile.
La Lega dilettanti ha motivato con una nota la saggia scelta: “Giancarlo Abete è il candidato alla Presidenza Figc scelto da Lega Pro, Lnd, Aic, Aia. Sul nome di Abete c’è stata un’unanimità per la grande competenza, esperienza e la capacità dimostrata in passato di saper aggregare le componenti federali. L’auspicio di tutti i presenti è ora di poter avere al fianco nel progetto la Serie A, non coinvolta sinora in attesa della nuova governance, la Serie B e l’Aiac”.

Grande competenza, esperienza ed ottimi risultati (forse comparati con quelli di Tavecchio, i risultati di Abete diventano “ottimi”), queste sono le motivazioni, ma ancora più importante è da notare il fatto che in questa decisione non sia stata minimamente coinvolta la lega di Serie A e B. Infatti le tensioni non si son fatte attendere, soprattutto da parte del Coni con le dichiarazioni di Malagò non certo entusiastiche (Malagò ed Abete non godono nemmeno di ottimi rapporti tra loro).

E quindi mentre da una parte si sceglie di rispolverare il vecchio, perché quello che sarebbe dovuto essere “il nuovo” o ha fatto schifo, oppure non è ben visto politicamente, dall’altra si profilano scontri istituzionali praticamente su ogni questione, dalla scelta del Presidente Federale, all’introduzione delle Squadre B nei campionati minori (la lega di Serie B è già sugli scudi per quanto riguarda la proposta di Costacurta).
A pagare tanto saranno sempre gli appassionati, che con l’andare dei giorni diventano (giustamente) sempre meno, e che per la prossima stagione (come se non bastasse) rischiano pure di non sapere se e dove vedranno le partite trasmesse dalle tv a pagamento.

Si perché il contenzioso tra Sky e Mediapro continua senza esclusione di colpi, con il tribunale di Milano che ha dato ragione alla rete di Murdoch che chiedeva la sospensione d’urgenza del bando pubblicato dal colosso catalano. Nelle prossime settimane si vedrà quali saranno gli sviluppi e le relative conseguenze della vicenda, ma lo stato dell’arte al momento è questo e probabilmente sarà un’estate densa di avvenimenti.

Tanto noi ai Mondiali non ci andiamo quindi perché annoiarsi col calcio giocato?