Questa cerimonia degli Oscar passerà alla storia come una delle più discusse: tra presentatori che vengono licenziati e categorie inizialmente escluse dalla diretta, anche quest’anno le polemiche non sono mancate. Ma, dopotutto se non ci fossero polemiche non sarebbero gli Oscar. Se non altro in questa edizione non si può tirare in ballo la questione razziale che viene fuori regolarmente ogni tot anni: tra i 5 registi nominati solo uno è sia bianco che americano.
Ma veniamo ai nostri vincitori. Ricordiamo che, come ogni anno, non si tratta di pronostici, ma di chi secondo il nostro insindacabile e non politicizzato giudizio meriterebbe vincere la statuetta.

Miglior Film: ROMA
Quest’anno la categoria più importante è decisamente la meno interessante. Tra le dieci pellicole in gara non ve ne sono molte che spiccano e che lasciano un segno profondo nell’animo dello spettatore. Anzi, alcune come “Black Panther”, non dovrebbero nemmeno essere in questa lista. “Roma”, di Alfonso Cuaròn è sicuramente il film più bello in gara, anche se si tratta di una pellicola in bianco e nero, recitata in spagnolo, senza attori famosi, che racconta del Messico, uscita praticamente solo in televisione e distribuita su Netflix. Insomma, i presupposti per vincere un Oscar non ci sono. Ma a noi non interessa la politica, a noi interessa il cinema ed è per questo motivo che secondo noi “Roma” dovrebbe salire sul palco.

Miglior Regia: ADAM McKAY (VICE – l’uomo nell’ombra)
Tutti i 5 registi hanno fatto un ottimo lavoro e meritano le nomination. Sarebbe bello vedere trionfare il greco Lanthimos, ma a mio avviso “La favorita” non è il suo miglior film e lo stesso discorso vale per gli altri filmmakers in gara. Se c’è un lavoro che merita di essere premiato più degli altri secondo me è quello di Adam McKay. Il modo e lo stile rocambolesco con cui ha raccontato un’importante pagina di storia americana (e non) è magistrale.

Miglior attore protagonista: RAMI MALEK (BOHEMIAN RHAPSODY)
Quest’anno la categoria miglior attore non offre grandi interpretazioni degne di nota. Bradley Cooper e Viggo Motensen hanno fatto di meglio nella loro carriera, mentre il Van Gogh di Willem Defoe viene offuscato da un film non totalmente riuscito. La vera sfida è sicuramente quella tra Rami Malek e Christian Bale. E’ moto probabile che lo vinca quest’ultimo, ma noi lo assegnamo al nostro caro Mr.Robot perchè, pur essendo “Bohemian Rapsody” un classico biopic hollywoodiano che non aggiunge nulla di nuovo alla storia del cinema, la trasformazione di Malek in Freddie Mercury è indubbiamente il frutto di un grandissimo e impegnativo lavoro.

Miglior attrice protagonista: OLVIA COLMAN (LA FAVORITA)
Se gli uomini non hanno regalato interpretazioni memorabili, nella categoria miglior attrice invece possiamo trovare prove di altissimo livello. Nonostante abbia il sentore che vincerà Lady Gaga, noi premiamo Olivia Colman: riesce a capitanare perfettamente tutto il cast femminile de “La Favorita”, senza sfigurare vicino alle due colleghe più famose, e riuscendo a dare il giusto spessore al personaggio più difficile del film.

Miglior attore non protagonista: ADAM DRIVER (BLACKkKLANSMAN)
Anche nella categoria non protagonisti gli uomini sono un po’ sottotono. Tra i 5 nominati premierei Adam Driver. Per assurdo il suo personaggio più conosciuto (il Kylo Ren di Star Wars) è il meno riuscito. Ogni volta che abbassa la spada laser e toglie l’elmo regala interpretazioni notevoli. Lo avevamo già notato in “Silence” di Scorsese e nel “BlacKKKlansman” di Spike Lee conferma questa teoria.

Miglior attrice non protagonista: MARINA DE TAVIRA (ROMA)
Ancora una volta sono le donne a rappresentare i massimi livelli di recitazione quest’anno e la categoria attrice non protagonista è sicuramente una delle più combattute e interessanti. Il livello di difficoltà aumenta ancora di più se consideriamo che in gara vi sono sia Emma Stone che Amy Adams, due attrici di cui sono follemente innamorato. Entrambe hanno regalato interpretazioni superlative, specialmente la Stone (il suo personaggio è sicuramente quello più interessante nel film “La Favorita”), ma vorrei premiare un’attrice meno mainstream: Marina de Tavira, perchè la sua performance in “Roma” nei panni della madre e moglie abbandonata è uno dei punti forti del film.

Miglior sceneggiatura originale: PETER FARRLEY (GREEN BOOK)
“Green Book” non è uno di quei film che cambierà la storia del cinema ed è anche una pellicola che, dato il tema, è ricca di clichè hollywoodiani. Ma è anche un film piacevole da vedere, un’opera semplice, leggera e che ti mette di buon umore. Spesso ce ne dimentichiamo, ma il cinema può anche essere qualcosa che ti permetta di trascorrere una piacevole serata.

Miglior sceneggiatura non originale: JOEL E ETHAN COEN (LA BALLATA DI BUSTER SCRUGGS)
Quando si parla di sceneggiatura i fratelli Coen sono (quasi) sempre una garanzia e con “La ballata di Buster Scruggs” sono riusciti a raccontare in un unico film sei storie molto diverse, ma perfettamente in linea con il grande cinema western. Anche in questo caso entra in gioco il fattore Netflix. Sarà interessante vedere come si comporterà l’Academy davanti a tutte queste nomination per il colosso dello streaming.

Miglior Fotografia: ALFONSO CUARON (ROMA)
Stupisce che “La ballata di Buster Scruggs” non abbia ricevuto una nomination per la miglior fotografia. Ma poco importa in realtà, perché la fotografia di “Roma”, firmata dallo stesso regista Cuaròn è pazzesca. Un capolavoro del bianco e nero, uno spettacolo per gli occhi. Cuaròn ha già vinto un Oscar per la regia e uno per il montaggio. Aggiungiamoci anche questo.

Miglior Montaggio: HANK ORWIN (VICE – L’uomo nell’ombra)
Come già fece ne “La grande Scommessa”, Hank Orwin riesce a rendere avvincente e incalzante una storia complessa e potenzialmente molto lenta. Chapeu

Miglior canzone: LADY GAGA – SHALLOW (A STAR IS BORN)
Nonostante tra i nominati vi sia “When a Cowboy Trades His Spurs for Wings” (da “La ballata di Buser Scruggs”), devo dire che “Shallow” è una delle cose che più ti rimane impressa dopo la visione di “A star is born”. Non credo che guarderò mai una seconda volta il film diretto e interpretato da Bradly Cooper, ma ammetto di aver ascoltatoi brani di Lady Gaga parecchie volte nelle ultime settimane.

Parole a caso: Questa edizione degli Oscar delude parecchio in fatto di nomination. Non solo è poco combattuta nella maggior parte delle categorie, ma come già detto, nessuno (forse solo Roma) può essere considerato un gran film, una di quelle pellicole che lasceranno un segno indelebile nella storia. A mio avviso l’ultima edizione degli Oscar degna di nota fu quella del 2013 (e in parte anche quella del 2016). Forse è veramente arrivato il momento di rivoluzionare l’evento, non tanto nella forma (come non avere un presentatore o premiare alcune categorie fuori dalla diretta), ma nella sostanza, ossia rivedere le regole di selezione e le tipologie di film. Per questo motivo probabilmente l’aspetto più interessante della serata sarà vedere come si comporterà l’Academy nei confronti di Netflix, perché forse è il momento che Hollywood prenda atto che il cinema non si fa solo più a Hollywood.