Vi dice qualcosa il nome Mike Hughes? Probabilmente no e non suggeriva niente nemmeno a me fino a questa mattina.

Mike Hughes è un terrappiattista (ossia una piaga sociale) che questo sabato si lancerà verso lo spazio con un razzo costruito artigianalmente per dimostrare che la sfericità della Terra è frutto di un complotto massonico di cui fanno parte tutti quanti gli astronauti.
Secondo le sue teorie e i suoi “studi” il nostro pianeta è, in realtà, un disco piatto circondato da giacchio.

Hughes, che si lanciò con un razzo già nel 2014 ha detto “Ho paura di morire, ma tanto nessuno uscirà vivo da questa vita”. E fino a qui direi che non possiamo dargli torto.
E forse non possiamo nemmeno obiettare la seconda parte dell’intervista dove afferma che “nessuno nella storia dell’uomo ha mai disegnato e costruito il suo razzo per poi montarci sopra e partire” che deve essere più o meno la stessa cosa che disse Franz Reichelt prima di lanciarsi dalla Torre Eiffel.

Il razzo, costato circa 20 mila dollari e finanziato dal gruppo Research Flat Earth (Eh si, a quanto pare esiste davvero una cosa del genere) dovrebbe, secondo i calcoli di Hughes, autista di limousine ma esperto di fisica aereodinamica, raggiungere gli 800 Km/s.

Se Hughes dovesse rimanerci secco potremmo dire che dopotutto è andata a cercarsela e che, tolti i suoi famigliari e il gruppo di complottisti, è un personaggio del quale il mondo difficilmente sentirà la mancanza. Io non gli auguro tutto ciò. Io spero che lui riesca nella sua missione. Spero che possa prendere il volo, guardare il nostro pianeta dall’alto e tornare illeso a terra per dimostrare a tutto il mondo complottista che, in fin dei conti, è ora di occuparsi delle cose davvero serie: come le scie chimiche che i nazisti, nascosti nel Reich sotterraneo e in combutta con i leader rettiliani, utilizzano per avvelenare il cielo e arricchire le lobby gay che, con il supporto degli alieni e del sosia di Paul McCartney, hanno cominciato a clonare esseri umani per eliminare la procreazione