Ci stiamo rincoglionendo.

Ok, inizio un po’ brusco, proviamo a ragionarci. Nell’ultimo periodo sono capitate delle cose che mi han fatto pensare (male) delle persone. Nonostante la mia attitudine naturale a questo tipo di pensieri, il tutto è nato per via di  un amico che mi ha invitato a farmi un giro su un paio di pagine di Facebook di mamme incinte o con bimbi appena nati. Parlare di neomamme è difficile per due motivi: non ho figli e quindi qualunque cosa io dica verrà considerata spazzatura da loro e ho alcune amiche neomamme che spero sempre non si offendano quando critico la categoria di cui fan parte ma non ne sono “esponenti”.

Ho seguito un paio di pagine – per privacy non rivelo il nome ma non sono quelle famose di cui si leggono i meme del Signor Distruggere – per qualche giorno e ne sono uscito distrutto. Tralasciamo le richieste di aiuto per stupidaggini, tralasciamo gli insulti ai medici che non fanno quello che loro vogliono, tralasciamo le diete vegane ma non posso credere ci sia questa totale mancanza di buon senso basilare. Persone giovani che si auto-rovinano la vita e quella di chi gli sta intorno, divorate dall’ansia e dal protagonismo. Non oso immaginare cosa diverranno i loro figli a crescere con persone del genere. E sto parlando di ragazze laureate che il figlio l’han cercato e che adesso non sono più in grado di intendere e volere.

Faccio un esempio: ragazza con laurea e master in biologia che si lamentava di come le sue amiche si fossero arrabbiate con lei perché aveva organizzato una festa per i 6 mesi della figlia con lista regali. I più smaliziati possono pensare ad una trollata e io stesso l’ho subito pensato. E invece no, è tutto vero! Sono andato a spulciarmi il profilo della mamma in questione e… voi umani non potete capire, il disagio totale. Questa sarebbe stata la terza festa per la bambina, dopo baby shower e festa post-parto. Proprio il baby shower ha dato il via ai problemi poiché i regali non sono stati apprezzati. Nella festa post parto, nonostante le raccomandazioni scritte e pubbliche, qualcuno le ha regalato dei pannolini e lei si è infuriata. Per i 6 mesi, giustamente, selezione all’ingresso con lista (regalo). Il tutto infarcito di post su quanto sia dura essere mamma, quanto siano stronzi tutti quelli che non han figli, quanto si venga abbandonati da tutti durante la gravidanza (cosa tra l’altro falsa perché era pieno di foto con le amiche che la portavano ovunque), ecc. Ah, nella lista, ovviamente pubblica, c’era uno stereo e un viaggio da 5mila €. Così, giusto per non approfittarsene.

Questo è un caso, ma non è così anormale. Io stesso conosco una persona che ogni tre mesi circa pubblica una lista Amazon chiedendo agli amici regalini per lei e figli.

Di nuovo, questa è una “categoria” ristretta e specifica (non oso immaginare cosa ci possa essere all’interno dei gruppi whatsapp di queste mamme) ma comportamenti al limite della fantasia li possiamo trovare ovunque sui social. Potrei elencare decine e decine di esempi, anche citando persone che conosco personalmente e dunque facilmente rintracciabili con una rapida ricerca su Facebook, Twitter o Instagram. Un po’ è semplice ipocrisia, insita in ognuno di noi, e un po’ è altro, una specie di trend che pare non avere fine e che scende sempre più verso il basso.

Non voglio toccare i grandi temi come vaccini, migranti, politica servizi sociali, ecc con i quali potrei argomentare sulla stupidità umana a mani basse. Preferisco quelli piccoli, insignificanti ma che dimostrano quanto ci stiamo rincoglionendo. E si arriva al caso Totti, altro argomento da toccare con le pinze.

Domenica 28 Maggio, Francesco Totti ha lasciato il calcio (italiano) dopo 25 anni con la Roma. Da domenica 28 Maggio non si parla d’altro. Pur non amando troppo il calcio e quello che è diventato, lo capisco. Capisco l’emozione nel vedere una figura così importante a livello sportivo e simbolico andare via, smettere. Io stesso ho provato – nelle possibilità del mio carattere di provare qualcosa – una cosa simile con l’addio di David “big papi” Ortiz ai Boston Red Sox. Capisco cosa voglia dire per un tifoso della Roma, davvero. Non posso però concepire chi sta usando Totti per piangersi addosso. È stupido. Punto.

Chi solo pochi mesi fa lo insultava puntualmente oggi lo incensa. E nel frattempo si lamenta dei tempi andati e di quanto sia “invecchiato”. A 30 anni. Ma vaffanculo. Davvero, io più che preoccuparmi di Totti e degli anni che passano, farei una riflessione sul cercare di non essere troppo una persona di merda. Punti di vista.

Mi sento buono e non sfioro nemmeno il “caso Insinna” e tutto il circo che si porta dietro ma c’è ancora un ulteriore spunto, molto vicino a questo blog su cui scrivo. Io mi occupo per passione di politica Usa ed europea ma ogni tanto scrivo di argomenti più frivoli come cinema, social, ecc. Alcune settimane fa ho scritto un articolo su Fedez e Ferragni, così per provare qualcosa di diverso. Pensavo non sarebbe stato apprezzato molto, non si sarebbe fatto notare troppo e mi stava bene così, era solamente un esperimento. Invece è stato il mio pezzo più letto, condiviso e commentato. Per la prima volta in molti sono arrivati all’ultima riga nonostante fosse un pezzo sul nulla cosmico. Uno fa tanta fatica e impiega tanto tempo per parlare dei risvolti politici di Trump e non viene considerato. Scrivi di moda e haters e ti riempono di complimenti. Mi sono cadute un po’ le braccia (e non solo) ma il nostro “Master Editor” era contento quindi va bene così.

Però non va bene per niente. È un pessimo segnale con il quale dovremo farci i conti molto presto. Rimanendo sul blog, noi i conti li stiamo già facendo. Stiamo infatti cercando nuove persone che vogliano scrivere, impegnarsi e crescere con noi. E non ne troviamo. Sono tutti opinion poser e wannabe influencer ma quando c’è da schiacciare letterine sulla tastiera si evaporano. E questo nella migliore delle ipotesi perché può anche capitare di sentirsi dire che “non ho modo di farmi un’idea e scriverne. Su nulla”.storie instagram

Queste sono sciocchezze, piccolezze insignificanti. Ma sono anche una cartolina di una società che non riesce ad affrontare la gravidanza o il ritiro di uno sportivo senza perdite di controllo e un minimo di buon senso. Come possiamo pensare di affrontare temi come lavoro, immigrazione o solamente la nuova legge elettorale? Legge che tutti vogliono uguale a quella tedesca ma che non è possibile applicare al nostro Paese. E se le basi sono queste…