127256860_Farage_410438bA poche ore dalla fine degli scrutini nel Regno Unito il vero protagonista di queste elezioni europee e amministrative britanniche è certamente Nigel Farage, leader dell’ UKIP, il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito.

Qualche giorno fa numerosi sondaggi attribuivano al partito un possibile 27% dei voti. Ma Farage ha stupito tutti, aggiudicandosi quasi il 30% dei consensi e divenendo così il primo partito in UK con ben 24 eurodeputati da portare a Strasburgo.

Nigel Farage è nato nel 1964 e ha contribuito a fondare l’UKIP nel 1993, dopo aver abbandonato il Partito Conservatore per protesta – già allora euroscettico- in seguito alla firma del Trattato di Maastricht. 

Da molti considerato un partito razzista, l’UKIP ha tuttavia raccolto negli anni consensi crescenti sia nelle elezioni europee che in quelle amministrative.

Il segreto di tanto successo è da ricercare nello slogan “Nigel Farage ridarà voce alla Gran Bretagna” che racchiude la forza di una campagna politica molto aggressiva, che non risparmia davvero nessuno. L’UKIP se la prende con tutti: nei manifesti elettorali molti sono i riferimenti ai danni economici causati dall’UE, accusata di dettare ben il 75% delle leggi in vigore nel Regno Unito, e di impoverire il paese con spese inutili. Chiari sono inoltre i riferimenti all’immigrazione proveniente soprattutto dall’est Europa. La campagna sottolinea in più occasioni come la presenza di manodopera straniera a basso costo penalizzi fortemente i lavoratori britannici e come l’elevato numero di disoccupati  all’interno dell’Unione Europea rappresenti una minaccia per il mondo del lavoro inglese.

Ad un anno dalle elezioni generali del 2015 il Regno Unito si trova davanti ad una scelta fondamentale: restare all’interno dell’Unione Europea o uscirne definitivamente ma il messaggio di queste elezioni è stato chiaro, l’Europa qui proprio non la vogliono.