“Hanno solo ucciso un extracomunitario”.
Sono parole che non riesco a togliermi dalla testa. Parole che, quando le ho lette sulla pagina di Repubblica, non pensavo potessero essere vere.
Parole pronunciate da uno dei familiari dei quattro uomini, o meglio dei quattro scarti della società, arrestati per aver ucciso a suon di botte Willy, un ragazzo di 21 anni che stava cercando di sedare una rissa.

Hanno solo ucciso un extracomunitario.
A guardare le foto pubblicate sui loro profili gli assassini sembrano dei tamarri usciti da Suburra , tatuati e “atleti” (se così possiamo definirli) di MMA. La gogna mediatica ha già identificato in questi due aspetti i motivi della loro violenza. Facile, troppo facile, magari fosse quello il problema.

Hanno solo ucciso un extracomunitario.
La morte di Willy é il risultato di una situazione che noi abbiamo voluto, cercato e creato.
Mettiamoci l’anima in pace: la violenza non sarà mai sconfitta. Esiste da sempre ed é intrinseca nell’animo umano. Sperare di eliminarla é pura utopia.
Il problema, tuttavia, sorge nel momento in cui la violenza viene legittimata da noi e, soprattutto, dalle istituzioni.

Viene legittimata sui social network dove ognuno puó esprimere liberamente la propria frustrazione, anche a costo di insultare, diffamare, e augurare le peggio cose al prossimo, sicuro di non subire alcuna ripercussione.
Viene legittimata ogni giorno nei salotti televisivi e sui palchi della politica da parlamentari e da uomini e donne che ricoprono cariche istituzionali, da leader di determinati partiti che costruiscono il loro successo seminando odio e violenza nelle persone.
Ecco, forse, piuttosto che fare partire un inutile shitstorm social e mediatico verso quegli assassini che hanno preso a calci e pugni Willy sarebbe forse ora di punire preventivamente i possibili atti di violenza.
Se apri il tuo account Facebook e in un commento auguri ad una donna di venire stuprata, a un migrante di morire in mare, a un ebreo di finire in un lager, o auguri morte e sofferenza al prossimo, oppure se fai propaganda elettorale incitando all’odio, allora forse é giusto che ti faccia carico di qualche decina di migliaia di euro di sanzione e perché no, magari anche una bella vacanza dietro le sbarre.

Qualcuno potrebbe obiettare che una punizione preventiva per dei commenti sui social sarebbe troppo severa poiché, in fondo, sono solo parole. No, non sono solo parole. E anzi, è qualcosa su cui siamo già passati, quasi un secolo fa, quando un tizio con i baffetti e un pagliaccio tracagnotto si sporgevano dai balconi pronunciando quelle stesse frasi. E da quelle parole, in pochissimo tempo, si passó poi ai fatti, sotto l’indifferenza e il consenso dei più.
Sarebbe bene non dimenticarlo.

“Hanno solo ucciso un extracomunitario” é la frase che viene detta oggi.
“Hanno solo ucciso un drogato” si diceva quando venne assassinato Cucchi.
“Hanno solo pestato a sangue delle zecche comuniste” si disse quando ci fu il blitz alla Diaz.
“Hanno solo ammazzato l’ennesima troia” si sente pronunciare dopo l’ennesimo caso di femminicidio.
Cosa diremo, o meglio cosa direte domani, quando ammazzeranno vostro figlio, vostra moglie, vostra sorella, vostro padre solo perché si sono trovati nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, davanti a delle persone di merda?

Hanno solo ucciso un extracomunitario.
Willy non era “solo” un extracomunitario, Willy era un ragazzo di 21 anni con ancora tutta la vita davanti che é stato massacrato di botte per venti minuti.
E lo abbiamo ammazzato noi. O meglio, lo avete ammazzato voi che sostenete, fomentate e legittimate ogni giorno la violenza e la discriminazione verso qualsiasi essere umano.

C’é chi ipotizza che quei quattro criminali fossero vicini all’ambiente dell’estrema destra e chi, invece, lo nega.
Onestamente il loro orientamento politico non mi interessa, sono uomini di merda indipendentemente da esso. Anche se la frase “Hanno solo ucciso un extracomunitario” e i commenti che si leggono sui social del tipo “avete tolto di mezzo uno scimpanzé” sono concetti più che suffienti per catalogare politicamente e culturalmente i loro seguaci e i loro difensori.

Hanno solo ucciso un extracomunitario.
Il problema non sono i tatuaggi, il problema non é l’MMA, il problema non é la spettacolarizzazione del crimine in Suburra.
Il vero problema, in Italia e nel mondo sono i neri.
E per neri, intendo i fascisti.