Ho notato in questa settima che i teneri liberisti da salotto sono asseragliati in difesa di Trump e delle istituzioni; preoccupati per la tutela della proprietà privata e per la tenuta del sistema-stato.

Preoccupati poiché dopo quasi trecento anni di schiavitù, ghettizzazione, disuguaglianza e allontanamento dal sistema capitalistico, le popolazioni di colore si stanno riversando in piazza per proteste nella maggioranza dei casi pacifiche. Preoccupati perché queste proteste impediscono loro la normale routine tra IG stories e cocktail, con il rischio che dagli USA si sposti nel resto dell’occidente. Contrari a queste proteste occidentali, ma solidali con quelle di Hong Kong, perché lì ci sono i comunisti.

Che teneri, lanciarsi in commenti contro la folla perché in piazza chiedendo l’intervento della polizia e lanciando frecciatine ai soliti “rossi” solidali con i “rivoltosi”. Che teneri – dall’alto del loro appartamento in centro o del loro master in giro per il mondo pagati dai genitori, senza mai un personale giorno di lavoro – non avere sensibilità sul cosa possa significare essere minoranza: potremmo chiederlo ai migranti, alle donne, alla comunità LGBTQI o ai residente delle periferie che, con una sana gentrification, allontaniamo sempre di più dai centri urbani continuando ad alimentare un clima di disuguaglianza sociale.

Mi raccomando, stringetevi a difesa del capitalismo e della comunità bianca o qualsiasi altra cosa MBEM. Ve si vuole sulla forca