Se cercate la parola “incertezza” sul dizionario troverete un video degli ultimi giorni della politica italiana: governi annunciati e disfatti nel giro di ore, cambi di opinione a 360° in nemmeno un giorno, spread in altalena, funzionari europei che parlano scollegando il cervello, ecc.

Quando la situazione si fa caotica e complessa – e la nostra situazione politica lo è davvero tanto – escono allo scoperto gli analfabeti funzionali, i tuttologi e i laureati con lode all’università della strada. È una delle leggi di internet: tanto più è complesso un argomento tanto più uno o più utenti forniranno una soluzione semplicistica e irragionevole. Non mi addentro nelle logiche di questo meccanismo ma solo perché spiegare il fenomeno è tanto noioso quanto inutile proprio per la legge stessa.

Se per sbaglio avete aperto una pagina Facebook nelle ultime 72 ore, sicuramente avrete letto qualcuno che parlava di golpe. I più coraggiosi (o masochisti) di voi avranno continuato a leggere commenti e post e si saranno accorti che il golpe viene evocato due volte. C’è anche la possibilità che invece che leggerlo l’abbiate scritto voi del golpe. Vale comunque, non vergognatevi, potete continuare la lettura.

La prima volta in cui viene evocato il golpe è riferita alla scelta di Mattarella di non accettare il prof. Savona come ministro dell’economia e, di fatto, dando la possibilità a Lega e 5 Stelle di non fare il governo che avevano proposto. Anche qua è inutile addentrarsi a spiegare i fatti e le chiavi di lettura della vicenda, potete trovare (e troverete) sulle nostre pagine o, come già detto, ovunque nell’internet, centinaia di articoli e approfondimenti. La seconda occasione in cui si legge di golpe è, ironicamente, in risposta al presunto golpe di Mattarella. Combattere fuoco col fuoco.

Quest’ultimo golpe evocato è più interessante e sta causando tutta una serie di preoccupazioni e aumenti d’ansia tra le persone più miti e propense a pensare prima di agire. Io vi voglio rassicurare. Al netto della reale opportunità e/o giustificazione affinché un golpe venga messo in piedi, non abbiate paura che non c’è nulla da temere. E ci sono almeno tre ben validi motivi a sostegno della mia tesi:

– Ci vanno le risorse: no, non stiamo parlando di quelle della Boldrini, anche se la manovalanza fa sempre comodo. Per fare un golpe servono mezzi, armi e uomini. Possibilmente uomini che sanno cosa stanno facendo con le armi e con i mezzi. Proprio per questo motivo di solito i golpe vengono fatti da parte dell’esercito o comunque delle forze armate. I golpe non sono pacifici, non vengono fatti cantando “Kumbaya” intorno ad un falò. I nostri militari non li vedo così pronti a scatenarsi per le strade, soprattutto per smacchiare l’onta subita dal prof. Savona. Hanno altre cose più importanti da fare. Qualche anno fa ci fa la tragicomica farsa del movimento “dei forconi” che non ottenne nulla se non qualche denuncia, qualche multa e qualche schiaffo. Oggi non ci sono nemmeno più quelli.

– Bisogna essere organizzati: un golpe che si rispetti (e che funzioni) deve essere un orologio svizzero, con buona pace degli autarchici orologi italiani. Preciso, calibrato e all’unisono. Veloce, violento e improvviso. Se si pensa di organizzarlo attraverso le catene di Whatsapp, gli sms e le chat su Facebook si sta già partendo male. Come se non bastasse c’è un ulteriore problema di non poco conto. Non c’è, infatti, una visione unitaria su questo golpe. Perché alcuni vogliono deporre anzitempo il presidente della Repubblica, altri vogliono lasciare il presidente al suo posto ma mettere Grillo/Di Maio a capo del governo, altri ancora vogliono solo mettere Savona al mistero economico ma non con un governo Lega-M5S. Ci sono quelli che vogliono un golpe militare, quelli che invece vogliono un golpe solo popolare. I più smaliziati vogliono cambiare con un golpe la costituzione, far diventare l’Italia una “repubblica” presidenziale e metterci un ducetto. Tante idee, tutte confuse, molte antitetiche. Senza contare che a golpe avvenuto nessuno sa che fare. Si vuole fare l’atto del golpe ma per il dopo si naviga a vista.

– Subito prima, durante e dopo si toglie internet: questo è forse la pietra tombale sul golpe. Va bene tutto ma senza internet no. Nei golpe del passato era un non problema, si attaccavano e oscuravano le radio e le tv, i giornali e si andava lisci. Se sei un paese in via di sviluppo magari internet non è così importante per la vita di tutti i giorni , però se sei uno stato occidentale, moderno e assuefatto alla rete, voglio vederti a stare mesi senza. Se in Italia occupassero la Rai, probabilmente nemmeno ce ne accorgeremmo. Se lo facessero con Mediaset dovrebbero stare attenti a non farlo durante i reality o la D’Urso. Con La7 c’è il problema solo con Mentana (e ultimamente è onnipresente) o Propaganda Live. I giornali cartacei non li considero nemmeno. Ma tu prova a togliere Facebook e sono certo nascerebbe un golpe (il terzo?) per rimettercelo. Poi, in prossimità dei mondiali? Delle vacanze e le foto strappamutande?? Del matrimonio di Fedez e la Ferragni??? Non scherziamo. Il golpe può aspettare l’autunno. E in autunno ce lo saremo dimenticati. Salvo nuove votazioni, nuovo golpe di Mattarella e via con la farsa. Ma in autunno escono FIFA19, PES, e Read Dead Redemption 2, c’è bisogno della connessione per le patch! Poi in pochi mesi è Natale…

Troppo impegno, troppe rinunce, troppe incertezze. No ragazzi, non si può fare, il golpe è una cosa seria. E noi siamo un Paese tutt’altro che serio.