quo_vado6_jpg_1003x0_crop_q85-701x467Se vado a vedere una commedia è perché voglio ridere. Se riesci a produrne una senza usare tette, culi e volgarità varie, è perché vuoi far ridere davvero, o almeno ci provi. E, se ci riesci, sei bravo, almeno un po’. Se poi vuoi provare a lasciare un messaggio, anche piccolo, più o meno amaro, è una dura sfida, ma buon per te se hai il coraggio di tentarla. “Quo Vado?” è un bel film, leggero e divertente. Non ha la presunzione di insegnarti come si sta al mondo (quello lo sappiamo benissimo da soli, e lo facciamo piuttosto male, ndr.), ma di strapparti un sorriso, quello sì. Checco Zalone ci è riuscito e bisogna dargliene merito. A me, di quanto abbia o meno incassato, frega poco. Il biglietto l’ho pagato volentieri. E Star Wars non è il mio genere, quindi per me la competizione nemmeno esiste. Non leggeteci complotti alla cultura, se sono millenni che non sfogliate neanche più Topolino. Smettetela di trovare sempre qualcosa da ridire, ma da ridere, quello sì. (Michela Formicola)Checco_Zalone

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TUTTO IL RESTO E’ INTRATTENIMENTO – In questi giorni io mi sono lanciato in un’altra riflessione, che poi è la stessa che faccio da quando ad incassare erano i cinepanettoni di Boldi e De Sica. Zalone non è un artista e non lo sarà mai, i suoi film sono la morte del linguaggio cinematografico e nonostante abbia tutto questo successo rimarrà per sempre lontano migliaia di anni luce dai vari Troisi, Benigni, Chaplin e compagnia. Ma il fatto è che Zalone non pretende di essere un artista, così come i cinepanettoni non pretendono di essere film d’autore. Entrambi i prodotti (seppur diversi perché Zalone a differenza di Neri Parenti propone una comicità leggera, sana, non volgare e intelligente) sono fatti solo ed esclusivamente per sfondare il box office. E questo va benissimo. 12482921_735224286577539_19252553_o

Il cinema d’autore non ha mai incassato e mai incasserà, portare i soldi è compito dei film commerciali. Se si guardano i grandi incassi del cinema americano i titoli che spiccano sono Avatar, the Avengers e Pirati dei Caraibi. Dov’è la differenza? Loro hanno le esplosioni e gli omini blu, noi le tette e le scorregge (che fortunatamente Zalone ha rimosso). Per il resto è tutto uguale: intrattenimento puro fine a sé stesso. quo-vado-il-nuovo-film-di-checco-zalone_533947

La differenza è che negli USA parte degli introiti dei film commerciali vengono utilizzati per finanziare i film d’autore, spesso di registi esordienti. Qui non succede. Sono contentissimo che Checco Zalone incassi soldi a palate, ma vorrei che la Medusa Film, che ha prodotto “Quo vado?” (o DeLaurentis che in vent’anni di  cinepanettoni ignoranti di soldi ne ha fatti) sganciasse un paio di milioni a qualche aspirante regista esordiente, perché in Italia di gente in gamba ce n’è davvero un sacco. Se si va a spulciare nel circuito indipendente ci sono dei veri e propri capolavori che nessuno prende in considerazione per il semplice fatto che non vengono distribuiti e neanche pubblicizzati nei grandi cinema. Il problema è che qui, purtroppo, i soldi te li danno solo se sei un comico o se sei Sorrentino. Quindi: avete fatto bene a pagare il biglietto per Checco Zalone. Anche se Star Wars è una religione. (Massimiliano Manzo)