Per la serie “I ban utili di Facebook”, parliamo di Sio, un fumettista con la passione per il nonsense e i cani magici. Una delle sue strisce è stata bannata da Facebook perché a quanto pare “non rispettava gli standard della community e incitava all’odio”. E qui ci sono due punti su cui mi vorrei soffermare.

Punto uno: la striscia in sé e per sé. In pratica Sio ha disegnato un tizio bianco che investe un tizio non bianco, si preoccupa, controlla il suo portafoglio e dopo aver scoperto che non è italiano se ne va sollevato. Beh, la striscia non piace a Facebook che la banna, ci ripensa, la sbanna, ci ri-ripensa e la banna definitivamente. La cosa più assurda però è che poche ore dopo Sio la ri-posta (potete trovarla sulla pagina “Scottecs”) cambiando un dettaglio: nel portafoglio c’è scritto “tranqui ero un robot pieno di succo di pomodoro”.

Quindi i robot si possono investire e fa ridere, i non italiani no perché andiamo a toccare tasti dolenti. Tuttavia Facebook non banna a caso: qualche impegnatissimo utente deve aver segnalato la cosa. E passiamo al punto due.

Punto due: i commenti. Siamo alle solite, se sei un fumettista devi fare il fumettista. Stessa polemica fatta per Chef Rubio, che in quanto cuoco deve fare il cuoco e basta. Secondo centinaia di persone chiunque abbia un minimo di seguito non può permettersi di avere idee proprie. Se vuoi esprimere un pensiero devi essere un politico (ma non tutti i politici, non ho ancora ben capito con quale criterio si decida) oppure un signor Nessuno, perché i signori Nessuno possono farlo.

Ecco, questo è un problema enorme in Italia e nello specifico nell’Italia dei social: tutto, ogni commento, ogni parola, ogni sillaba viene politicizzata. Sì, certo che questa striscia di Sio era politicosa, certo che non ha scelto colori e parole a caso. Ma qui siamo ad un estremo. Ci siamo resi conto che la politica permea ogni aspetto delle nostre vite e abbiamo ribaltato la situazione, per cui uno non può neanche più esprimere un’opinione o prenderne in giro un altra senza essere catalogato come fascista o comunista (anacronisticamente, tra l’altro).

Sio è un fumettista e disegna strisce che fanno ridere. È anche attivo su altri livelli: si interessa a questioni come quella dell’immigrazione e quella lgbtqi+. È un tipo impegnato, insomma. Non basteranno un ban e un paio di commenti a fermarlo. E io continuerò a ridere alle sue battute senza senso, continuerò a condividere i video del dottor Culocane, ma soprattutto continuerò a credere che la satira è davvero buona solo se dà fastidio.

E quella di Sio ne dà parecchio.