DANIELNon piacerà a Renzi né alla Boschi, ma la soluzione per risollevare la Nazionale dopo il flop in Brasile noi ce l’abbiamo. E’ sotto gli occhi di tutti, visti i fiumi di critiche riversati sui giovani incapaci di fare la differenza contro Costa Rica o Uruguay. La rottamazione portata dalla Leopolda prandelliana ha fatto cilecca? Ri-affidiamo l’Italia che si rimetterà in cammino verso gli Europei di Francia 2016 ai vecchi.

Si dice che la Nazionale è lo specchio del suo popolo: pertanto, in un Paese dove l’economia si regge sugli aiuti economici dei nonni a figli e a nipoti, i veterani Totti e Toni (37 anni entrambi) possono benissimo fare la loro figura, regalando sicurezza all’acerbo Immobile e lasciando Balotelli a giochicchiare a casa con Twitter, dimostrando che è possibile, nell’arco di 180 minuti, fare più di un tiro in porta senza rischiare l’arteriosclerosi precoce.

Ad eccezione del promettente Darmian, superlativo contro l’Inghilterra (altra nazionale tradita dalle nuove leve) e il sontuoso Verratti visto all’opera contro Cavani e soci, la mejo gioventù azzurra si è concessa un’allegra gita a Copacabana. A tirare la carretta, in barba all’anagrafe, ci ha pensato l’Ancien Regime: i Buffon, i Barzagli, i Chiellini, i Pirlo, i De Rossi. Pensiamoci su due volte prima di spedirli ai giardinetti e spacciare De Sciglio per l’erede di Maldini. Il 36enne Buffon sopporta le domande che gli rivolge la sua Ilaria D’Amico a Sky, può benissimo reggere le fatiche di altri due anni in Nazionale nel ricordo del 40enne Zoff di Spagna 1982. Pirlo, grazie al cielo, sembra essersi ricreduto e anche De Rossi ci eviterà il brivido di pensare ad un centrocampo illuminato dall’esperienza di Thiago Motta, anche detto ‘Ignoto 1’ visto che in Brasile ancora se ne cercano le tracce.

Per puntare al podio di Parigi l’opera, però, va completata: quando il gioco si fa duro, i duri devono rientrare in campo. Date un colpo di telefono a Gattuso (36 anni) e nel giro di un nanosecondo svestirà i panni del cameriere di McDonald’s spedendo il cannibale Suarez a testare i BigMac. Evitiamo a Del Piero (39) la malinconia di svernare ancora in tornei impalpabili come quello australiano ed aggreghiamolo nel Senato delle autonomie azzurro: oltre alla squadra di club, nel suo secondo incarico insegnerà direttamente in campo a Cerci ed Insigne che puntare la porta fuori dai confini nazionali non è affatto un reato.

Nel Paese più democristiano e gerontocratico del mondo, la scelta di affidarsi all’usato sicuro pagherà. E riguardo il commissario tecnico? Anche qui, la soluzione è più che ovvia: Giorgio Napolitano. Il nostro presidente, la strada verso la Restaurazione l’ha già brillantemente spianata facendosi rieleggere alla tenera età di 87 anni. Inoltre, per una panchina, quella azzurra, che necessita perennemente di nervi saldi e stomaci forti, Re Giorgio può sfoggiare un invidiabile merito: aver assistito all’orrido match degli azzurri con la Costa Rica in traghetto senza farsi venire il mal di mare.