Di Alessio Mason

Viviamo nell’epoca dei meme, della presa in giro di qualsiasi cosa, della risata irriverente, e nel periodo che stiamo vivendo è anche giusto voler ridere, ogni tanto. Una persona che molto spesso negli ultimi tempi si è prestata a dichiarazioni che subito sono diventate virali, per la loro ironia tagliente, è il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. I più lo ricorderanno quando in primavera invocava addirittura “i lanciafiamme” su coloro che non avessero osservato tutte le misure sanitarie che questa pandemia ci richiede.Un personaggio che tanto e spesso ha fatto ridere con le sue dichiarazioni e che oggi ne ha sparata un’altra. “Oh che bello, c’era bisogno di ridere!” Eh no. Perché forse i lanciafiamme facevano quantomeno sorridere, ma qui non c’è più nulla da ridere.Quest’oggi De Luca, infatti, ha rivendicato la sua decisione di chiudere le scuole di ogni ordine e grado nella Regione di sua competenza, affermando che nessuna mamma si è lamentata con lui di tale decisione, e ha poi sottolineato come invece i giornali stiano raccontando una storia diversa, lontana dalla realtà, a suo dire. Nello specifico, il governatore ha voluto commentare un’intervista in cui una mamma riferiva del dispiacere di sua figlia, perché quest’ultima voleva andare a scuola “per imparare a scrivere”.”Credo sia l’unica bambina d’Italia che piange per andare a scuola, e l’unica bambina al mondo che dà pure la motivazione”, ha detto De Luca, chiamando la bambina “un OGM, cresciuta dalla mamma con latte al plutonio”.Un affermazione gravissima, e su più livelli. Innanzitutto il governatore dimostra un totale distacco dalla popolazione che dovrebbe rappresentare. Un distacco tale da non sapere che forse davvero qualche bambino o ragazzo sarà contento di non andare a scuola, ma che comunque per molti, se non per tutti i più giovani, dall’asilo fino alle superiori, passando per elementari e medie, la scuola rappresenta un momento di incontro, di socialità, di formazione non solo nozionistica ma anche e soprattutto di vita. Si può discutere se sia giusto o meno chiudere le scuole in questa situazione, ma non si può in ogni caso considerare questa come una scelta qualunque e senza conseguenze. Che la scuola sia un posto brutto e noioso può essere un pensiero che può formulare un bambino quando deve levare la sua faccia dal cuscino alle 7 del mattino, ma è un pensiero che non deve neanche lontanamente passare per l’anticamera del cervello ad un Presidente di Regione o ad un adulto in generale.In secondo luogo, De Luca esplicita (come se già non lo sapessimo) la considerazione che ha dell’istruzione una figura di spicco (perlomeno per il ruolo che ricopre) della politica italiana. Ciò che dovrebbe essere l’investimento sul nostro domani diventa un fastidio che ci si ritrova tra i piedi.De Luca dovrebbe dirsi (e sentirsi) addolorato per quella bambina, dovrebbe rassicurarla, dicendole che presto potrà tornare a scuola per “imparare a scrivere”, dovrebbe spiegarle perché ora la sua scuola è chiusa. E invece no, non lo fa, perché la scuola non è poi una cosa così importante, giusto?Chissà che un giorno i politici del domani non sapranno invece davvero riconoscere nella scuola il valore che questa ha realmente. Certo, è ironico che l’unico modo per impararlo, questo valore, sia proprio andare a scuola. Questo sì, fa sorridere.