3674434567_efac4dced2_oTraduzione italiana dell’editoriale del New York Times del 4 dicembre 2015

Tutte le persone perbene provano pena e giusta collera pensando all’ultima strage di innocenti, in California. Le forze dell’ordine e le agenzie di spionaggio stanno cercando un movente e soprattutto indagano su come gli assassini possano essere legati al terrorismo internazionale. Tutto ciò è giusto e appropriato.

Ma le motivazioni non importano ai morti in California, né importavano in Colorado, Oregon, South Carolina, Virginia, Connecticut e negli altri troppi posti. L’attenzione e rabbia degli americani dovrebbero essere rivolte anche ai leader eletti: il loro lavoro è quello di proteggerci, ma mettono al primo posto il denaro e il potere politico di un’industria dedicata al profitto derivante da una diffusione senza restrizioni di armi da fuoco sempre più potenti.566918325_77d6e9d752_o

È un oltraggio morale e una disgrazia nazionale che i civili possano legalmente acquistare armi progettate espressamente per uccidere persone con velocità ed efficienza brutali. Queste sono armi da guerra, modificate appena e deliberatamente vendute come strumenti per una coraggiosa vigilanza o addirittura un’insurrezione. I leader eletti d’America offrono preghiere per le vittime delle pistole e poi, senza pietà né paura di conseguenze, rifiutano le più basilari restrizioni sulle armi di uccisione di massa, come hanno fatto giovedì. Ci distraggono con controversie sulla parola terrorismo. Siamo sinceri: queste follie omicide sono tutte, a modo loro, atti di terrorismo.2676866737_1f173f1663_b

Gli oppositori al controllo delle armi dicono, come fanno dopo ogni omicidio, che nessuna legge può infallibilmente anticipare uno specifico criminale. Questo è vero. Parlano, molti in modo sincero, delle contestazioni costituzionali riguardo l’effettiva regolazione delle armi. Queste contestazioni esistono. Fanno notare che alcuni assassini riescono ad avere armi illegalmente in Paesi come Francia, Inghilterra e Norvegia, che hanno leggi più rigide sugli armamenti.

Almeno questi Paesi ci provano. Gli Stati Uniti no. Peggio, i politici incoraggiano i futuri assassini creando un mercato di armi, e i votanti permettono a questi politici di proseguire nelle loro imprese. Non bisogna cercare di fermare l’aumento delle armi da fuoco, bisogna ridurre drasticamente il loro numero – eliminando alcune ampie categorie di armi e munizioni.

Non è necessario preoccuparsi della peculiare enunciazione del Secondo Emendamento*. Nessun diritto è illimitato ed immune ad una ragionevole regolazione.640px-Houston_Gun_Show_at_the_George_R._Brown_Convention_Center

Di certi tipi di arma (come la carabina da combattimento leggermente modificata usata in California) e munizioni deve essere bandita la proprietà civile. È possibile determinare queste armi in modo chiaro ed efficace e, sì, ciò richiederebbe agli americani che possiedono tali armi di consegnarle per il bene dei propri concittadini.

Quale momento migliore se non durante un’elezione presidenziale per mostrare, alla fine, che la nostra Nazione ha conservato il suo senso di decenza?

*Secondo Emendamento – Diritto di portare armi.
Essendo necessaria per la sicurezza di uno Stato libero una Milizia ben regolamentata, il diritto dei cittadini di possedere e portare armi non può essere violato.

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(Traduzione di Francesca Penoncelli)