le-bufale-di-internet-820751Nell’ultimo mese e mezzo si è finalmente iniziato a parlare in maniere importante di notizie false, più comunemente chiamate bufale. Non voglio fare una crociata contro il termine “bufala” ma sarebbe ora di cambiare nome. Bufala è un termine simpatico, ci ricorda un bovino o ancor meglio una mozzarella che il Mondo ci invidia. Le notizie false invece sono un problema. Grosso. Sono un problema per la diffusione della notizia in sé che, essendo falsa, dà il via ad un effetto a catena possibilmente dannoso. Sono un problema anche per la “verità” in senso stretto e le conseguenze ci toccano più di quel che si pensa.

Faccio un esempio pratico: pizzagate. Di nuovo, nome simpatico ma storia molto meno divertente. Domenica 4 dicembre, Edgar Welch di 28 anni entra in una pizzeria a Washington D.C. e fa fuoco sui presenti. Il gesto di un pazzo? No. L’uomo stava “indagando” in via personale su un presunto giro di pedofili e bambini abusati. Facciamo un breve passo indietro. Durante la campagna elettorale Usa – campagna nella quale le fake-news hanno regnato sovrane – Wikileaks pubblica delle email di John Podesta, presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton. Nelle email ci sono delle conversazioni tra Podesta e il titolare della pizzeria “Comet Ping Pong per una raccolta fondi. Beppe_Grillo_1

In alcuni forum – nello specifico 4Chan e Reddit, che diventano sempre i parafulmini delle responsabilità – viene fatto circolare la voce che sia anche il luogo in cui i Democratici compiono abusi su bambini. Attenzione, non viene spiegato, non viene provato, non viene nemmeno descritto bene. Un utente anonimo scrive solamente che in quel posto i Democratici abusano di minori. Tanto basta perché si metta in moto il meccanismo malsano e complottista del web. Si cercano prove (e se ne fabbricano apposite), si “indaga” da casa, si inventa all’occasione. Vengono coinvolti altri esercizi commerciali delle vicinanze. La notizia si ingigantisce e viene “ripresa” da finti siti di news vere, dai social generalisti e anche dai collaboratori di Trump e data per certa. 12346572_10208228199931848_4871356418136753704_n(1)

Una domenica di inizio Dicembre, Edgar Welch chiede alla polizia di intervenire ma, sentendosi rifiutare l’intervento, decide di pensarci da solo. Ovviamente non finisce qua. Se nei giorni successivi i media perdono interesse, non le persone che a quella storia strampalata credono ancora. La pizzeria, insieme al supermercato di fronte e a tutti i lavoratori dei due esercizi commerciali, vengono presi di mira da minacce di morte, lettere, atti intimidatori. Tutta questa storia prende il nome di pizzagate. Nessun sito che ha condiviso in parte o totalmente la notizia ha dovuto rispondere di qualcosa. Nei “giorni caldi” hanno avuto un incremento del traffico internet del 30%. E se maggior traffico porta maggior guadagno, perché non dovrebbero rifarlo la prossima volta?Tribute_to_Adam_Kadmon_(handmade_portrait)

Attenzione, la scusa che “succede solo in America” non funziona. Perché se è pur vero che da noi, per il momento, nessuno spara sulla folla, il trattamento ( diffusione=guadagno e  totale impunità) delle notizie di uguale natura  è il medesimo. E non dimentichiamo mai che prima di arrivare ad uccidere, si inizia con lo scrivere commenti d’odio e di falsità sui social. Andate a vedervi le pagine di Paolo Attivissimo o David Puente, autori del bel reportage sul business delle bufale. Nei giorni successivi alla pubblicazione hanno subito un “linciaggio social” d’altri tempi con insulti e minacce a loro e alla loro famiglia. La loro unica colpa è di aver fatto del buon giornalismo. Quasi d’altri tempi.

La polemica è montata anche a causa del coinvolgimento a latere di “siti di informazione” alternativi legati indirettamente al Movimento 5 Stelle. Movimento nato da internet che però spesso e volentieri sembra non sapere come funzioni il web. In realtà lo sa eccome, lo dimostrano i soldi incamerati dalle pubblicità, ma ha uno zoccolo duro di seguaci che gli donano una perpetua verginità e sono pronti ad attaccare con ogni mezzo chi critica o peggio dimostra.welcome-to-the-alt-right-ill-be-your-guide-thank-3442605

Succede così che il blog stesso di Beppe Grillo, primo organo del movimento, pubblichi un articolo di Politico – importante e serissimo sito di politica – cambiandone totalmente il senso. La cosa incredibile è che all’interno dell’articolo sul blog c’è il link alla fonte ma, nonostante questo, i militanti non han detto nulla. Anzi, han detto peste e corna a chi lo ha fatto notare. Ne segue che quando pochi giorni prima lo stesso blog si era scagliato contro i giornali (ad eccezione del Fatto Quotidiano) e i telegiornali italiani, rei di mistificare la verità dei fatti, sia stato lecito chiedere una giuria pubblica che decidesse cosa fosse vero e cosa no. Ecco, nemmeno in America ci erano arrivati nonostante Trump.

Avvilente che il solo Enrico Mentana, direttore del tg di La7 e giornalista molto attivo su Facebook, abbia trattato il caso con forza e vigore portando Grillo a ritrattare, almeno per il suo tg. Tutti gli altri muti e rassegnati. Oppure con il codone di paglia, cosa anche peggiore.cane

Perchè “abbellire” la notizia è prassi comune. Lo ha fatto addirittura la CNN recentemente, parlando degli hacker russi ha mostrato un video di gameplay di un videogioco (Fallout 4), con esiti ovviamente risibili. Lo fanno quotidianamente decine di siti con notizie su salute, politica e società. Tutto questo però porta a chiedersi dov’è la verità, quale giornalista sta dicendo il vero e quale sta cercando dei click facili. Addirittura sta portando a chiedersi se chi scrive sia un giornalista.

Io non lo sono, ve lo dico subito. Questo è un blog nel quale cerco di raccontare la mia visione di alcune cose nel modo più semplice possibile. Però ci tengo a precisare che nel mio piccolo faccio ricerche, scrivo su cose che posso dimostrare. Se di una cosa non sono sicuro, la taglio. Lo stesso posso dire per i miei “colleghi”. Quest’anno ci siamo prefissati come obbiettivo di portare avanti il tema dalla post-verità e lo faremo dedicando il tempo che avremo e nel modo migliore di cui saremo capaci. Spero di riuscirci, spero di intrattenervi per qualche minuto a settimana e spero che voi, nel caso troviate interessante i nostri contenuti, ci aiuterete con qualche condivisione. Lo fate per le foto dei gatti, potete farlo anche per noi.

Un abbraccio,

Adam Kad…