Io e la scienza non andiamo d’accordo. Al liceo le materie in cui andavo peggio erano chimica e fisica: un paradosso, visto che era uno scientifico. L’unico argomento che conosco bene è il grafene (potrei parlarne per ore), ma non mi spingo oltre.
C’è una ragazza, una tale Greta Thunberg, che ne sa molto più di me in quanto a scienza. Ha solo 16 anni ma è riuscita in un impresa unica: ha fatto capire a migliaia di persone l’importanza di una nuova politica ambientale. Il pianeta su cui viviamo sta morendo, questo si sa da tempo, ma dove gli scienziati hanno fallito è arrivata Greta a portare la triste novella.
No, non vi sto raccontando tutto questo per farvi partecipare allo sciopero di domani. Ve lo dico perché il pianeta potrebbe non arrivare ai nostri nipoti e vedo persone che non prendono sul serio il problema ambientale. Anzi, per loro proprio il problema non sussiste. Però poi sono convinti sostenitori delle scie chimiche.
Greta, grazie per la fatica e l’impegno che stai mettendo per difenderci. Perché non c’è neanche da discutere, se la Terra muore non ci sarà guerra, religione, politica o famiglia che tenga, moriamo anche noi. Ma proprio tutti. Perciò se volete mettere in discussione l’autorità della scienza leggetevi prima il paradosso della tolleranza di Popper. Poi, se ancora non avrete capito, tacete: possiamo discutere quanto volete di complotti e alieni, ma non possiamo permetterci di perdere altro tempo. La scienza non è democratica e visto che ci troviamo in serio pericolo una dittatura tipo antica Roma mi sembra la cosa più saggia.
Un’ultima cosa: se domani non avete voglia di andare a lavoro, credo che lo sciopero sia una buona scusa per tagliare. E tra l’altro è davvero uno sciopero che unisce tutti; dopotutto viviamo ancora tutti sulla Terra, no?