calcio-divise-brutte-8(Attenzione! Articolo condito da fortissima dose di retorica! Astenersi cinici, realisti, proprietari di tv satellitari e presidenti di squadre di Serie A).

La scorsa domenica pomeriggio la Serie A ci ha riservato, su un turno che ne comprende complessivamente dieci, appena tre partite, tra le quali l’imperdibile big match Atalanta-Udinese 0-0, capace di fermare l’Italia e far nuovamente scoccare nello sportivo italiano l’attrazione verso il curling, come durante i bei tempi di Torino 2006.

La prossima domenica le cose non andranno meglio. Un solo incontro si salverà dagli anticipi del sabato, di mezzogiorno, dai posticipi dell’apericena, del dopo cena e della capatina dal porchettaro prima di andare a dormire: Juventus-Genoa, inizio ore 15.

E’ ufficiale: a noi appassionati di calcio hanno tolto anche quel poco che ci restava delle domeniche pomeriggio. Lo hai capito solo adesso?, mi rinfaccerà, giustamente, il lettore già allenato e sfiancato dal calcio-spezzatino tipico dell’era delle pay-tv. Non starò ad annoiarvi con la consumata ed inutile rievocazione della sacralità del giorno dedicato al pallone, di Tutto il calcio minuto per il minuto, del Ciotti-Carosio “Scusa Ameri” e del rito delle 18.15 di 90° minuto: ormai abbiamo perfettamente capito che è preistoria. Peggio: forse non è mai esistito, come il patto del Nazareno (secondo Renzi).roma_vs_Juve5

Preferisco farmi del male elencando quanto di altro ci è stato tolto in tutti questi anni. E che non ci verrà mai restituito.

1. Ci hanno tolto il rumore dell’accendino vicino al microfono di Brunone “ha il problema di girarsi” Pizzul, l’unico tra i telecronisti moderni che avrebbe meritato di commentare la vittoria a Berlino 2006, e lo hanno sostituito con l’ego smisurato di Fabione Caressa. Avviso ai giovani e rampanti giornalisti sportivi in carriera: una frase pronunciata in telecronaca come “ferita lacero-contusa all’arcata sopraccigliare sinistra” può essere premiata con la direzione di Sky Sport.

2. Ci hanno imposto l’allenatore fighetto, dotato di ‘phisique du role’, giovane e belloccio, attento al look e alla promozione di sé, social, vestito Armani anche nei campacci di Lega Pro e costantemente pettinato come nemmeno Panucci dopo gli tsunami. E ci hanno tolto Alberto ‘cazo’ Malesani. Cazo.

3. Sono riusciti a togliere di mezzo, accompagnandola placidamente verso il fallimento come il bambino che aiuta la vecchietta ad attraversare la strada, una squadra di Serie A a metà del campionato, minandone così la regolarità. Una roba mai successa nella storia del calcio. Ci hanno detto che non si poteva prevedere perché fino a qualche mese fa i controlli erano tutti a posto. Eccerto: e Pierluigi Pardo insegna ad Harvard. La verità è che alla guida di Federcalcio, Lega Serie A, New Team, o qualunque sia l’ente che abbia il compito di vigilare sulla regolarità delle gestioni delle squadre e guardare in faccia i proprietari per capire di fronte a che razza di personaggi abbiamo a che fare, solo una persona saprebbe svolgere degnamente il suo lavoro. Cesare Lombroso.252a602628efe1e2411db1553af829a0_08620_immagine_ts673_400

4. Ci hanno tolto, come rievoca una imperdibile pagina Facebook, la sobrietà ingenua delle divise anni Novanta. Simboleggiata dalla divisa color ‘carnevale di Rio’ del mitico portiere messicano Jorge Campos. E le hanno sostituite facendoci digerire prime, seconde e terze maglie improponibili, che nemmeno la mente di Pollock quando mangiava bagnacauda avrebbe osato immaginare. Andate a cercarvi su internet la terza maglia del Bastia o la seconda maglia del Porto di questa stagione e poi diteci se vale ancora la pena drogarvi (tacciamo, per amor di patria, su alcuni stuzzicanti esempi offertici dalle squadre italiane).

5. Ci toglieranno, presto, il Mondiale estivo. L’unica scusa decente che avevamo per chiedere un permesso di uscita anticipata sul posto di lavoro (per chi ce l’ha ancora), fare bagni di mezzanotte nelle fontane ed imbrattare i muri sotto l’occhio complice dei vigili (l’unico momento della loro vita in cui diventano simpatici), giustificare un esame della sessione estiva andato male, tentare di spiegare il fuorigioco a fidanzate e mogli e vedere dall’altra parte un briciolo di interesse. Succederà nel 2022, edizione dei Mondiali in Qatar, dove a causa delle temperature proibitive del paese asiatico durante la tradizionale ‘finestra’ estiva (e pensarci prima, no?), il torneo verrà disputato tra novembre-dicembre. In tempo per fare i caroselli prima del cenone di Natale e celebrare il passaggio del girone a palle di neve.459079854-113-k8QF-U901052326620gEI-620x349@Gazzetta-Web_articolo

6. Ci hanno tolto il gusto di pigliare per il culo i calciatori che non sanno parlare l’italiano. Un congiuntivo sbagliato di Vieri o Cassano ci faceva sentire superiori, dei fighi. Meglio: degli intellettuali. Poi sono esplosi i social network, e abbiamo scoperto che in molti erano pronti a far loro compagnia.

7. Ci hanno tolto il bomber e i gol di prepotenza nel fango. Ce lo hanno sostituito con i colpetti di tacco del falso nueve e la sua maglietta sempre stirata. Capito perché accusano il maschio moderno di essere metrosexual?

8. Scommesse, giocatori sopravvalutati, procuratori mafiosi, social network, bilanci drogati, fallimenti, plusvalenze, giornate-spezzatino, violenza, stadi vuoti, dirigenti federali che badano solo ai loro interessi, banner pubblicitari che coprono lo schermo, simulazioni, doping, infortuni horror, impianti di gioco che diventano centri commerciali, emiri e spese folli, fallo sistematico, telecronisti faziosi, battaglie per i diritti tv, processi infiniti, allenatori presuntuosi, esoneri in serie. Forse a noi appassionati di calcio hanno tolto una cosa sola, in fondo.

Il calcio.